Energia, l’allarme dell’assessore Guidesi: “Con questi costi la Lombardia si ferma”
Il titolare allo Sviluppo economico di Regione Lombardia denuncia il caro-energia: costi insostenibili per imprese e famiglie. Chiesti interventi immediati a Governo e Ue su trasparenza, speculazione e price cap
SONDRIO – I costi continuano ad essere insostenibili. Non possiamo permettere che questo diventi un nuovo freno alla produzione, agli investimenti e ai consumi in Lombardia. Con questi costi la Lombardia si ferma. Questa è una priorità, perché siamo di fronte a un’emergenza.
Lancia l’allarme energia l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi. Un grido d’allarme che arriva da Milano ma che riguarda da vicino anche il tessuto produttivo valtellinese e valchiavennasco.
Secondo l’assessore siamo di fronte a una vera e propria emergenza energetica che richiede decisioni immediate per difendere la competitività del sistema produttivo e il potere d’acquisto delle famiglie.
La portata della crisi
A fotografare la gravità della situazione sono i dati diffusi da Confedra sulla base delle rilevazioni di Nomisma Energia. A settembre il costo dell’energia per le imprese italiane segna un aumento del 54 per cento su base annua, contro il più 23 per cento registrato dalle famiglie.
Nel dettaglio, il gas destinato agli utilizzi industriali è passato in dodici mesi da 43 a 71 centesimi al metro cubo, con un incremento del 65 per cento, mentre il costo dell’elettricità per le aziende è salito da 19,44 a 20,72 centesimi per kWh. I carburanti si attestano su valori prossimi ai 2,02 euro al litro.
Una situazione che, secondo Guidesi, è già più critica rispetto ai sovracosti che avevamo registrato cinque anni fa. Le imprese rischiano di vedere erodere la propria marginalità e, di conseguenza, di ridurre o fermare la produzione, mentre le famiglie sono costrette a limitare i consumi per sostenere il costo delle bollette.
Le richieste a Governo ed Europa
Per l’assessore non è più rinviabile un intervento strutturale. Guidesi ha lanciato un appello al Governo e all’Europa indicando tre linee prioritarie: trasparenza nella formazione e nel calcolo del prezzo dell’energia, stop alla speculazione finanziaria che spinge i prezzi al rialzo indipendentemente dai costi reali di produzione e introduzione di un tetto temporaneo ai prezzi, il price cap, per stabilizzare il mercato.
Nel mirino dell’assessore c’è il disallineamento tra mercati fisici e mercati finanziari, che richiede interventi regolatori mirati.
Il nodo idroelettrico
Guidesi ha ricordato anche le proposte di Regione Lombardia per una migliore gestione dell’energia idroelettrica, tema centrale per la provincia di Sondrio, sottolineando i risultati raggiunti con il coinvolgimento di produttori ed energivori ma lamentando una mancata attenzione da parte degli enti sovraregionali.
Un lavoro portato avanti insieme all’assessore Massimo Sertori e al presidente Attilio Fontana per cercare intese pratiche tra produttori ed energivori e individuare soluzioni concrete.
Siamo in piena emergenza, vanno almeno rimessi in campo gli strumenti europei sul modello di quelli, efficaci, introdotti durante la crisi pandemica sanitaria, ha ribadito Guidesi.
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