Esenzione bollo auto 2027: quanto costerà alle Regioni? Tabella dei costi e rischio tagli ai servizi
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Esenzione bollo auto 2027: quanto costerà alle Regioni? Tabella dei costi e rischio tagli ai servizi
L’*esenzione bollo costo regioni* è la vera partita che si gioca dietro al decreto approvato dal Governo il 16 settembre 2026. L’annuncio è semplice: nel 2027 stop al bollo per un veicolo fino a 80 kW per 14,5 milioni di italiani. Ma il bollo non è una tassa statale. È una tassa regionale al 100%. E se lo Stato la cancella, le Regioni perdono cassa.
Quanto ci rimettono davvero? E chi rischia di dover tagliare sanità, trasporti e altri servizi per coprire il buco?
Cosa prevede l’esenzione bollo auto 2027
La misura introdotta dal decreto legge è chiara. Per l’anno 2027 è prevista l’esenzione dal pagamento del bollo per un solo veicolo a persona. Rientrano auto a benzina, diesel e ibride con potenza non superiore a 80 kW, circa 109 CV. Se una persona possiede più veicoli agevolabili, l’esenzione si applica a quello di potenza minore.
Chi non possiede auto ma ha moto o motorino può usare l’esenzione su un motociclo o ciclomotore. La norma vale anche per leasing e noleggio a lungo termine. L’obiettivo politico dichiarato da Palazzo Chigi è partire dal basso, dalle famiglie, per poi arrivare all’abolizione strutturale nella prossima legge di bilancio.
Il problema è finanziario. Nel 2024 il bollo ha generato 7,48 miliardi di euro di gettito, in crescita del 3% sul 2023 secondo ANFIA. Per il 2025 la stima è di 7,1 miliardi di euro di competenza regionale, più 291 milioni di quota erariale legata al superbollo. È la principale entrata tributaria propria delle Regioni, senza vincolo di destinazione, ma di fatto destinata quasi interamente a finanziare la sanità regionale.
Quanto costa l’esenzione: i numeri ufficiali del Governo
Il Governo quantifica l’*esenzione bollo costo regioni* in 2,362 miliardi di euro. Per evitare un buco di bilancio agli enti locali, la bozza del decreto prevede un trasferimento compensativo di 2.293,5 milioni di euro per il 2027 a favore di Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano.
Il riparto tra i singoli enti sarà definito solo entro il 31 marzo 2027 con decreto del Ministro dell’Economia. E qui nasce il primo attrito: per le Regioni a statuto speciale e le Province Autonome, dove il bollo è tributo proprio, serve un accordo preventivo. Senza accordo, l’esenzione non parte.
Il punto più delicato è la copertura. Le disposizioni finanziarie del decreto sono state approvate in bianco. Fonti di Governo indicano che si useranno economie del PNRR, cioè sovvenzioni e prestiti non spesi entro il 30 giugno 2026. Una cassa vera, ma una tantum. Per il 2028 in poi non c’è ancora copertura.
Tabella: quanto costerà l’esenzione bollo a ogni Regione
Abbiamo elaborato una stima del costo basata sul parco circolante e sul gettito regionale 2024. La percentuale di perdita è calcolata intorno al 32-33% del gettito totale, che corrisponde ai veicoli fino a 80 kW di proprietà di persone fisiche.
Regione / Provincia Autonoma Gettito bollo stimato 2024/2025 Perdita stimata da esenzione 80 kW Compensazione statale prevista Differenza / Buco potenziale
Lombardia 1.180 mln € 390 mln € 375 mln € -15 mln €
Lazio 720 mln € 238 mln € 228 mln € -10 mln €
Campania 650 mln € 215 mln € 206 mln € -9 mln €
Sicilia 580 mln € 192 mln € 184 mln € -8 mln €
Veneto 560 mln € 185 mln € 178 mln € -7 mln €
Piemonte 520 mln € 172 mln € 165 mln € -7 mln €
Emilia-Romagna 510 mln € 168 mln € 162 mln € -6 mln €
Puglia 420 mln € 139 mln € 133 mln € -6 mln €
Toscana 350 mln € 115 mln € 100 mln €* -15 / -50 mln € contestati
Calabria 220 mln € 73 mln € 70 mln € -3 mln €
Sardegna 180 mln € 60 mln € 57 mln € -3 mln €
Liguria 170 mln € 56 mln € 54 mln € -2 mln €
Marche 165 mln € 55 mln € 52 mln € -3 mln €
Abruzzo 145 mln € 48 mln € 46 mln € -2 mln €
Friuli-Venezia Giulia 130 mln € 43 mln € 41 mln € -2 mln €
Umbria 95 mln € 31 mln € 30 mln € -1 mln €
Trentino-Alto Adige 110 mln € 36 mln € 35 mln € -1 mln €
Basilicata 60 mln € 20 mln € 19 mln € -1 mln €
Molise 32 mln € 11 mln € 10 mln € -1 mln €
Valle d’Aosta 18 mln € 6 mln € 5,5 mln € -0,5 mln €
_Fonte: elaborazione su dati ANFIA, MEF, bozza DL 16/09/2026. La stima Toscana si basa sulla contestazione ufficiale del Presidente Giani: gettito perso 350 mln vs rimborso di circa 100 mln secondo i criteri iniziali._
Il totale fa 2,362 miliardi di perdita a fronte di 2,293 miliardi di compensazione. Manca all’appello quasi 70 milioni, che nella ripartizione finale potrebbero diventare molti di più per alcune Regioni.
Quali Regioni rischiano di più e dovranno tagliare servizi?
Non tutte le Regioni sono uguali. L’*esenzione bollo costo regioni* colpisce in modo asimmetrico per tre motivi.
Primo, il peso del bollo sul bilancio. Per Regioni del Sud come Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, il bollo rappresenta fino al 12-15% delle entrate tributarie proprie. Hanno meno capacità di compensare con altre leve fiscali, come l’addizionale IRPEF.
Secondo, il parco auto. Lombardia, Lazio e Campania hanno il maggior numero di veicoli sotto gli 80 kW, quindi la perdita assoluta è più alta. Ma hanno anche amministrazioni più solide e un residuo attivo da recupero evasione più elevato.
Terzo, la contestazione politica già partita. La Toscana è la prima a denunciare che il rimborso previsto sfiora i 100 milioni a fronte di circa 350 milioni di gettito perso sui veicoli agevolabili. Il Presidente Eugenio Giani parla di buco da 250 milioni. Anche se il Ministro Giorgetti ha assicurato al Presidente della Conferenza Regioni Massimiliano Fedriga che la copertura sarà integrale, la verifica arriverà solo a marzo 2027, quando i bilanci regionali 2027 saranno già chiusi.
Quali servizi rischiano? Il bollo finanzia sanità, trasporto pubblico locale e formazione professionale. Se la compensazione non arriva puntuale o non è totale, le Regioni più fragili avranno tre strade: aumentare l’IRAP o l’addizionale IRPEF regionale, tagliare i trasferimenti a Comuni e aziende di trasporto, o ridurre la spesa sanitaria non obbligatoria come liste d’attesa, prevenzione e manutenzione ospedaliera.
Per le Province Autonome di Trento e Bolzano e per le Regioni a statuto speciale come Sardegna e Friuli-Venezia Giulia, c’è un ulteriore rischio. Lì il bollo è gestito dall’Agenzia delle Entrate o come tributo proprio. Se non firmano l’accordo, l’esenzione non si applica e si crea una disparità territoriale che porterà a ricorsi.
Esenzione strutturale o bonus una tantum? Il nodo vero
Il Governo ha detto chiaramente: non annunciamo il taglio di una tassa aprendo un buco di bilancio a qualcun altro. La Premier Meloni ha garantito che le risorse ci sono. Ma la norma vale solo per il 2027.
Rendere l’*esenzione bollo costo regioni* strutturale costerà ogni anno oltre 2,3 miliardi. Senza una riforma del federalismo fiscale o una nuova entrata sostitutiva per le Regioni, la misura resterà un bonus una tantum pagato con i fondi PNRR non spesi. Fondi che per definizione non si ripeteranno.
In più, dal 1 gennaio 2027 scatta un’altra novità passata sotto silenzio: il http://D.Lgs. 147/2026 stabilisce che le esenzioni regionali dal bollo non esonerano più dal superbollo. Chi ha un’elettrica potente esente in Lombardia o Piemonte, dal 2027 dovrà comunque pagare i 20 euro per ogni kW oltre i 185 kW allo Stato.
Il risultato è paradossale. Da un lato si esenta l’auto popolare da 80 kW per aiutare le famiglie, dall’altro si incassa meno e si rischia di dover tagliare proprio i servizi usati da quelle stesse famiglie. Se la compensazione non sarà totale, tempestiva e strutturale, l’esenzione bollo rischia di trasformarsi da regalo in tassa occulta, pagata con meno autobus, meno sanità e più addizionali regionali nel 2028.
































