Taser in Lombardia: approvata la mozione per estendere l’uso a Tutte le Forze dell’Ordine e alla Polizia Locale, comunicazione di Luca Marrelli
Il Taser in Lombardia cambia volto. Il Consiglio regionale ha approvato una mozione importante sulla sicurezza che punta a estendere in maniera strutturale l’utilizzo del Taser a tutte le forze dell’ordine, compresa la Polizia Penitenziaria e la Polizia Locale di tutti i Comuni, anche quelli sotto i 20 mila abitanti, senza vincoli e senza condizioni. Una decisione che segna una svolta nella gestione della sicurezza urbana e della tutela degli agenti impegnati ogni giorno sul territorio.
La mozione sul Taser in Lombardia è stata presentata da Lombardia Ideale e firmata dal Vice Presidente Giacomo Cosentino e dai consiglieri Luca Marrelli e Alessandro Cantoni. Con questo atto, l’assessore regionale competente potrà chiedere formalmente al Governo di superare le attuali limitazioni e di rendere il Taser una dotazione standard per tutti i corpi di Polizia impegnati nell’ordine pubblico e nella pubblica sicurezza. L’obiettivo dichiarato è chiaro: non ci devono essere più agenti di serie A e di serie B e non deve esserci più distinzione tra grandi città e piccoli centri quando si parla di sicurezza.
La notizia, diffusa da Italpress, è stata annunciata direttamente dal gruppo consiliare di Lombardia Ideale a Palazzo Pirelli, che ha definito il provvedimento un passo fondamentale per la protezione dei cittadini e delle donne e degli uomini in divisa.
Cosa cambia con la mozione Taser approvata in Lombardia
Fino a oggi l’utilizzo del Taser in Italia è stato regolato da sperimentazioni, circolari ministeriali e limitazioni legate alla dimensione dei Comuni e ai corpi di appartenenza. La Polizia Locale dei piccoli Comuni, ad esempio, ha incontrato spesso ostacoli burocratici nell’adozione dello strumento, nonostante si trovi a fronteggiare situazioni sempre più complesse. Lo stesso vale per la Polizia Penitenziaria, che opera in un contesto di altissima criticità come quello delle carceri.
Con la mozione approvata in Regione Lombardia si chiede di superare questo impianto. La richiesta è di estendere l’utilizzo del Taser in maniera strutturale e non più sperimentale a tre categorie chiave:
Polizia Penitenziaria, quotidianamente esposta a rischi per l’incolumità fisica all’interno degli istituti di pena.
Polizia Locale di tutti i Comuni lombardi, indipendentemente dal numero di abitanti, senza vincoli e condizioni che oggi ne limitano la dotazione.
Tutti i corpi di Polizia impegnati nell’ordine pubblico e nella pubblica sicurezza.
Si tratta di un cambiamento sostanziale, come sottolineato dai promotori, che introduce un principio di equità operativa: la sicurezza non può dipendere dal codice di avviamento postale del Comune in cui si presta servizio.
Perché il Taser è considerato uno strumento fondamentale per la sicurezza
Nelle motivazioni della mozione, i consiglieri di Lombardia Ideale spiegano perché il Taser è ritenuto uno strumento fondamentale per l’efficacia degli interventi. Il Taser, o pistola a impulsi elettrici, è un dispositivo di dissuasione e immobilizzazione non letale che permette di neutralizzare un soggetto pericoloso o in stato di alterazione senza dover ricorrere al corpo a corpo o, nei casi estremi, all’arma da fuoco.
Secondo quanto dichiarato dal gruppo, il Taser riduce i rischi di colluttazione diretta tra agente e soggetto fermato, limita le lesioni per entrambe le parti e previene l’escalation che può portare all’uso della pistola d’ordinanza. È una dotazione utile per la salvaguardia delle donne e degli uomini in divisa che ogni giorno sono impegnati a proteggere la comunità e a garantire la legalità e la convivenza civile.
In un contesto in cui le aggressioni alle forze dell’ordine sono in aumento, disporre di uno strumento intermedio tra le mani nude e l’arma da fuoco diventa cruciale. Il Taser offre quel livello intermedio che consente all’agente di mantenere la distanza di sicurezza, di fermare un soggetto violento e di riportare la situazione sotto controllo con maggiore rapidità.
L’attenzione ai piccoli Comuni e alla Polizia Locale
Uno dei punti più qualificanti della mozione sul Taser in Lombardia è l’attenzione riservata ai piccoli Comuni. Come amministratori legati al territorio, spiegano Cosentino, Marrelli e Cantoni, ascoltiamo costantemente le esigenze dei sindaci e dei Comuni, soprattutto quelli più piccoli e periferici. Proprio per questo abbiamo compreso prima di altri quanto fosse importante potenziare le dotazioni della Polizia Locale.
Nei Comuni sotto i 20 mila abitanti, la Polizia Locale è spesso il primo e talvolta l’unico presidio di sicurezza presente sul territorio. Gli agenti si trovano a dover gestire interventi delicati: liti, soggetti in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze, episodi di violenza domestica, controlli stradali che possono degenerare. Senza una dotazione adeguata, il rischio è di trovarsi impreparati.
Estendere l’uso del Taser anche a questi Comandi significa dare una risposta concreta a una richiesta che arriva direttamente dal basso, dai sindaci e dagli agenti stessi. Non si tratta di militarizzare la Polizia Locale, ma di dotarla di uno strumento difensivo moderno, già in uso in molti Paesi europei, che tutela prima di tutto l’incolumità dell’operatore.
Il nodo delle carceri e la Polizia Penitenziaria
Altro capitolo centrale è quello della Polizia Penitenziaria. La mozione dedica un passaggio specifico agli agenti che lavorano negli istituti di pena lombardi e italiani. Una categoria che affronta quotidianamente pesanti rischi per la propria incolumità in carceri sovraffollate, con una presenza elevata di detenuti stranieri e con episodi frequenti di violenza, aggressioni e rivolte.
Per la Polizia Penitenziaria, sottolineano i consiglieri di Lombardia Ideale, il Taser è determinante. All’interno di un carcere, l’uso dell’arma da fuoco è di fatto impossibile e il corpo a corpo espone gli agenti a ferite gravi. Il Taser rappresenta quindi una valida alternativa per sedare una colluttazione, fermare un detenuto violento e impedire che una situazione critica sfoci in tragedia.
La richiesta di estensione strutturale nasce anche dalla constatazione che le carceri lombarde, come quelle del resto d’Italia, vivono una fase di forte stress, tra carenza di personale, sovraffollamento e aumento degli eventi critici.
Sicurezza in Lombardia: il messaggio politico
Con questa mozione, concludono Cosentino, Marrelli e Cantoni, abbiamo voluto dare un messaggio chiaro e una risposta concreta: in Lombardia prima di tutto viene la sicurezza, attraverso la tutela dei cittadini e delle forze dell’ordine impegnate sul campo.
Il tema del Taser in Lombardia si inserisce in un dibattito più ampio sulla sicurezza percepita e reale. Da un lato c’è la necessità di garantire ai cittadini una presenza efficace e rassicurante delle forze dell’ordine. Dall’altro c’è l’urgenza di proteggere chi questa sicurezza la garantisce ogni giorno.
L’approvazione in Consiglio regionale non introduce automaticamente il Taser in tutti i Comandi, perché la competenza finale resta al Ministero dell’Interno. Ma rappresenta un atto di indirizzo politico forte. La Regione Lombardia, con questa mozione, chiede al Governo di fare un passo avanti e di rendere strutturale ciò che fino ad oggi è stato sperimentale o limitato.
I prossimi passi: dal Pirellone a Roma
Ora la palla passa all’assessore regionale competente per la sicurezza, che avrà il mandato di portare la richiesta della Lombardia a Roma. L’obiettivo è ottenere una modifica delle disposizioni ministeriali che regolano l’assegnazione e l’uso del Taser, eliminando il vincolo dei 20 mila abitanti per la Polizia Locale e includendo esplicitamente la Polizia Penitenziaria e tutti i corpi impegnati nell’ordine pubblico.
Se la richiesta verrà accolta, la Lombardia potrebbe diventare la prima regione a dotare in modo capillare tutti i suoi agenti di Polizia Locale di uno strumento di autodifesa e di intervento non letale. Una scelta che potrebbe fare da apripista per altre regioni italiane.
Nel frattempo, la mozione ha già avuto il merito di riaccendere il confronto sull’equipaggiamento delle forze dell’ordine, sull’equilibrio tra tutela dei diritti e sicurezza degli operatori e sulla necessità di non lasciare soli i Comuni più piccoli nella gestione dell’ordine pubblico.
Per i cittadini lombardi, il messaggio è che la sicurezza non è uno slogan, ma passa anche attraverso scelte concrete sulle dotazioni di chi lavora in strada e dentro le carceri. Il Taser, in questa visione, non è un’arma in più, ma uno strumento in meno per dover ricorrere alle armi da fuoco.
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