Riccardo Bossi arrestato a Busto Arsizio: deve scontare 5 anni e 9 mesi
Riccardo Bossi è stato arrestato a Busto Arsizio. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri nella giornata di mercoledì 23 settembre 2026. Il figlio primogenito di Umberto Bossi è stato raggiunto nella sua abitazione e accompagnato nel carcere di Busto Arsizio.
Riccardo Bossi deve scontare una pena complessiva di 5 anni e 9 mesi. Il provvedimento nasce dal cumulo di diverse condanne. I reati contestati riguardano fatti risalenti al 2011 e al 2020.
Le accuse comprendono appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore di Busto Arsizio Carlo Nocerino. L’esecuzione è stata affidata ai carabinieri.
L’arresto di Riccardo Bossi
L’arresto è avvenuto nella provincia di Varese. I militari hanno raggiunto Riccardo Bossi nella sua casa. Dopo la notifica del provvedimento, lo hanno accompagnato nella struttura penitenziaria di Busto Arsizio.
La pena complessiva è stata determinata attraverso il cumulo delle condanne diventate esecutive. Il totale è di 5 anni e 9 mesi.
Nel calcolo della pena non rientra, invece, la condanna a un anno e quattro mesi per i maltrattamenti nei confronti della madre. Si tratta di un procedimento distinto rispetto alle condanne che hanno portato all’attuale arresto.
Le condanne per i fatti del 2011 e del 2020
La vicenda giudiziaria di Riccardo Bossi comprende diversi procedimenti. Alcuni fatti contestati risalgono al 2011. Altri sono invece collegati a vicende più recenti.
Tra i reati presenti nel provvedimento figurano l’appropriazione indebita e la truffa. A questi si aggiunge l’indebita percezione del reddito di cittadinanza.
Le diverse condanne sono state riunite in un unico provvedimento di esecuzione. È proprio dal cumulo delle pene che deriva il totale di 5 anni e 9 mesi da scontare.
La vicenda del reddito di cittadinanza
Una parte importante della storia giudiziaria di Riccardo Bossi riguarda il reddito di cittadinanza.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, Bossi avrebbe percepito il beneficio pubblico tra il 2020 e il 2023. La somma contestata ammontava a circa 12.800 euro.
L’inchiesta era partita dopo una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate. Gli accertamenti erano stati coordinati dalla Procura di Busto Arsizio.
Nel gennaio 2025 Riccardo Bossi era stato condannato in primo grado a due anni e sei mesi con rito abbreviato. La contestazione riguardava false attestazioni finalizzate a ottenere un reddito di cittadinanza che, secondo l’accusa, non sarebbe spettato.
La condanna definitiva
La vicenda relativa al reddito di cittadinanza è arrivata anche davanti alla Corte di Cassazione.
Nel giugno 2026 la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro la sentenza della Corte d’Appello di Milano. Di conseguenza, è diventata definitiva la condanna a due anni e sei mesi di reclusione.
La sentenza prevedeva anche il risarcimento dei danni in favore dell’Inps. La somma indicata era di circa 15 mila euro.
Secondo la ricostruzione riportata dalle fonti giudiziarie e giornalistiche, il reddito di cittadinanza sarebbe stato percepito attraverso dichiarazioni considerate false dagli inquirenti. La vicenda aveva avuto origine da controlli sulla posizione economica di Riccardo Bossi.
Il procedimento per maltrattamenti
L’arresto del settembre 2026 non comprende la condanna per maltrattamenti nei confronti della madre.
Questo procedimento riguarda episodi risalenti al 2016. Nel giugno 2025 Riccardo Bossi era stato condannato a un anno e quattro mesi dal Tribunale di Varese.
La sentenza riguardava presunti maltrattamenti nei confronti della madre. Nel corso del procedimento erano emerse anche contestazioni legate a richieste di denaro e a rapporti familiari particolarmente difficili.
La Corte d’Appello di Milano ha successivamente confermato la condanna. La difesa aveva annunciato l’intenzione di ricorrere in Cassazione.
La condanna per maltrattamenti è quindi distinta dal provvedimento che ha portato all’arresto di Riccardo Bossi e al cumulo di 5 anni e 9 mesi.
Chi è Riccardo Bossi
Riccardo Bossi è il primogenito di Umberto Bossi, storico fondatore della Lega.
Il suo nome è diventato negli anni noto anche per le vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto.
Il nuovo arresto riporta quindi l’attenzione sulla sua situazione giudiziaria. Il provvedimento eseguito a Busto Arsizio è legato a condanne per fatti diversi e avvenuti in periodi differenti.
La pena complessiva è stata determinata attraverso il cumulo delle sentenze. Il totale, secondo quanto comunicato dalla Procura e riportato da Tgcom24, è di 5 anni e 9 mesi.
Perché è stato arrestato Riccardo Bossi
La ragione dell’arresto è quindi legata all’esecuzione di un provvedimento di cumulo pene.
Non si tratta di un nuovo arresto per un fatto avvenuto nei giorni immediatamente precedenti. Il provvedimento riunisce pene relative a condanne già emesse per diversi reati.
Tra questi ci sono appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza.
L’esecuzione è avvenuta il 23 settembre 2026. Riccardo Bossi è stato portato nel carcere di Busto Arsizio, dove dovrà scontare la pena prevista dal provvedimento.
La situazione giudiziaria
La posizione giudiziaria di Riccardo Bossi comprende quindi più procedimenti.
Da una parte ci sono le condanne che hanno determinato il cumulo di 5 anni e 9 mesi. Dall’altra c’è la condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti nei confronti della madre.
Quest’ultima pena è stata confermata in appello, ma non è stata inclusa nel calcolo del provvedimento che ha portato all’arresto del settembre 2026.
Il caso del reddito di cittadinanza ha avuto invece un percorso giudiziario distinto. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso nel giugno 2026. La condanna a due anni e sei mesi è così diventata definitiva.
L’arresto a Busto Arsizio
L’arresto di Riccardo Bossi è avvenuto quindi al termine di un percorso giudiziario durato diversi anni.
I carabinieri hanno eseguito il provvedimento nella sua abitazione. Successivamente lo hanno trasferito nel carcere di Busto Arsizio.
Il caso riunisce vicende diverse. Ci sono fatti risalenti al 2011. Ci sono poi le contestazioni relative al reddito di cittadinanza, percepito secondo gli inquirenti tra il 2020 e il 2023.
A queste vicende si aggiunge il procedimento per maltrattamenti nei confronti della madre. Quest’ultimo, però, resta separato dal cumulo di pene che ha portato all’arresto.
Cosa succede ora
Dopo l’arresto, Riccardo Bossi è stato trasferito nel carcere di Busto Arsizio per l’esecuzione della pena.
Il provvedimento indica una pena complessiva di 5 anni e 9 mesi. Il calcolo riguarda le condanne indicate nel procedimento di cumulo.
La vicenda potrebbe continuare a essere seguita sul piano giudiziario per gli eventuali sviluppi relativi ai diversi procedimenti ancora collegati alla sua posizione.
Al momento, il dato principale è l’esecuzione della pena. Riccardo Bossi si trova in carcere a Busto Arsizio dopo il provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio.
L’arresto rappresenta l’ultimo sviluppo di una lunga serie di vicende giudiziarie che hanno coinvolto il primogenito di Umberto Bossi. Le condanne riguardano fatti differenti e devono essere considerate separatamente, evitando di confondere i singoli procedimenti.
Il punto centrale resta dunque il provvedimento eseguito il 23 settembre 2026. Riccardo Bossi è stato arrestato e deve scontare una pena complessiva di 5 anni e 9 mesi per le condanne comprese nel cumulo.
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