Varano Borghi, riprendono le visite guidate gratuite al Museo Diffuso
Domenica 27 settembre il primo appuntamento per scoprire, passeggiando tra le vie del paese, la storia di uno dei villaggi industriali più originali del Varesotto. Prenotazione obbligatoria entro mercoledì 23 settembre.
A Varano Borghi la storia dell’industria non è racchiusa soltanto nei libri: si può leggere negli edifici, nelle strade e nei luoghi che ancora oggi raccontano la trasformazione del paese. Per conoscerla da vicino riprendono le visite guidate gratuite al Museo Diffuso, un percorso all’aperto dedicato al passato cotoniero e alla vita del villaggio operaio.
Il primo appuntamento è domenica 27 settembre 2026, alle ore 15, con ritrovo in piazza Matteotti. Ad accompagnare i partecipanti saranno i volontari, che illustreranno le tappe del percorso e aiuteranno a riconoscere, nel paesaggio di oggi, le tracce della Varano ottocentesca.
Il Museo Diffuso, realizzato nel 2022, è composto da 13 pannelli distribuiti sul territorio comunale. Il progetto è stato voluto dall’Amministrazione comunale, in particolare dall’assessore alla Cultura Andrea Filippini, e realizzato in collaborazione con la professoressa Laura Daverio, studiosa di storia locale. L’idea è semplice e coinvolgente: fare del paese stesso un luogo di racconto, invitando residenti e visitatori a osservare ciò che spesso, passando ogni giorno davanti a un edificio, si finisce per dare per scontato.

Il paese e la famiglia Borghi
Per comprendere Varano Borghi bisogna tornare al 1819, quando la famiglia Borghi vi impiantò il “Cotonificio Pasquale e Fratelli Borghi”. Da quel momento, e per tutto l’Ottocento, le vicende della famiglia e quelle del paese si intrecciarono strettamente. Attorno all’attività cotoniera Varano crebbe fino a diventare uno dei centri più ricchi e moderni del Varesotto.
È una storia che riguarda il lavoro e l’economia, ma anche l’aspetto del paese. Lo sviluppo industriale lasciò infatti segni nell’architettura e nell’organizzazione degli spazi. Tra gli edifici che testimoniano quella stagione ci sono la chiesa, il cimitero e la villa padronale, per la cui realizzazione i Borghi si affidarono all’ingegnere e architetto Paolo Cesa Bianchi, professionista attivo anche a Milano.
Durante la visita, questi luoghi diventano occasioni per immaginare come fosse Varano nel periodo di maggiore sviluppo del cotonificio. I pannelli offrono i riferimenti storici; il percorso guidato permette di collegarli tra loro e di capire perché il passato industriale sia ancora così presente nell’identità del paese. È anche un modo per guardare con occhi nuovi un patrimonio che appartiene alla vita quotidiana della comunità.
Una passeggiata per conoscere il territorio
La formula del Museo Diffuso rende la visita accessibile anche a chi non frequenta abitualmente musei o itinerari storici. Non occorre entrare in un unico edificio: si cammina per Varano, si osservano le sue testimonianze e si ricostruisce, tappa dopo tappa, il rapporto tra il cotonificio, la famiglia Borghi e il villaggio operaio.
Il percorso è indicato come agevole per tutti e dura circa due ore. La partecipazione è gratuita. Per consentire di seguire le spiegazioni, i visitatori saranno dotati di radioguide; ogni gruppo potrà comprendere al massimo 20 persone.
La visita del 27 settembre sarà la prima di una serie di appuntamenti previsti l’ultima domenica del mese. Il programma delle date successive verrà comunicato in seguito. Anche per quelle visite il ritrovo sarà in piazza Matteotti alle ore 15 e sarà necessario prenotare entro il mercoledì precedente.
Per partecipare al primo appuntamento occorre dunque prenotare entro mercoledì 23 settembre, chiamando il numero 0332 960119. In caso di maltempo, la visita sarà annullata.
Per chi vive nel Varesotto, l’iniziativa è un’opportunità per scoprire più a fondo un paese vicino; per chi arriva da fuori, è l’occasione di conoscere una pagina significativa della storia industriale del territorio. A Varano Borghi, per due ore, sono le vie del paese a fare da museo e a raccontare come un’attività produttiva abbia contribuito a dare forma a una comunità.



