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GIORGETTI SUL PIL 2026: “VERSO L’1%, L’OCSE RICONOSCE LA NOSTRA CRESCITA. NON SIAMO IN CODA IN EUROPA”

 

Dal Forum di Cernobbio al question time alla Camera: il ministro dell’Economia alza l’asticella e risponde alle critiche sui dati Istat

 

Ci sono due date che spiegano cosa ha detto Giancarlo Giorgetti sul Pil 2026. La prima è il 6 settembre a Cernobbio. La seconda è il 23 settembre alla Camera.

 

A Cernobbio, al Forum TEHA di Villa d’Este, Giorgetti ha alzato l’asticella: *”Siamo vicini a una crescita dell’1% nel 2026″*. Una frase che ha sorpreso, perché i documenti programmatici del governo erano partiti da una stima molto prudente dello 0,6%. 842a

 

“L’economia italiana si è dimostrata relativamente resiliente: avevamo fatto valutazioni prudenti sulla crescita, tenendo conto sia della guerra dei dazi sia della crisi in Medio Oriente”, ha spiegato il ministro.

 

Il ragionamento è chiaro: *”Avevamo fatto valutazioni prudenziali per la crescita indicando lo 0,6%, per ora abbiamo acquisito lo 0,8%. Se le cose vanno come da indicatori potremmo avvicinarci anche all’1%”*. Lo 0,8% acquisito significa che anche se da oggi la crescita fosse zero, il 2026 chiuderebbe comunque a +0,8% per trascinamento. Da lì l’idea di puntare all’1%. 9e8e

 

A Cernobbio Giorgetti ha aggiunto un altro passaggio politico: “Non siamo stati fenomeni, ma la barca è rimasta a galla, e vi posso assicurare che l’Italia è molto più rispettata all’estero che in patria” e ha legato la crescita ai salari: “i salari sono una delle prime forme di investimento per far ripartire il ciclo”.

 

*La replica dopo i dati Istat: “Non c’è fallimento”*

 

Poi sono arrivati i dati Istat che hanno confermato un deficit/Pil 2025 al 3,1% e hanno spento la speranza di un’uscita anticipata dalla procedura d’infrazione Ue. Giorgetti ha risposto il 23 settembre durante il question time alla Camera.

 

“Abbiamo preso atto dei dati Istat, ma siamo in linea con quanto preventivato e approvato dal Parlamento cioè l’uscita dalla procedura di infrazione, che dovrà avvenire l’anno prossimo: se fossimo usciti in anticipo avremmo reso un servizio alla Repubblica italiana, non a questo governo”. a12a

 

E sul Pil ha citato l’Ocse: *”L’Ocse ha riconosciuto le previsioni di crescita non allo 0,5%, ma allo 0,9%: questo non ci pone in coda in Europa, altri paesi stanno in condizioni assai peggiori in un contesto internazionale assolutamente sfavorevole”*. a12a

 

Giorgetti ha poi invitato a depurare il dato sul debito pubblico dalle rate di cassa del Superbonus: “Il percorso di discesa del debito pubblico sta continuando, ci troviamo in una fase estremamente complicata ma vi assicuro che il comportamento del governo nel tenere i conti in ordine e lavorare sulla crescita economica è allineato alle nostre previsioni”.

 

In ogni caso, ha concluso, “i dati diffusi ieri dall’Istat sono comunque da ritenere ancora provvisori”. a12a

 

*Cosa significa ora*

 

Il governo resta quindi su due binari: crescita rivista al rialzo verso l’1% nel 2026, ma uscita dalla procedura per deficit eccessivo spostata al 2027, con un target deficit/Pil al 2,8% nel 2026. La sfida, come ha detto lo stesso ministro a Cernobbio, resta l’energia: “L’Italia paga le due guerre, quella del Medio Oriente e quella in Ucraina” e il prezzo del gasolio dipende dal fatto che “nessuno raffina più il gasolio”.

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