Luino, tappi chiodati nel parcheggio del Tigros: scoppia il caso social. L’allarme di Nicastri: “Vergogna, così si rischia una tragedia”

LUINO -* Una fotografia scattata nel parcheggio dietro al Tigros di Luino ha scatenato un acceso dibattito sui social. Nell’immagine si vedono alcuni tappi modificati artigianalmente con chiodi rivolti verso l’alto, lasciati a terra in un’area frequentata anche da giovani motociclisti e dalle autoscuole per le esercitazioni.

A denunciare pubblicamente la vicenda è stato Paolo Nicastri, già candidato sindaco di Luino, con un post secco accompagnato da una sola parola: *«VERGOGNA!»*.

Il post ha avuto un’eco enorme per Luino: oltre *66 mila visualizzazioni* in pochi giorni solo per la pubblicazione originale. Ripresa poi da altri contenuti e video, la vicenda ha superato complessivamente le *100 mila visualizzazioni*, mentre il profilo di Nicastri ha raggiunto circa 190 mila visualizzazioni negli ultimi 30 giorni.

Luino, il pericolo nel parcheggio: cosa è stato trovato

Al centro dell’allarme non c’è la polemica sui ragazzi in moto, ma il potenziale pericolo per l’incolumità. Tappi con chiodi conficcati verso l’alto, se calpestati o se investiti da uno pneumatico, possono causare forature improvvise, cadute e lesioni gravi.

«Possiamo discutere quanto vogliamo dei comportamenti di alcuni ragazzi, del rumore, delle moto o delle impennate. Le lamentele dei residenti meritano di essere ascoltate e i comportamenti scorretti devono essere affrontati. Ma una cosa deve essere chiarissima: nulla può giustificare un gesto che rischia di mettere in pericolo l’incolumità di una persona», ha affermato Nicastri.

In un video successivo, Nicastri ha ricordato un dettaglio importante per Luino: quell’area viene utilizzata anche dalle autoscuole per le esercitazioni e gli esami per la patente motociclistica. «Se un ragazzo passa sopra uno di questi oggetti con una moto, fora uno pneumatico e cade, cosa succede?».

La proposta: a Luino serve uno spazio sicuro per i giovani motociclisti

Secondo Nicastri, il caso del parcheggio del Tigros apre una questione più ampia che Luino non può più rimandare: il rapporto tra i giovani, la passione per le moto e gli spazi cittadini.

«Se esiste un problema legato all’utilizzo improprio di quell’area, bisogna affrontarlo con gli strumenti corretti. Ma continuare soltanto a dire ai ragazzi dove non possono stare non risolve il problema. Credo sia arrivato il momento di ragionare anche su uno spazio dedicato e sicuro, nel quale questa passione possa essere vissuta rispettando residenti, regole e sicurezza».

Un messaggio che ha raccolto consensi ma anche critiche, soprattutto da chi lamenta da tempo schiamazzi e manovre pericolose nell’area.

«Non sto difendendo chi disturba, compie manovre pericolose o non rispetta gli altri. Sto dicendo una cosa molto più semplice: a un comportamento sbagliato non si risponde creando un pericolo potenzialmente ancora più grave. Le responsabilità individuali vanno accertate e i problemi affrontati attraverso le autorità competenti», ha precisato.

La frase con cui ha chiuso il suo intervento è quella che sta facendo più discutere a Luino: «Su quella moto non c’è semplicemente “uno di quei ragazzi”. C’è il figlio di qualcuno. C’è qualcuno che a casa lo aspetta».

Nicastri ha annunciato che continuerà a seguire personalmente la vicenda.

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