Da cinquant’anni “comunico ergo sum”: la Laurea honoris causa a Gerry Scotti all’Università dell’Insubria
L’Università dell’Insubria ha celebrato un momento destinato a entrare nella storia della comunicazione italiana: il conferimento della Laurea Magistrale honoris causa in Scienze e tecniche della comunicazione a Gerry Scotti, uno dei volti più amati e riconoscibili della televisione nazionale. La cerimonia, svoltasi il 15 giugno 2026 nell’Aula Magna del Rettorato di Varese, ha riunito istituzioni, accademici, studenti e figure di spicco del mondo dei media, sottolineando il valore culturale e professionale di un percorso lungo quasi cinquant’anni.
La parola chiave che attraversa l’intero evento è comunicazione: una comunicazione autorevole, empatica, popolare e allo stesso tempo raffinata, capace di parlare a generazioni diverse senza mai perdere autenticità. È proprio questa la cifra che ha guidato la scelta dell’Ateneo, come ha ricordato la Rettrice Maria Pierro, che ha definito Scotti un esempio di equilibrio tra tradizione e innovazione, un modello per chi oggi studia e si forma nel mondo dei media.
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Un riconoscimento che celebra una carriera esemplare quella di Gerry Scotti.
La cerimonia si è aperta con l’intervento della Rettrice Maria Pierro, che ha sottolineato come l’Università abbia il compito non solo di trasmettere sapere, ma anche di riconoscere quelle esperienze in cui il sapere diventa pratica esemplare. Nel caso di Gerry Scotti, questo significa aver saputo costruire un linguaggio comunicativo unico, fondato su misura, empatia e credibilità.
La Rettrice ha evidenziato come, in un sistema mediatico dominato dalla velocità e dall’effimero, Scotti rappresenti un raro punto di stabilità: uno stile garbato, spontaneo, mai sopra le righe, capace di creare un rapporto di fiducia con il pubblico. Un approccio che merita di essere studiato, oltre che celebrato, e che costituisce un riferimento per chi si prepara a lavorare nel mondo della comunicazione.
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La ministra Bernini: “La comunicazione più efficace crea relazione e fiducia”
Tra le autorità presenti, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha ricordato come Scotti abbia attraversato decenni di televisione mantenendo la capacità di parlare a tutti. La sua carriera dimostra che anche l’intrattenimento, quando è di qualità, può trasmettere cultura, stimolare curiosità e accompagnare la crescita delle persone.
Il conferimento della Laurea honoris causa, ha sottolineato la ministra, riconosce il valore di un percorso professionale che ha lasciato un segno profondo nella comunicazione italiana. Un percorso che oggi diventa patrimonio accademico, offrendo agli studenti un modello concreto di comunicazione efficace e responsabile.
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La Laudatio del professor Facchetti: la “comfort zone” del telespettatore
Il momento centrale della cerimonia è stato la Laudatio del professor Giulio Facchetti, ordinario di Glottologia e linguistica. Facchetti ha analizzato lo stile comunicativo di Scotti, definendolo un esempio di empatia, vicinanza emotiva e “Grammatica del Buonumore”. Ha sottolineato la capacità del conduttore di gestire silenzi, ritmo e rassicurazione visiva, elementi che contribuiscono a creare un rapporto di fiducia immediato con il pubblico.
Particolarmente significativa l’osservazione sulla “morbida fisicità” e sulla gestualità aperta di Scotti, che trasmettono accoglienza e stabilità. Per questo, ha affermato Facchetti, Gerry Scotti rappresenta una vera e propria “comfort zone visiva” per milioni di telespettatori.
Il professore ha inoltre evidenziato la capacità del conduttore di adattarsi ai cambiamenti tecnologici, diventando un ponte tra la cultura analogica dei padri e quella digitale dei figli. Un esempio prezioso per chi studia i linguaggi dei media contemporanei.
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Paola Biavaschi: un comunicatore democratico
La direttrice del Dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio, Paola Biavaschi, ha ripercorso le motivazioni del conferimento, sottolineando la capacità di Scotti di instaurare un legame di fiducia con milioni di spettatori. Un legame fondato su autenticità, chiarezza e rispetto, lontano dall’enfasi e dall’artificio.
Queste qualità, ha spiegato Biavaschi, fanno di Scotti un “comunicatore democratico”, capace di integrare tradizione e innovazione, cultura popolare e linguaggi mediatici complessi. Un modello che incarna perfettamente la missione formativa dell’Ateneo.
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La lectio magistralis: “Da cinquant’anni comunico ergo sum”
Il momento più atteso è stato l’intervento di Gerry Scotti, che ha tenuto la sua lectio magistralis con la consueta disinvoltura e un’emozione palpabile. Ha iniziato con ironia – «Oddio, ma state parlando di me?» – per poi citare Cartesio, Martin Luther King, Gandhi e Galileo, spiegando che per lui “credere nella forza del proprio pensiero” significa parlare alla gente.
Ha ripercorso le tappe della sua vita: la provincia, la periferia, la famiglia, gli studi classici, i debiti scolastici festeggiati con un pranzo al Sacro Monte di Varese, gli inizi in radio, la telefonata decisiva di Claudio Cecchetto, la pubblicità, la televisione, i social, i meme e l’arrivo dell’Intelligenza artificiale.
Ha concluso con una riflessione intensa: la curiosità di ripartire, di ricominciare, di imparare sempre qualcosa di nuovo. «Ecco perché ora diventare dottore un po’ mi pesa – ha detto – perché ero abituato a sentirmi sempre quello che è da 50 anni fuori corso!».
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Un applauso che diventa abbraccio collettivo
Al termine della lectio, Scotti ha ricevuto la pergamena e il tocco accademico, accolti da un lungo applauso che ha trasformato la cerimonia in un abbraccio collettivo. La Rettrice Pierro ha definito Scotti “simbolicamente allievo ma in realtà maestro nella Scienza della Comunicazione”, riconoscendo non solo i risultati di una vita straordinaria, ma anche il valore culturale di un modo garbato di intendere il rapporto con il pubblico.
Un riconoscimento che va oltre la televisione e che sancisce l’ingresso di Gerry Scotti nella comunità accademica come figura di riferimento per chi studia i linguaggi della comunicazione contemporanea.
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Un’eredità che parla al futuro
La storia professionale di Gerry Scotti, raccontata anche nella sua biografia ufficiale, è un esempio di come la comunicazione possa evolvere senza perdere autenticità. Dalla radio alle prime televisioni private, dai grandi show Mediaset ai social network, Scotti ha saputo attraversare epoche diverse mantenendo intatto il rapporto con il pubblico.
La Laurea honoris causa dell’Università dell’Insubria non celebra solo un percorso individuale, ma riconosce un modo di comunicare che ha contribuito a plasmare l’immaginario collettivo italiano. Un modo che oggi diventa materia di studio, ispirazione e responsabilità per le nuove generazioni.
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