Chiusura Brescia Iseo Edolo: nuovi stop estivi tra Marone e Pisogne, pendolari e turisti di nuovo penalizzati
La chiusura Brescia Iseo Edolo torna a colpire pendolari, studenti e turisti. Dal 20 luglio all’11 settembre, dal lunedì al venerdì, la circolazione ferroviaria sarà sospesa tra Marone e Pisogne dalle 9.15 alle 13.40. La motivazione ufficiale parla di installazione di nuove reti di protezione contro la caduta di massi. Ma dopo anni di cantieri e interruzioni, la domanda è una sola: perché ancora?
Chi usa la Brescia Iseo Edolo lo sa bene. Prima la chiusura tra settembre 2023 e marzo 2024 per il camion precipitato sulla ferrovia. Poi lo stop lungo oltre sei mesi, dal 1° marzo al 7 settembre 2025, tra Marone ed Edolo per rifare i ponti danneggiati dall’alluvione di Niardo. In quelle occasioni erano già stati eseguiti lavori importanti: illuminazione delle gallerie, imbocchi artificiali, consolidamento dei versanti e posa delle reti paramassi con sistema Ortus. Interventi annunciati come definitivi per aumentare la sicurezza e ridurre le interruzioni dovute al dissesto idrogeologico.
perché questa nuova chiusura Brescia Iseo Edolo fa discutere
A distanza di pochi mesi, la tratta torna a chiudere. Stessi orari, stesso periodo di massimo afflusso turistico sul lago d’Iseo e in Valle Camonica. Il sospetto, avanzato anche da Europa Verde, è che dietro la motivazione ufficiale ci sia altro. In particolare l’abbassamento del piano del ferro nelle gallerie per aumentare la sagoma disponibile. Una modifica necessaria per far passare i futuri treni a idrogeno. Se fosse così, dice Dario Balotta co- portavoce Europa Verde di Brescia, Ferrovienord dovrebbe dirlo chiaramente. La comunicazione parziale alimenta dubbi e sfiducia tra gli utenti.
programmazione assente e danni al cicloturismo sul lago d’Iseo
Il punto più critico resta la programmazione. Se questi lavori erano prevedibili, perché non farli durante le lunghe chiusure già sopportate da chi viaggia sulla Brescia Iseo Edolo? Oppure di notte, evitando di fermare i treni proprio in estate. Invece si interviene ora, penalizzando migliaia di persone. Il danno è anche per il cicloturismo. Gli autobus sostitutivi non caricano biciclette, quindi molti visitatori non possono proseguire oltre Pisogne. Un colpo per il turismo lento che porta valore ai territori del Sebino e della Valle Camonica. Anche il metodo fa discutere: utenti informati in ritardo, nessun confronto con amministrazioni locali, pendolari e operatori turistici.
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