Out-ismo a Strasburgo, il corto che porta l’inclusione in Europa
Il cortometraggio Out-ismo a Strasburgo: l’inclusione arriva al Parlamento europeo
Il cortometraggio Out-ismo a Strasburgo porta la voce dell’associazione Progetti Fantasia di Busto Arsizio al Parlamento europeo.
Una delegazione di 18 persone, tra ragazzi e genitori, è stata accolta dall’eurodeputata Isabella Tovaglieri durante la sessione plenaria dell’Eurocamera.
Al centro dell’incontro, il film realizzato dall’associazione per raccontare il tema dell’autismo e promuovere maggiore consapevolezza.
La presentazione a Strasburgo segna una nuova tappa nel percorso di Progetti Fantasia, nata nel 2022 per promuovere l’inclusione sociale di ragazzi nello spettro autistico o con sindrome di Down.
Per i partecipanti, portare il proprio progetto in un’istituzione europea significa condividere un’esperienza costruita nel tempo e far arrivare il messaggio dell’associazione a un pubblico più ampio.
Il cortometraggio Out-ismo, diretto da Luciano Peritore e realizzato grazie a una campagna di crowdfunding, è stato presentato ai parlamentari europei.
Il progetto proseguirà anche nelle scuole del territorio, dove il film sarà proiettato per avviare occasioni di sensibilizzazione rivolte agli studenti.
All’incontro erano presenti anche gli europarlamentari Anna Maria Cisint e Raffaele Stancanelli, della Lega, e Lara Magoni, di Fratelli d’Italia.
La presidente di Progetti Fantasia, Simona Lamperti, ha raccontato l’emozione per l’accoglienza ricevuta e per aver potuto portare l’esperienza dell’associazione dentro le istituzioni europee.
Da Bruxelles a Strasburgo, il percorso di Progetti Fantasia
Per Progetti Fantasia, il ritorno al Parlamento europeo richiama un’esperienza precedente.
Tre anni fa l’associazione era stata ospitata a Bruxelles da Isabella Tovaglieri.
Allora era nata da poco più di un anno e, per diversi ragazzi, quel viaggio rappresentava la prima esperienza in aereo. Oggi il gruppo si è ritrovato a Strasburgo con un percorso più ampio alle spalle e un progetto cinematografico da presentare.
Tovaglieri ha ricordato questa crescita con l’immagine delle «onde di un mare grande», espressione legata alla storia dell’associazione.
Nel suo racconto, il viaggio europeo è parte di un cammino fatto di iniziative e nuove opportunità: dalla partecipazione all’Onu a New York, resa possibile da un invito del ministro per la Disabilità Alessandra Locatelli, fino all’apertura di una sede a Magnago.
La crescita di una realtà associativa non si misura soltanto dai luoghi raggiunti. Conta anche la capacità di costruire occasioni in cui le persone possano partecipare, esprimersi e sentirsi parte della comunità. Il viaggio a Strasburgo ha offerto a ragazzi e famiglie un contesto istituzionale in cui raccontare il lavoro svolto e presentare un prodotto nato da un progetto condiviso.
La delegazione era composta da 18 persone tra ragazzi e genitori.
Un gruppo che ha portato con sé le storie, le relazioni e il lavoro dell’associazione. La partecipazione delle famiglie è un elemento importante dell’esperienza: sostiene i ragazzi nel vivere occasioni nuove e contribuisce a dare continuità alle attività di inclusione promosse sul territorio.
Un’esperienza condivisa con ragazzi e famiglie
Viaggiare insieme, entrare in un’istituzione europea e prendere parte a un incontro durante la sessione plenaria sono passaggi che danno concretezza a un percorso di partecipazione. Non si tratta soltanto di assistere a un evento: la delegazione ha potuto presentare un progetto realizzato dall’associazione e raccontare direttamente il significato del lavoro svolto.
La presenza dei genitori accanto ai ragazzi ha dato all’iniziativa una dimensione collettiva. Progetti Fantasia è nata anche dall’impegno di famiglie che hanno scelto di costruire occasioni di inclusione e di condivisione. L’incontro a Strasburgo ha permesso di mostrare come un’associazione locale possa creare relazioni e portare la propria esperienza oltre i confini del territorio.
Out-ismo, un corto per parlare di autismo
Il cortometraggio presentato a Strasburgo è diretto da Luciano Peritore ed è stato realizzato grazie a una campagna di crowdfunding. Il coinvolgimento di chi ha sostenuto il progetto ha permesso di trasformare un’idea in un’opera da condividere con il pubblico. Il film diventa così uno strumento per avviare una conversazione sull’autismo attraverso il linguaggio delle immagini.
La scelta di portare il corto nelle scuole risponde alla volontà di incontrare gli studenti in un contesto educativo.
Una proiezione può essere un’occasione per osservare, fare domande e confrontarsi su come si costruiscono relazioni inclusive. Il cinema non sostituisce il lavoro quotidiano di insegnanti e famiglie, ma può offrire un punto di partenza per discutere esperienze e prospettive diverse.
Il progetto punta a sensibilizzare, non a ridurre l’autismo a una sola storia o a un’unica rappresentazione.
Ogni persona è diversa e il confronto può aiutare a riconoscere bisogni, capacità e modi differenti di vivere le relazioni.
Per questo, l’incontro con il film può essere accompagnato da un dialogo attento, che lasci spazio alle domande e alle voci dei ragazzi.
La presentazione al Parlamento europeo ha dato al cortometraggio una vetrina istituzionale, mentre le future proiezioni nelle scuole lo porteranno più vicino ai giovani del territorio. Sono pubblici diversi, ma uniti dalla possibilità di confrontarsi con il tema dell’inclusione. L’obiettivo è far circolare il messaggio e stimolare una maggiore consapevolezza nella comunità.
Il valore della sensibilizzazione nelle scuole
Portare un film nelle scuole significa offrire agli studenti un’occasione di incontro con temi che riguardano la vita di tutti i giorni. La visione può favorire il confronto tra compagni e aiutare a interrogarsi su come si costruiscano ambienti accoglienti. Perché l’iniziativa sia davvero efficace, la proiezione può diventare l’inizio di una conversazione, con tempi e modalità adatti alle classi coinvolte.
La sensibilizzazione non si esaurisce in un singolo evento. Si costruisce attraverso esperienze ripetute, informazioni accessibili e relazioni in cui ciascuno possa partecipare. In questo percorso, le associazioni possono offrire competenze ed esperienze vissute, mentre la scuola può dare continuità al dialogo e inserirlo nella vita della comunità educativa.
La missione di Progetti Fantasia sul territorio
Nata nel 2022, Progetti Fantasia APS ETS si occupa di inclusione sociale. La sua missione è sostenere l’integrazione nella comunità di ragazzi nello spettro autistico o con sindrome di Down e diffondere consapevolezza sul mondo della disabilità. Il lavoro dell’associazione si sviluppa attraverso progetti e iniziative rivolti alle persone, alle famiglie e al territorio.
La sede aperta a Magnago rappresenta un ulteriore spazio per immaginare e realizzare attività.
Tovaglieri ha parlato di progetti ambiziosi e di una realtà capace di trasformare idee in iniziative concrete. Per un’associazione, disporre di luoghi e collaborazioni può favorire la continuità delle attività e rendere più semplice costruire nuovi percorsi di partecipazione.
La presidente Simona Lamperti ha descritto l’incontro europeo come un’emozione intensa, sottolineando che la delegazione non si aspettava una partecipazione così autorevole e sentita. Ha inoltre evidenziato il valore di poter portare l’esperienza dell’associazione nelle istituzioni europee, anche grazie all’accoglienza di Tovaglieri.
Il racconto di Lamperti mette al centro il significato della rappresentanza: parlare di inclusione in un luogo istituzionale permette di far conoscere il lavoro svolto e di condividere le prospettive delle persone coinvolte. È un’occasione per ricordare che le politiche e le iniziative sul tema acquistano valore quando tengono conto delle esperienze concrete di ragazzi e famiglie.
Il riconoscimento del lavoro e dei progetti realizzati
Durante il suo intervento, Tovaglieri ha ricordato anche il riconoscimento ottenuto dal cortometraggio in ambito cinematografico. Il premio ha dato ulteriore visibilità a un lavoro realizzato con il contributo dell’associazione e sostenuto da una campagna di crowdfunding. Per il gruppo, il risultato è un motivo di soddisfazione e un’occasione per far conoscere il progetto a nuove persone.
Un riconoscimento può aiutare a raggiungere un pubblico più ampio, ma il valore del corto non si esaurisce nel risultato ottenuto. La sua funzione principale, per Progetti Fantasia, è contribuire alla sensibilizzazione e creare occasioni di confronto. La proiezione nelle scuole potrà avvicinare il film a un pubblico di giovani e dare spazio a domande che spesso nascono dall’incontro diretto con una storia.
La presidente ha ringraziato per l’accoglienza e per la possibilità di far conoscere l’associazione a Strasburgo. Il tono dell’incontro è stato, nelle sue parole, intenso e partecipato. Un momento che ha unito la presentazione del cortometraggio al racconto delle attività e delle aspirazioni di Progetti Fantasia.
Un messaggio che guarda alle prossime sfide
La tappa europea non viene descritta come un punto d’arrivo, ma come parte di un percorso che continua. Tovaglieri ha espresso la convinzione che Lamperti e i ragazzi proseguiranno con nuove iniziative, confermando il proprio sostegno alle prossime sfide dell’associazione. Il messaggio è di fiducia nel lavoro costruito finora e nelle possibilità che potranno aprirsi.
Per Progetti Fantasia, il passaggio da Bruxelles a Strasburgo racconta una crescita fatta di relazioni, impegno e progetti concreti. Il cortometraggio porta questa esperienza in un contesto internazionale e, con le proiezioni previste nelle scuole, tornerà al territorio da cui è partito. È un percorso che collega istituzioni, famiglie, studenti e associazioni attorno al tema dell’inclusione.
Il cortometraggio Out-ismo a Strasburgo ha dato visibilità a un progetto nato a Busto Arsizio e alla missione di Progetti Fantasia. La delegazione ha potuto condividere il proprio lavoro con rappresentanti europei, mentre il film si prepara a incontrare gli studenti. Il risultato più importante sarà la capacità di mantenere vivo il dialogo, trasformando la sensibilizzazione in attenzione e partecipazione nella vita quotidiana.
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