Tovaglieri (Lega-PfE) attacca la sinistra: “Varese nell’insicurezza e l’Europa blocca i rimpatri”
La serata ufficiale organizzata dal gruppo dei Patrioti per l’Europa nella città di Varese ha riacceso in modo definitivo il dibattito politico locale in vista delle prossime ed importanti elezioni comunali previste per il 2027.
L’eurodeputata Isabella Tovaglieri, esponente di primissimo piano della Lega-PfE, ha lanciato un durissimo affondo contro l’attuale amministrazione comunale di centrosinistra guidata dal sindaco Davide Galimberti, collegando direttamente le problematiche quotidiane del territorio lombardo con le decisioni ideologiche prese a Bruxelles.
Secondo l’europarlamentare, la sinistra lascia Varese nell’insicurezza e in Europa boccia i rimpatri, creando un gravissimo corto circuito istituzionale che penalizza in modo diretto la vivibilità della città, lo sviluppo economico locale e la serenità dei residenti nei quartieri storici.
L’evento politico, svoltosi nella cornice della storica pizzeria della Motta, ha visto la partecipazione straordinaria di oltre cento persone, tra cui si distinguevano numerosi militanti storici del Carroccio, il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana e il consigliere regionale Emanuele Monti. Questo incontro si è trasformato rapidamente nell’occasione ideale per delineare la futura strategia politica della coalizione di centrodestra e per ribadire la centralità assoluta delle battaglie sovraniste, identitarie e di tutela dei territori di fronte alle sfide globali.
Sicurezza urbana e rimpatri: il legame indissolubile tra Varese e Bruxelles
Nel corso del suo dettagliato intervento, Isabella Tovaglieri ha posto l’accento sulla complessa questione della sicurezza stradale, della prevenzione dei reati e del crescente degrado urbano che colpisce diverse aree del centro cittadino.
L’eurodeputata ha evidenziato con forza come le criticità vissute quotidianamente dai cittadini varesini non siano episodiche, bensì il risultato diretto di una precisa e perniciosa linea politica condivisa dalla sinistra a tutti i livelli istituzionali, da quello comunale a quello europeo.
La sinistra lascia Varese nell’insicurezza e in Europa boccia i rimpatri: questa rappresenta la tesi centrale che unisce la gestione amministrativa locale alle votazioni strategiche avvenute all’interno del Parlamento Europeo, dove i partiti progressisti avrebbero ostacolato per anni l’approvazione di normative comuni e rigorose volte all’espulsione rapida degli immigrati irregolari.
La severa critica dell’esponente leghista si è poi estesa alle scelte urbanistiche concrete portate avanti dall’amministrazione Galimberti, con particolare riferimento alla recente e massiccia proliferazione delle piste ciclabili.
Tali infrastrutture sono state giudicate del tutto inutili, costose e sproporzionate rispetto alle reali priorità manifestate dalla cittadinanza, la quale richiede a gran voce maggiori investimenti nel controllo del territorio, nell’illuminazione pubblica e nella presenza fisica delle forze dell’ordine per contrastare gli episodi di microcriminalità e vandalismo. La Lega chiede pertanto un cambio di rotta immediato e radicale, proponendo un modello amministrativo alternativo che rimetta al centro dell’agenda politica l’ordine pubblico, la sicurezza dei passanti e il decoro delle piazze.
Il piano strategico per la remigrazione e la difesa dei valori costituzionali
Un capitolo estremamente significativo e approfondito del discorso di Isabella Tovaglieri è stato dedicato al concetto cardine della remigrazione strutturata. Per l’eurodeputata della Lega e del gruppo dei Patrioti per l’Europa, il nuovo regolamento europeo sui rimpatri non deve essere considerato un punto di arrivo, bensì un semplice passo iniziale per contrastare in maniera efficace un fenomeno migratorio di massa che rischia di disintegrare progressivamente l’identità culturale, sociale ed economica del continente europeo. Secondo la chiara visione politica espressa durante la cena con i militanti, i provvedimenti di espulsione e allontanamento non dovrebbero applicarsi soltanto ai soggetti che commettono gravi reati o che risultano privi di un regolare titolo di soggiorno, ma dovrebbero estendersi anche a coloro che manifestano apertamente la totale mancanza di volontà di integrarsi nel tessuto sociale ospitante e di accettare le regole di convivenza civile.
Il principio fondamentale su cui si fonda questa severa linea politica è il rispetto incondizionato dei valori fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana.
Tra questi valori, la parità sociale, giuridica e civile tra uomo e donna è stata definita come un principio cardine assolutamente non negoziabile per la civiltà occidentale. Chi sceglie di risiedere sul territorio italiano ma rifiuta di accettare tali precetti non potrà mai completare un reale percorso di integrazione e, di conseguenza, secondo gli esponenti del Carroccio, è giusto che ritorni nel proprio Paese d’origine. La critica nei confronti della sinistra riguarda proprio l’uso ritenuto strumentale ed a corrente alternata della Carta costituzionale, la quale verrebbe sollevata come un totem intoccabile solo quando risponde alle specifiche convenienze ideologiche o elettorali delle forze progressiste.
Le battaglie economiche a difesa del territorio: automotive e fondi per l’agricoltura
Oltre ai temi centrali legati all’immigrazione e alla sicurezza pubblica, la discussione politica ha toccato importanti e spinosi dossier economici di livello europeo che possiedono un impatto diretto sul tessuto produttivo e manifatturiero della Regione Lombardia. In primo luogo, la Lega ha voluto ribadire con la massima fermezza la propria totale opposizione allo stop definitivo alla produzione e vendita di motori endotermici a benzina e diesel programmato per l’anno 2035. Questa misura, considerata eccessivamente ideologica e priva di fondamento scientifico o economico, viene vista come un attacco frontale alla filiera dell’automotive e alla stabilità dei posti di lavoro di migliaia di operai e tecnici del settore manifatturiero italiano ed europeo.
In secondo luogo, è stata sollevata con preoccupazione la questione della gestione centralizzata delle risorse finanziarie europee. Isabella Tovaglieri ha espresso forti perplessità riguardo al progetto politico che mira ad accorpare i tradizionali fondi di coesione con le risorse storicamente destinate alla Politica Agricola Comune (PAC). Questo tentativo di unificazione finanziaria viene considerato una palese contraddizione rispetto al principio delle autonomie locali e della difesa delle specificità territoriali. Il rischio concreto paventato dalla Lega è che a decidere sulla destinazione strategica di ingenti risorse economiche sia qualche alto funzionario burocratico di Bruxelles, non eletto da nessuno e distante dalle realtà rurali, anziché gli amministratori locali scelti democraticamente dai cittadini sul territorio.
Verso le elezioni comunali del 2027: l’appello urgente alla coalizione di centrodestra
La numerosa e calorosa presenza di sostenitori e storici esponenti della Lega ha inevitabilmente proiettato l’attenzione della serata verso la fondamentale scadenza elettorale della primavera del 2027, momento in cui i cittadini varesini saranno chiamati alle urne per scegliere la nuova guida della città. Isabella Tovaglieri ha voluto rivolgere un invito esplicito, chiaro e urgente a tutte le forze politiche della coalizione di centrodestra, esortandole a rompere gli indugi nel più breve tempo possibile e a definire con rapidità il nome del candidato sindaco ufficiale. Secondo l’europarlamentare, ogni settimana sprecata in discussioni interne o tatticismi rappresenta un vantaggio strategico regalato alla coalizione di centrosinistra.
Il vicecapogruppo leghista in consiglio comunale, Stefano Angei, è intervenuto ricordando la costante azione di opposizione e vigilanza svolta in questi anni contro i provvedimenti più controversi della giunta Galimberti, accusata di aver danneggiato lo sviluppo economico e la viabilità di Varese. Sulla stessa linea si è espresso il consigliere regionale Emanuele Monti, il quale ha voluto evidenziare un dato statistico e demografico particolarmente allarmante per la comunità: Varese risulterebbe essere l’unico grande centro urbano della provincia a registrare una costante perdita di abitanti negli ultimi anni. Questo fenomeno rappresenta, secondo l’analisi della Lega, la prova evidente del fallimento complessivo delle politiche di attrattività e sviluppo portate avanti dall’attuale maggioranza.
L’orgoglio dell’appartenenza leghista e la sintesi del governatore Attilio Fontana
A concludere l’intensa serata di dibattito politico è stato l’intervento del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il quale ha esortato l’intera base dei militanti a ritrovare lo spirito identitario profondo e l’orgoglio storico delle proprie origini politiche. Richiamando esplicitamente le storiche parole d’ordine del fondatore Umberto Bossi riguardanti la necessità di una struttura di partito forte, coesa e vicina alla gente, Fontana ha sottolineato l’importanza vitale di offrire risposte concrete, pragmatiche e prive di retorica alla popolazione lombarda, storicamente legata al valore del lavoro e alla protezione delle proprie tradizioni culturali.
Il segretario cittadino della Lega, Marco Bordonaro, ha espresso la massima soddisfazione per l’ottima riuscita dell’evento conviviale e politico, smentendo con decisione le voci diffuse dagli avversari circa una presunta crisi interna al movimento. Bordonaro ha confermato la totale determinazione di tutto il gruppo locale nel proseguire con coerenza le battaglie politiche quotidiane sia all’interno delle istituzioni comunali sia nello scenario internazionale del Parlamento Europeo, con l’obiettivo dichiarato di costruire una città più sicura e un’Europa maggiormente rispettosa dei popoli e delle identità locali.
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