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    AIDS, da tre anni test HIV a singhiozzo e centro IST chiuso

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    By Redazione Valle Olona on 3 Dicembre 2021 Diritti civili, Sanità, Varese, Varese-Laghi
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    Il centro Infezioni Sessualmente Trasmissibili di Varese, gestito dall’Ospedale di Circolo – ASST Sette Laghi, risulta chiuso da mesi e non vengono più somministrati i test HIV anonimi e gratuiti e il relativo counseling, oltre che i test per le altre infezioni sessualmente trasmissibili.

    Telefonando al numero verde del centro gli operatori girano gli utenti su Como o Milano, distanti più di 60 km da alcuni centri della provincia.

    Inoltre, gli operatori non sanno se l’altro centro presente in provincia a Busto Arsizio sia effettivamente ancora aperto, generando confusione negli utenti.

    Una situazione che rischia di disincentivare il ricorso al test per diagnosticare l’HIV da parte degli utenti.

    “Ogni volta c’è una giustificazione diversa: prima era la riorganizzazione in ATS e ASST, poi la carenza dei dipendenti e ora la pandemia da COVID-19. Ma nel resto d’Italia i centri non hanno smesso di funzionare” – dichiara Giovanni Boschini, presidente Arcigay Varese.

    “Una situazione che stride con la necessità di fare prevenzione sottolineata ieri. Identificare prima l’HIV permette di iniziare prima la terapia e condurre una vita paragonabile alle persone senza HIV.

    Purtroppo è una situazione che si protrae da molto tempo perché il centro va a singhiozzo da almeno tre anni e le rassicurazioni sulla riapertura non hanno portato a niente, per cui siamo pronti a fare una segnalazione al Ministero della Salute affinché il servizio venga ripristinato e potenziato.

    Nel nostro Paese 6 nuove diagnosi su 10 vengono identificate in ritardo e purtroppo Varese sta contribuendo a tutto questo. Vogliamo risposte e date certe sulla riapertura”.

    La mancanza di test non è l’unica carenza in Provincia

    Oggi ci sono molti strumenti per combattere l’HIV, come la PrEP, che consiste nel somministrare la terapia antiretrovirale a persone senza HIV e prevenire la possibilità, insieme al preservativo, di contrarre l’infezione.

    Un servizio che comprende appositi esami e un infettivologo a disposizione. In Lombardia è disponibile a Bergamo, Monza e Milano, ma non a Varese.

    Oppure la PEP, la profilassi post esposizione che viene somministrata d’urgenza al Pronto Soccorso alle persone che hanno avuto rapporti a rischio.

    Segnalazioni giunte ad Arcigay Varese

    L’associazione ha ricevuto segnalazioni sul fatto che le persone che si recano in Pronto Soccorso in orario serale vengono rimandate indietro per mancanza dell’infettivologo, ma le linee guida dicono che la terapia dovrebbe essere somministrata d’urgenza entro 4 ore.

    Abbiamo infine ricevuto altre segnalazioni sul fatto che i medici di base non sembrerebbero informati sulla possibilità offerta dalla campagna regionale di vaccinazione di fare il vaccino gratuito per l’epatite A e HPV per i maschi che fanno sesso con maschi e quindi si rifiutano di fare la ricetta per la vaccinazione con l’esenzione, in un continuo rimpallo di responsabilità. Ma a farne le spese è la salute collettiva.

    Arcigay Varese ASST Sette Laghi diritti civili Giovanni Boschini hiv Ospedale di Circolo sanità Varese
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    Redazione Valle Olona

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