Varese, ladro entra in appartamento per rubare e viene aggredito dai rottweiler: finisce in codice rosso
A Varese un ladro si introduce in un appartamento per rubare ma non si accorge della presenza dei cani e viene aggredito. Finisce in ospedale in codice rosso. E’ questa la notizia che nelle ultime ore sta facendo il giro del web, accompagnata da un’immagine di videosorveglianza diventata virale.
Il caso del ladro di Varese ha riportato al centro del dibattito il tema della sicurezza in casa, della legittima difesa e della responsabilità di chi possiede cani da guardia. Cosa è successo davvero in quell’appartamento di Varese? I cani rischiano davvero l’abbattimento? E il proprietario rischia una denuncia per tentato omicidio come si legge nei post? In questo articolo ricostruiamo la vicenda e vediamo cosa dice la legge italiana.
VARESE: COSA E’ SUCCESSO CON IL LADRO AGGREDITO DAI CANI
Secondo la didascalia che accompagna la foto virale, tutto sarebbe accaduto a Varese, in orario serale. Un ladro con felpa con cappuccio, volto coperto e torcia in mano avrebbe forzato la porta di ingresso di un appartamento al piano terra con l’intento di rubare. L’immagine, in bianco e nero tipica delle telecamere a infrarossi, mostra proprio quel momento: l’intruso è in soggiorno, vicino a un divano, e sta perlustrando la stanza. Sul pavimento si vede una grande cuccia per cani.
Pochi istanti dopo, secondo il racconto, il ladro sarebbe stato sorpreso da due rottweiler che si trovavano in casa. I cani, svegliati dall’intruso, lo avrebbero aggredito con estrema violenza, ferendolo gravemente su gambe, braccia e torace.
Il ladro, secondo il post, sarebbe stato trovato sanguinante dal proprietario di ritorno a casa e soccorso dal 118. Trasportato d’urgenza all’Ospedale di Circolo di Varese, sarebbe stato ricoverato in codice rosso per le profonde lesioni da morso. Sul posto sarebbe intervenuta la Polizia di Varese che avrebbe preso in custodia i cani e avviato le indagini sul proprietario.
Va detto subito con chiarezza: ad oggi non esiste un comunicato ufficiale della Questura di Varese, dei Carabinieri o dell’ATS Insubria che confermi un episodio con questa esatta dinamica avvenuto a Varese città negli ultimi giorni. Casi molto simili sono realmente accaduti nel Varesotto, come il caso di Lonate Pozzolo dove un ladro morì dopo una colluttazione con il proprietario durante un tentativo di furto in villa. L’episodio dei rottweiler sembra essere una di quelle notizie copia-incolla che girano spesso sui social per fare visualizzazioni.
Ma a Varese il problema dei furti in appartamento è reale e molto sentito. La provincia di Varese è una delle più colpite in Lombardia per i reati predatori, soprattutto nei quartieri di Biumo, Bobbiate, Varese centro e nei comuni di Malnate, Azzate, Gazzada e Vedano. Per questo la storia del ladro aggredito interessa così tanto.
IL LADRO IN CODICE ROSSO: COSA SUCCEDE DOPO L’AGGRESSIONE
Quando un ladro entra in una casa a Varese e rimane ferito, la legge prevede due binari.
Il primo binario riguarda il ladro stesso. Anche se è gravemente ferito e in codice rosso, il ladro non è esente da responsabilità penale. Viene denunciato per violazione di domicilio e tentato furto in abitazione, reato punito con la reclusione da due a sei anni. Se aveva con sé arnesi da scasso, se era travisato o se agiva con altre persone, la pena aumenta. Il fatto di essere stato aggredito dai cani non cancella il reato che ha commesso entrando in casa altrui.
Il secondo binario riguarda il proprietario e i suoi cani. Il soccorso al ladro è obbligatorio. Se il proprietario trova il ladro ferito in casa e non chiama i soccorsi, rischia una denuncia per omissione di soccorso. Una volta che il 118 e la Polizia di Varese intervengono, parte la procedura per valutare se la custodia dei cani era regolare.
I CANI SEQUESTRATI A VARESE RISCHIANO L’ABBATTIMENTO?
Il passaggio che ha fatto più discutere è: i cani sono stati presi in custodia dalla polizia di Varese e ora rischiano l’abbattimento.
A Varese la procedura è gestita dal Servizio Veterinario dell’ATS Insubria insieme alla Polizia Locale. Quando un cane morde una persona, anche se quella persona è un ladro entrato illegalmente, scatta per legge l’osservazione sanitaria di dieci giorni per escludere la rabbia e valutare il comportamento.
L’animale viene sottoposto a una valutazione del rischio. Si analizza la razza, il contesto in cui è avvenuta l’aggressione, se il cane era già stato segnalato per aggressività, se il proprietario aveva adottato tutte le precauzioni. I rottweiler a Varese e in Lombardia sono cani che richiedono una gestione attenta e spesso il patentino, ma non sono considerati automaticamente pericolosi.
L’abbattimento è previsto dall’ordinanza del Ministero della Salute solo come estrema ratio, quando un cane ha mostrato un’aggressività incontrollata e non gestibile e rappresenta un grave pericolo per la collettività. Lo decide il Sindaco di Varese su parere del veterinario ufficiale.
Nella quasi totalità dei casi simili avvenuti a Varese, non si arriva mai all’abbattimento. Si prescrive l’obbligo di guinzaglio corto e museruola sempre, anche nelle aree cani, l’obbligo di custodia in recinto inaccessibile dall’esterno, il corso di rieducazione comportamentale obbligatorio e la stipula di una polizza assicurativa. Solo se il proprietario non rispetta queste prescrizioni e il cane aggredisce di nuovo, si valuta l’abbattimento.
COSA DICE LA LEGGE SE IL CANE AGGREDISCE UN LADRO
Questo è il punto più importante per chi vive a Varese e possiede un cane da guardia. Chi è responsabile se il proprio cane aggredisce un ladro entrato in casa?
Il riferimento è l’articolo 2052 del Codice Civile. La norma dice che il proprietario di un animale è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito.
È una responsabilità oggettiva. Il proprietario di Varese risponde sempre dei danni causati dal suo cane, anche se il cane era in casa sua. L’unico modo per liberarsi è dimostrare il caso fortuito, cioè che l’evento è stato del tutto imprevedibile e inevitabile.
La Cassazione, con le sentenze numero 17133 del 2017 e numero 31821 del 2023, ha chiarito alcuni punti. Primo, il cartello Attenti al cane da solo non basta. Molti a Varese pensano che basti mettere il cartello al cancello per essere al sicuro. Non è così. Il cartello è un indizio di diligenza, ma il proprietario deve dimostrare di aver custodito il cane con recinzioni alte, cancelli chiusi e porte sicure.
Secondo, il comportamento del ladro può essere considerato caso fortuito. Se un ladro si introduce di notte, scavalcando una recinzione, forzando una porta blindata, con volto travisato e torcia, il suo comportamento è colposo e imprevedibile. In questo caso il giudice può escludere o ridurre drasticamente la responsabilità del proprietario di Varese.
Terzo, conta dove avviene l’aggressione. Se il cane aggredisce il ladro dentro il soggiorno, la posizione del proprietario è molto più tutelata. Se lo aggredisce fuori, in giardino non recintato o peggio in strada mentre il ladro sta scappando, la responsabilità del proprietario aumenta.
IL PROPRIETARIO DI VARESE RISCHIA IL TENTATO OMICIDIO?
La frase del post virale che dice che il proprietario dovrà rispondere di tentato omicidio è molto pesante ma giuridicamente quasi impossibile.
Il tentato omicidio richiede il dolo, cioè la volontà cosciente di uccidere una persona. Tenere in casa a Varese due rottweiler per difendersi dai ladri non equivale a voler uccidere un ladro. La legge non punisce chi si difende in casa propria.
Perché si possa configurare il tentato omicidio, il PM di Varese dovrebbe dimostrare che il proprietario ha volontariamente aizzato i cani contro il ladro quando questo era già a terra, ferito, inerme, o che lo ha fatto inseguire per ucciderlo. Una circostanza quasi impossibile da provare in un caso di difesa domestica.
Più realistico, ma comunque difficile, è il reato di lesioni colpose. Se il proprietario ha lasciato i cani incustoditi in un condominio di Varese, senza museruola e senza controllo, potrebbe essere denunciato. Ma se l’aggressione avviene dentro la sua proprietà privata contro un intruso, la procura tende ad archiviare per legittima difesa.
La riforma della legittima difesa del 2019 ha rafforzato questo principio. Chi si difende nel proprio domicilio, reagendo a un’intrusione con violenza o con un mezzo idoneo, è sempre considerato in stato di legittima difesa. Il cane può essere considerato mezzo idoneo.
COME DIFENDERSI DAI LADRI A VARESE CON UN CANE SENZA RISCHIARE DENUNCE
Possedere un cane a Varese è uno dei deterrenti più efficaci contro i ladri. Le statistiche dicono che un ladro evita le case dove sente abbaiare. Ma per essere in regola devi seguire alcune regole.
Metti sempre il cartello Attenti al cane ben visibile sul cancello di casa a Varese. Registra il cane all’anagrafe canina di ATS Insubria, fai il microchip e tienilo vaccinato. Fai un corso di educazione base con un addestratore riconosciuto ENCI.
Stipula una polizza assicurativa capofamiglia con copertura per danni causati da animali. Costa circa ottanta euro all’anno e a Varese molte assicurazioni la offrono. Se il tuo cane aggredisce un ladro, l’assicurazione paga le lesioni e ti evita cause civili.
Installa telecamere a circuito chiuso. Se un ladro entra a Varese nella tua casa, le immagini dimostreranno che si è introdotto con effrazione e che i cani erano in casa loro. Non aizzare mai il cane e non incitarlo alla violenza. Se il ladro è bloccato, richiama il cane, chiudilo in un’altra stanza e chiama subito il 112.
Il caso del ladro di Varese aggredito dai rottweiler ci ricorda che la sicurezza a Varese passa dalla prevenzione. Il cane è un compagno fedele che può salvarti la vita, ma la legge ti chiede di custodirlo con responsabilità, anche quando sta difendendo la tua casa da un ladro.
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