Risorse Aggiuntive Regionali 2026: UGL Salute denuncia un accordo inadeguato per la sanità lombarda
Le Risorse Aggiuntive Regionali 2026 sono già al centro dello scontro sindacale in Lombardia. L’intesa firmata per il personale del Servizio Sanitario Regionale non convince UGL Salute, che parla apertamente di un’occasione persa e di una trattativa gestita senza la determinazione necessaria a tutelare medici, infermieri, OSS e tutti i professionisti che ogni giorno tengono in piedi la sanità pubblica.
Il sindacato punta il dito contro chi ha condotto il negoziato. Non basta, dice UGL Salute, alzare la voce dopo che l’accordo è chiuso. La responsabilità di quote pro-capite ridotte, risorse diluite e tutele cancellate ricade su chi sedeva al tavolo con Regione Lombardia fin dall’inizio.
Risorse Aggiuntive Regionali 2026: cosa non funziona secondo UGL Salute
Per UGL Salute, l’accordo sulle Risorse Aggiuntive Regionali 2026 presenta tre criticità che erano evitabili con una strategia sindacale più incisiva.
Il primo nodo sono le quote pro-capite ridotte. Il personale riceverà meno rispetto alle aspettative, nonostante l’aumento dei carichi di lavoro, le carenze d’organico e la pressione costante sui reparti. In un momento in cui la sanità lombarda fatica a trattenere personale, tagliare sul riconoscimento economico è un segnale che demotiva.
Il secondo punto riguarda la diluizione delle risorse. Allargare la platea degli aventi diritto senza aumentare il fondo complessivo significa distribuire poco a tanti. Il risultato è un beneficio quasi impercettibile in busta paga, che non compensa i turni massacranti e le responsabilità crescenti.
Terzo, la cancellazione della quota per tutti i turnisti. Era una voce specifica che riconosceva il disagio di chi lavora su turni h24, festivi e notti. Eliminarla, per UGL Salute, vuol dire non riconoscere il sacrificio di chi garantisce la continuità assistenziale quando ospedali e servizi territoriali sono sotto pressione.
Risorse Aggiuntive Regionali 2026: la critica al metodo della trattativa
UGL Salute non contesta solo il merito dell’intesa sulle Risorse Aggiuntive Regionali 2026, ma anche il metodo. Non è sufficiente denunciare a posteriori, con comunicati indignati, una proposta che si è contribuito a costruire seduti allo stesso tavolo.
Il sindacato chiede un cambio di passo: servono proposte concrete presentate prima che la trattativa si chiuda, capacità di fare fronte comune quando necessario, e anche il coraggio di dire no se le condizioni non tutelano i lavoratori. Le dichiarazioni di principio dopo la firma, o la mancata firma, non bastano più. Chi lavora in corsia valuta i risultati, non le intenzioni.
La posizione di UGL Salute è netta: le criticità di questo accordo erano prevedibili. Con una linea negoziale più determinata fin dalle prime fasi del confronto con Regione Lombardia, si potevano contrastare i tagli sulle quote, difendere la specificità dei turnisti e impedire la polverizzazione delle risorse.
Sanità lombarda: organici ridotti e turni massacranti pesano sull’accordo
Il contesto rende ancora più amara l’intesa sulle Risorse Aggiuntive Regionali 2026. La sanità lombarda arriva a questa trattativa con ferite aperte. Mancano infermieri e OSS in quasi tutte le ASST. I pronto soccorso sono in affanno. Sul territorio, la riforma delle Case di Comunità richiede personale che non c’è.
In questo quadro, il personale si aspettava un segnale. Le Risorse Aggiuntive Regionali sono uno strumento contrattuale nato proprio per valorizzare chi lavora nel pubblico in condizioni di particolare disagio. Se anche questo strumento viene depotenziato, il messaggio che passa è che il lavoro nei reparti e sul territorio non viene riconosciuto come merita.
UGL Salute sottolinea che i lavoratori non chiedono privilegi, ma rispetto. Rispetto per i turni saltati, per le ferie rinviate, per le aggressioni subite, per la responsabilità di gestire la salute dei cittadini con organici al minimo. Le Risorse Aggiuntive Regionali 2026 dovevano essere una risposta. Per ora, secondo il sindacato, non lo sono.
UGL Salute chiede un nuovo modello di rappresentanza sindacale
Dietro la bocciatura delle Risorse Aggiuntive Regionali 2026 c’è una richiesta più ampia: cambiare il modo in cui si fa sindacato nel comparto sanità pubblica lombarda.
UGL Salute parla di rompere schemi negoziali che, anno dopo anno, producono risultati insufficienti. Significa superare la logica della gestione ordinaria dei tavoli e passare a una fase propositiva. I sindacati, dice UGL Salute, devono arrivare al confronto con Regione Lombardia avendo già studiato dati, simulazioni economiche e proposte alternative. Devono saper spiegare ai lavoratori cosa si può ottenere e a cosa si è disposti a rinunciare. E devono essere pronti a mobilitarsi prima, non solo a commentare dopo.
Il cambio di passo riguarda anche il rapporto con gli iscritti e con tutto il personale. La sanità è fatta da professionisti che vogliono trasparenza: sapere come procede la trattativa, quali sono i punti di caduta, quali margini reali ci sono. Un sindacalismo che comunica solo a intesa firmata ha già perso.
Risorse Aggiuntive Regionali 2026: cosa chiedono ora i lavoratori
Dopo l’accordo sulle Risorse Aggiuntive Regionali 2026, la palla torna al personale. UGL Salute invita medici, infermieri, tecnici, OSS e amministrativi a non rassegnarsi.
La richiesta è duplice. Da un lato, monitorare l’applicazione dell’intesa in ogni ASST e IRCCS, perché spesso le risorse arrivano in ritardo o con criteri applicativi disomogenei. Dall’altro, sostenere una linea sindacale che rimetta al centro il salario e le condizioni di lavoro nei prossimi contratti, a partire dal rinnovo del CCNL Sanità.
I lavoratori della sanità lombarda, ricorda UGL Salute, hanno retto il sistema durante la pandemia e continuano a farlo oggi, tra liste d’attesa e carenze. Meritano un riconoscimento economico che non sia simbolico. Le Risorse Aggiuntive Regionali 2026 potevano essere l’occasione per dare quel segnale. Non lo sono state. La sfida, adesso, è fare in modo che non accada di nuovo nel 2027.
Conclusione: servono risultati, non solo comunicati
La posizione di UGL Salute sulle Risorse Aggiuntive Regionali 2026 è chiara e dura: l’accordo è inadeguato e la gestione della trattativa è stata debole. Ma la critica non vuole essere solo polemica. È un invito a tutto il mondo sindacale lombardo a ritrovare unità d’intenti e forza contrattuale.
La sanità pubblica ha bisogno di investimenti, assunzioni e organizzazione. Ha anche bisogno di un sindacalismo che sappia ottenere risultati concreti al tavolo, non solo rilasciare dichiarazioni dopo. Perché chi lavora ogni giorno nei reparti, nelle ambulanze, nei consultori e nelle RSA giudica dai fatti. E sulle Risorse Aggiuntive Regionali 2026, i fatti per ora non convincono.






























