Manifesto Buona Immigrazione http://UN.IT: la proposta di Foad Aodi per inclusione reale, cittadinanza e Ius Scholae Culturae
Il Manifesto Buona Immigrazione presentato dal Movimento Politico Interculturale Internazionale Unione per l’Italia http://UN.IT segna un nuovo approccio al tema dell’immigrazione in Italia. Una proposta concreta che punta a superare la politica della paura per costruire una politica delle soluzioni, fondata su legalità, integrazione, scuola, lavoro e diritti e doveri.
A lanciare il Manifesto Buona Immigrazione, soprannominato Inclusione Reale, è il Presidente fondatore del movimento http://UN.IT, il Prof. Foad Aodi, che il 22 settembre 2026 da Roma è intervenuto nel dibattito pubblico sulle proposte della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni relative al tetto agli studenti stranieri nelle classi e al velo integrale.
Il Manifesto Buona Immigrazione di http://UN.IT nasce in un momento delicato, caratterizzato secondo le analisi del movimento da un aumento del razzismo del più 39 per cento negli ultimi due anni. Di fronte a strumentalizzazioni e a una crescita dell’odio, http://UN.IT dice basta ai professionisti dell’odio e propone un percorso di inclusione basato su regole chiare e condivise.
Le parole del Presidente Mattarella e la scuola come leva di integrazione
A rafforzare il messaggio del Manifesto Buona Immigrazione arrivano le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Amatrice, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico 2026 2027. Il Capo dello Stato ha definito la scuola la più efficace leva di integrazione per chi arriva da altri Paesi e per i giovani nati in Italia da famiglie immigrate, richiamando l’articolo 34 della Costituzione che stabilisce che la scuola è aperta a tutti.
Mattarella ha sottolineato che la scuola deve aiutare a non formare ghetti e a non alzare barriere, favorendo invece coesione sociale e legami tra le persone. Un richiamo che il Movimento http://UN.IT accoglie con grande attenzione.
Accogliamo con grande attenzione le parole del Presidente Mattarella. La scuola deve unire, non dividere, deve abbattere le barriere, non crearne di nuove, deve impedire la formazione dei ghetti e costruire integrazione. È anche per questo che diciamo no al tetto agli studenti stranieri e sì alla mediazione interculturale di sistema. Nessun bambino è straniero a scuola, afferma Foad Aodi.
Secondo http://UN.IT, la scuola è il primo luogo dove si impara ad essere cittadini insieme. L’inclusione non è un favore, è la funzione stessa della scuola. È casa di tutti, non discrimina e costruisce il futuro. I diritti all’istruzione non hanno passaporto.
No al tetto agli studenti stranieri e no alle generalizzazioni sul velo
Uno dei punti centrali del Manifesto Buona Immigrazione riguarda la netta contrarietà al tetto per gli studenti stranieri nelle classi. Una misura che secondo http://UN.IT penalizza le famiglie e rischia di creare separazione anziché integrazione.
No al tetto agli studenti stranieri, che penalizza le famiglie e rischia di creare separazione anziché integrazione. Sì alla lingua italiana, alla mediazione interculturale di sistema e al coinvolgimento delle famiglie, dichiara Foad Aodi.
Sul tema del velo, la posizione di http://UN.IT è chiara ed equilibrata. Il movimento dice sì al volto scoperto e al riconoscimento della persona, ma dice no alle generalizzazioni sul burqa e sul niqab, definiti fenomeni limitati che non rappresentano le comunità musulmane integrate e stabilmente presenti in Italia.
http://UN.IT sottolinea che non servono nuove leggi per creare allarmismo. La sicurezza pubblica è già tutelata, a partire dall’articolo 5 della legge 152 del 1975. Quello che serve invece è completare il percorso per un Accordo Stato Islam, regolamentare e formare gli Imam, garantire trasparenza sui luoghi di culto e sui finanziamenti e contrastare l’85 per cento di associazioni che, secondo le analisi del movimento, esiste soltanto sulla carta.
Ius Scholae Culturae dopo 5 anni e cittadinanza in 5 anni
Il cuore della proposta politica del Manifesto Buona Immigrazione riguarda la cittadinanza. Oggi l’Italia è fondata prevalentemente sullo ius sanguinis e non applica uno ius soli generalizzato, ossia la cittadinanza automatica per il solo fatto di nascere sul territorio come avviene in Canada.
La legge 91 del 1992 prevede che lo straniero nato in Italia e legalmente residente senza interruzioni fino ai 18 anni possa dichiarare di voler acquistare la cittadinanza entro un anno dalla maggiore età. Per la naturalizzazione ordinaria dello straniero extracomunitario sono invece previsti in via generale 10 anni di residenza legale.
http://UN.IT propone una svolta con lo Ius Scholae Culturae. Cittadinanza ai figli degli immigrati dopo 5 anni di percorso scolastico, culturale e formativo in Italia. Una proposta di ius scholae basata su almeno cinque anni di scuola o formazione professionale è già stata discussa in Parlamento senza diventare legge, ma per http://UN.IT è il momento di approvarla.
Chi cresce nelle nostre scuole, studia la lingua e la cultura italiana e completa cinque anni di scuola e formazione è parte della nostra società. Chiediamo per questi ragazzi la cittadinanza e proponiamo inoltre di ridurre da dieci a cinque anni il percorso per la cittadinanza degli stranieri stabilmente integrati. Non cittadinanza regalata, ma riconoscimento dell’integrazione reale, spiega Aodi.
Il confronto europeo mostra modelli differenti. Nessun Paese dell’Unione Europea applica uno ius soli automatico e incondizionato di prima generazione, ma Germania, Belgio, Grecia, Irlanda e Portogallo prevedono forme condizionate legate alla nascita e alla residenza dei genitori. In Germania il requisito di residenza del genitore per lo ius soli condizionato è stato ridotto nel 2024 da otto a cinque anni.
Sanità, lavoro e immigrazione qualificata
Un altro punto qualificante del Manifesto Buona Immigrazione riguarda la sanità e il lavoro. http://UN.IT dice sì ai concorsi per medici e professionisti sanitari stranieri che abbiano lavorato regolarmente in Italia per almeno 5 anni, senza obbligo della cittadinanza italiana, fermo restando il possesso dei titoli e dei requisiti professionali.
Il movimento chiede anche l’apertura dei concorsi e dei percorsi della medicina generale per diventare medici di famiglia. Non possiamo denunciare la carenza di professionisti e poi escludere chi lavora e cura i cittadini italiani da anni. Dopo cinque anni devono contare titoli, competenze e professionalità, non il passaporto, sottolinea Aodi.
Il Movimento propone inoltre un’immigrazione qualificata e programmata sulla base delle reali esigenze del mercato del lavoro e dice no alla ghettizzazione di quartieri, zone ed esercizi commerciali esclusivamente legati alle singole comunità. La proposta è favorire lingua italiana, mediazione interculturale, scuola, lavoro e incontro tra cittadini italiani e di origine straniera.
I 13 Sì e i 9 No del Manifesto Buona Immigrazione
Il Manifesto Buona Immigrazione, chiamato anche Inclusione Reale, si articola in un elenco chiaro di posizioni. I 13 Sì del manifesto rappresentano la parte propositiva.
Sì al rispetto dei diritti e dei doveri. Sì a una politica per l’integrazione. Sì a un’immigrazione qualificata e programmata in base al mercato del lavoro. Sì alla regolarizzazione attraverso un Accordo Stato Islam. Sì all’applicazione delle leggi che già tutelano la sicurezza pubblica. Sì al volto scoperto e alla lingua italiana come strumenti di integrazione. Sì all’Albo degli Imam italiani. Sì alla trasparenza dei luoghi di culto e dei finanziamenti. Sì al contrasto alla radicalizzazione. Sì al dialogo interculturale e interreligioso. Sì alla mediazione interculturale di sistema. Sì allo Ius Scholae Culturae dopo 5 anni di percorso scolastico, culturale e formativo in Italia. Sì alla riduzione da 10 a 5 anni del percorso per la cittadinanza degli stranieri stabilmente integrati. Sì al libero accesso ai concorsi per i professionisti della sanità stranieri dopo 5 anni di attività sul territorio.
I No del Manifesto Buona Immigrazione definiscono invece le battaglie contro discriminazioni e semplificazioni.
No all’islamofobia, all’antisemitismo e al razzismo religioso. No ai professionisti dell’odio e delle strumentalizzazioni. No alle moschee e agli Imam fai da te. No alla caccia allo straniero. No al razzismo. No alla disinformazione. No al tetto agli studenti stranieri. No alla ghettizzazione di quartieri, zone ed esercizi commerciali. No alle generalizzazioni sul burqa e sul niqab, fenomeni limitati. No all’obbligo della cittadinanza per i concorsi ai professionisti della sanità.
Chi è http://UN.IT Unione per l’Italia
Il Movimento Politico Interculturale Internazionale Unione per l’Italia http://UN.IT è stato fondato dal Presidente fondatore Foad Aodi insieme ai soci fondatori Belaitouche Kamel Eddine, Nadir Aodi, Paolo De Curtis, Daoudi Tilouani, Aurelio Coppeto, Patrizia Sardara, Donatella Arezzini, Claudio Rossi, Gianni Lattanzio e Daniela Alina Seres.
http://UN.IT si definisce un movimento interculturale che lavora per l’integrazione reale, con un approccio che mette insieme italiani e cittadini di origine straniera. Il suo sito ufficiale è http://unioneperlitalia.it.
Il messaggio finale di Foad Aodi riassume il senso del Manifesto Buona Immigrazione. Questa è la nostra Buona Immigrazione, regole, diritti e doveri, lingua italiana, scuola, cultura, formazione, lavoro e mediazione interculturale. Sì allo Ius Scholae Culturae dopo cinque anni, sì alla cittadinanza in cinque anni per chi è realmente integrato, sì ai concorsi per i professionisti sanitari stranieri e per la medicina generale. No alla paura, alle discriminazioni e alla disinformazione. Meno politica della paura, più politica delle soluzioni.
Un manifesto che si propone come base di discussione per le istituzioni, per le scuole, per il mondo del lavoro e per le comunità religiose, con l’obiettivo di costruire un modello italiano di inclusione che parta dalla conoscenza reciproca e dal rispetto delle regole.
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