Competitività lombarda, Fontana rilancia: “La Lombardia resta la locomotiva d’Italia”
*Il Presidente Fontana risponde a Marco Osnato e rilancia sulla competitività lombarda: più autonomia, strumenti fiscali e sostegno dal Governo per mantenere il primato economico .
Competitività lombarda al centro del dibattito politico
La *competitività lombarda* torna protagonista nel confronto tra istituzioni. Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è intervenuto pubblicamente per rispondere all’onorevole Marco Osnato, deputato eletto in Lombardia, e per ribadire con chiarezza un punto che definisce non negoziabile: la Lombardia deve continuare a fare da traino all’economia nazionale.
“Voglio rassicurare l’on. Marco Osnato sul fatto che la nostra Regione è stabilmente la Locomotiva d’Italia. E deve continuare ad esserlo a vantaggio di tutto il Paese” ha dichiarato Fontana. Una frase secca, che mette subito in chiaro la posizione: non si tratta di una rivendicazione territoriale, ma di una responsabilità verso l’intero sistema Italia.
Il tema sul tavolo è semplice e allo stesso tempo complesso. Come mantenere il primato economico di una regione che produce ricchezza per tutti, in un contesto europeo dove la concorrenza si fa ogni anno più dura e dove altre regioni d’oltralpe hanno regole più snelle e leve fiscali autonome.
Perché la Lombardia è definita la locomotiva d’Italia
I numeri parlano da soli e Fontana li ha ricordati senza mezzi termini. La Lombardia è la comunità di persone e imprese che assicura al Paese circa 60 miliardi di residuo fiscale attivo ogni anno.
Tradotto: ogni anno la regione versa allo Stato molto più di quanto riceve indietro in servizi e trasferimenti. È un contributo netto che sostiene sanità, scuola, infrastrutture e welfare in molte altre aree del Paese.
Oltre al dato fiscale, la Lombardia concentra:
– *Il PIL più alto d’Italia*: circa il 22% del prodotto interno lordo nazionale
– *Il maggior numero di imprese attive* e di export
– *I principali poli della ricerca, della finanza e dell’innovazione*
– *Una densità di occupazione e produttività* tra le più alte d’Europa
Non è un caso che Fontana si definisca “orgogliosamente il presidente della regione più importante d’Italia”. Non è retorica. È la fotografia di un sistema che regge e che, se messo nelle condizioni di correre, può accelerare anche per gli altri.
La sfida europea: regole più semplici e maggiore autonomia
Il vero nodo sollevato dal Presidente riguarda il confronto con l’Europa. “È necessario proseguire a spingere come Regione e come Governo per mantenere tale primato in confronto a una competizione europea sempre più dura e complessa”.
Cosa significa nella pratica? Fontana indica tre ostacoli principali che oggi frenano la Lombardia rispetto ad alcune regioni di Francia, Germania, Austria e Svizzera:
*1. Strumenti legislativi più semplici*
In molte regioni europee le procedure per aprire un’impresa, per fare un investimento o per sbloccare un’opera pubblica sono più rapide. Meno passaggi burocratici, meno vincoli, più certezza dei tempi.
*2. Maggiore autonomia di manovra politica e amministrativa*
Le regioni d’oltralpe decidono in modo più diretto su sanità, formazione, infrastrutture e incentivi. Possono adattare le politiche al proprio tessuto produttivo senza dover passare da troppi livelli centrali.
*3. Leve fiscali autonome*
Potersi giocare, almeno in parte, le aliquote e le agevolazioni fiscali è un vantaggio competitivo enorme. Attira investimenti, trattiene i talenti, favorisce la nascita di nuove aziende.
Senza questi strumenti, avverte Fontana, rischiamo di correre una gara con le gambe legate. E a rimetterci non sarebbe solo la Lombardia, ma l’Italia intera che perde il suo motore principale.
## Il confronto con il Governo: la posizione del ministro Urso
Nel suo intervento Fontana ha voluto chiarire anche il rapporto con l’esecutivo nazionale. In particolare con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
“Il ministro Urso, con il quale ho chiarito sin da subito il senso delle mie dichiarazioni, concorda sulla necessità di rafforzare gli strumenti per la competitività della Lombardia”.
È un passaggio importante. Significa che il dibattito non è uno scontro tra Regione e Governo, ma un allineamento su un obiettivo comune: dare alla Lombardia gli strumenti per competere.
Urso e Fontana sembrano dunque condividere la diagnosi. L’Italia ha bisogno di una Lombardia forte per essere competitiva in Europa. E per avere una Lombardia forte servono più autonomia, meno burocrazia e la possibilità di usare leve fiscali mirate.
La risposta a Osnato: futuro, non capricci
Il riferimento diretto all’onorevole Marco Osnato non è casuale. Fontana lo interpella apertamente: “Lui pensa di impegnarsi su questi temi?”.
La domanda serve a spostare il confronto dal piano dello scontro politico a quello dei contenuti. “Proseguirò a tenere alta la discussione politica. Parliamo di futuro e non di capricci, non è difficile capirlo”.
Il messaggio è chiaro. Il tema della competitività non può essere liquidato come una rivendicazione localistica. È una questione nazionale. Se la Lombardia rallenta, rallenta l’Italia. Se la Lombardia cresce con regole moderne, tutta la filiera produttiva italiana ne beneficia.
Fontana chiude con un’apertura, ma anche con un paletto: “Chi vuole discutere di futuro mi trova sempre disponibile, ma non si pretenda di relegare in un angolo i temi seri della competitività della regione più produttiva d’Europa”.
## Cosa serve davvero per mantenere il primato
Dalle parole del Presidente emergono alcune priorità concrete su cui Regione e Governo dovranno lavorare nei prossimi mesi.
*Autonomia differenziata attuata*
Non solo come principio, ma con risorse e competenze vere. Soprattutto su formazione professionale, grandi infrastrutture, ricerca e semplificazione amministrativa.
*Fiscalità di vantaggio per le imprese*
La possibilità di modulare incentivi e sgravi per settori strategici: manifattura avanzata, energia, life sciences, fintech. Strumenti che oggi altre regioni europee usano da anni.
*Sburocratizzazione*
Un unico sportello, tempi certi per le autorizzazioni, meno adempimenti. Per un imprenditore lombardo competere con un competitor tedesco o svizzero significa partire già in svantaggio se perde 12 mesi in permessi.
*Investimenti in infrastrutture e capitale umano*
Alta velocità, interconnessioni con l’Europa, banda ultralarga, ma anche ITS, università e formazione tecnica. La competitività si gioca anche qui.
Perché riguarda tutti, non solo i lombardi
È facile liquidare il tema come “questione lombarda”. In realtà il residuo fiscale di 60 miliardi è la prova che quello che succede in Lombardia ricade su tutto il Paese.
Se un’azienda lombarda esporta di più, paga più tasse, assume più persone. Quei soldi finanziano ospedali in Calabria, scuole in Sicilia, strade in Puglia. Se la Lombardia perde competitività, quel flusso si riduce.
Per questo Fontana insiste sul concetto di “vantaggio di tutto il Paese”. Non è una battaglia contro gli altri. È una battaglia perché l’Italia abbia un’economia che regge il confronto con Baviera, Baden-Württemberg, Rodano-Alpi.
Il ruolo del Parlamento e dei parlamentari lombardi
L’appello a Marco Osnato è anche un appello a tutti i parlamentari eletti in Lombardia, di qualsiasi schieramento. Il lavoro in Parlamento nei prossimi mesi sarà decisivo.
Dovranno passare norme su autonomia, fisco, semplificazioni, PNRR. E servirà una voce compatta per spiegare a Roma e a Bruxelles che trattare la Lombardia come una regione qualunque significa indebolire l’intero sistema.
La politica, dice Fontana, deve occuparsi di futuro. E il futuro si costruisce con regole che permettono di investire, produrre, assumere.
Conclusione: tenere alta l’asticella
Il messaggio finale del Presidente è diretto e senza ambiguità. La Lombardia non chiede privilegi. Chiede le stesse condizioni di chi compete con lei in Europa.
Tenere alta la discussione politica significa proprio questo: non abbassare l’asticella, non accontentarsi, non nascondere i problemi sotto il tappeto.
“Proseguirò a tenere alta la discussione politica” è l’impegno che Fontana si prende. E che chiede di condividere a chi, come Osnato, rappresenta la Lombardia a Roma.
La partita è aperta. Si gioca su autonomia, fisco, semplificazione e investimenti. Si gioca sul futuro di un’intera nazione che ha nella sua regione più produttiva il motore principale.
E come ha ricordato Fontana, di capricci non c’è spazio. C’è solo lavoro da fare.
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