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    Lombardia che vorrei a Cairate

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    By Redazione Milano on 20 Luglio 2026 Istituzioni
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    La Lombardia che Vorrei: a Cairate nasce la rete di idee e persone per il welfare del futuro

    Parte ufficialmente da Cairate La Lombardia che Vorrei. È online il nuovo portale dell’associazione che vuole mettere in connessione associazioni, imprese, istituzioni e cittadini per costruire insieme il welfare del futuro. L’annuncio è arrivato il 17 luglio 2026 durante la serata “Intrecci – Sostenibilità sociale e inclusione per il futuro del territorio”, ospitata nel Monastero di Cairate.

    «La sostenibilità sociale si costruisce creando connessioni tra persone, competenze e realtà diverse. È proprio da questi intrecci che possono nascere le migliori risposte ai bisogni delle nostre comunità» ha dichiarato Emanuele Monti, consigliere regionale della Lombardia, esponente della Lega e fondatore de La Lombardia che Vorrei.

    L’obiettivo è chiaro: trasformare il confronto istituzionale in azione concreta sul territorio. E farlo partendo da Varese per arrivare, passo dopo passo, a tutta la Lombardia.

    Intrecci a Cairate: quando il territorio incontra le istituzioni

    La cornice del Monastero di Cairate ha fatto da sfondo a una serata diversa dal solito convegno. Tavoli, testimonianze, domande dal pubblico. Protagonisti non solo i rappresentanti delle istituzioni, ma anche chi ogni giorno lavora sul campo: operatori sanitari, dirigenti scolastici, docenti universitari, allenatori, volontari del terzo settore, imprenditori.

    L’evento ha riportato sul territorio i temi affrontati settimane fa durante il Forum della Sostenibilità Sociale in Regione Lombardia. Ma con un cambio di passo importante: dal dibattito generale all’ascolto dei bisogni reali delle comunità locali.

    «Abbiamo voluto trasformare il confronto avviato in Regione in un momento concreto di ascolto e partecipazione» spiega Monti. «La sostenibilità sociale non riguarda un singolo ambito, ma nasce dalla capacità di fare rete e mettere insieme esperienze differenti. Solo così possiamo costruire una Lombardia ancora più forte, inclusiva e vicina alle persone».

    Il messaggio è diretto. Il welfare non può più essere pensato a compartimenti stagni. La scuola da sola non basta. La sanità da sola non basta. Lo sport, la cultura, le imprese, i comuni: tutti hanno un pezzo della soluzione.

    Online il nuovo portale: http://www.lombardiachevorrei.it

    Il momento centrale della serata è stata la presentazione ufficiale del portale www.lombardiachevorrei.it. A illustrarlo sono stati Davide Antognoli, presidente dell’associazione La Lombardia che Vorrei, e Roberto Bettin, responsabile del board scientifico.

    Non è un sito vetrina. L’idea è quella di creare un vero e proprio luogo digitale di incontro.

    «Da oggi il portale è ufficialmente online. Non vuole essere soltanto uno spazio informativo, ma un vero luogo di incontro e partecipazione» ha spiegato Antognoli. «Chiunque potrà proporre iniziative, condividere progetti, avanzare idee e contribuire concretamente alla costruzione della Lombardia che vorrei».

    Come funziona? La piattaforma mette in rete 5 mondi che spesso viaggiano paralleli:

    • Associazioni del terzo settore
    • Imprese con progetti di welfare aziendale e responsabilità sociale
    • Istituzioni ed enti locali
    • Professionisti di sanità, scuola, università, sociale
    • Cittadini che vogliono proporre o partecipare

    All’interno del portale sarà possibile: pubblicare una buona pratica, cercare partner per un progetto, segnalare un bisogno del territorio, iscriversi ai prossimi appuntamenti de La Lombardia che Vorrei. Il tutto con l’obiettivo di valorizzare ciò che già funziona e replicarlo dove serve.

    «Crediamo che mettere in relazione energie, competenze e buone pratiche sia il modo migliore per generare valore per le nostre comunità» ha aggiunto Antognoli.

    Perché una rete per il welfare del futuro

    Parlare di welfare oggi significa parlare di fragilità nuove. Anziani soli, giovani con disagio, famiglie in difficoltà economica, integrazione, salute mentale, dispersione scolastica. I bisogni cambiano in fretta e le risposte istituzionali da sole rischiano di arrivare tardi.

    Da qui l’idea alla base de La Lombardia che Vorrei: se mettiamo a sistema chi già lavora bene, risparmiamo tempo ed energie.

    Un’associazione di Cairate che ha inventato un servizio di trasporto solidale per anziani può ispirare un comune del Lodigiano. Un’impresa di Varese che ha attivato sportelli di ascolto per i dipendenti può condividere il modello con una PMI di Bergamo. Una scuola che ha ridotto la dispersione grazie allo sport può raccontarlo a un istituto di Brescia.

    È questo il senso della “rete”. Non centralizzare tutto, ma connettere.

    Il ruolo del board scientifico, coordinato da Roberto Bettin, sarà proprio quello di validare le esperienze, offrire strumenti, indicatori e formazione a chi vuole replicare i progetti.

    Dal Forum regionale al territorio: il metodo partecipato

    La serata di Cairate non nasce dal nulla. È la continuazione diretta del Forum della Sostenibilità Sociale promosso in Regione Lombardia nelle scorse settimane.

    La differenza sta nel metodo. In Regione si definiscono le linee. Sul territorio si ascoltano le persone.

    «Vogliamo dare voce a chi ogni giorno costruisce valore nelle nostre comunità: associazioni, volontari, amministratori, imprese e cittadini» sottolinea Monti. «Raccontare le buone pratiche significa creare nuove opportunità di collaborazione e diffondere un modello di sviluppo fondato sulla partecipazione».

    Questo approccio ha due vantaggi concreti:

    1. Velocità: non si riparte da zero ogni volta. Se una soluzione funziona a Tradate, può essere adattata a Mantova.
    2. Fiducia: le persone si riconoscono di più in progetti nati dal basso e non calati dall’alto.

    Il Monastero di Cairate è stato scelto proprio per questo: un luogo simbolo, aperto, che appartiene alla comunità e che racconta la storia del territorio.

    I prossimi appuntamenti de La Lombardia che Vorrei

    Il lancio del portale è solo il primo passo. L’associazione ha già in programma un calendario fitto per i prossimi mesi.

    1. Incontri territoriali sulla sostenibilità sociale
    Dopo Cairate, altri appuntamenti in provincia di Varese e poi nelle altre province lombarde. Il format sarà sempre lo stesso: portare al tavolo istituzioni, terzo settore, scuola e imprese per costruire progetti comuni.

    2. Progetti nelle scuole
    Uno dei focus sarà il mondo della scuola. Educazione civica, orientamento, contrasto al bullismo, inclusione. L’idea è coinvolgere studenti e docenti come protagonisti, non solo come destinatari.

    3. Appuntamenti culturali
    La cultura come collante sociale. Mostre, teatro, musica usati come strumenti per parlare di inclusione e comunità.

    4. Mappatura delle buone pratiche
    Attraverso il portale partirà una campagna di raccolta di esperienze positive in tutta la Lombardia. L’obiettivo è creare una mappa interattiva consultabile da tutti.

    «Questo è lo spirito con cui nasce il portale e con cui continueremo a lavorare: costruire insieme una Lombardia sempre più forte, coesa ed efficace» conclude Monti.

    Come partecipare a La Lombardia che Vorrei

    Partecipare è semplice e aperto a tutti. Basta andare su www.lombardiachevorrei.it e registrarsi.

    Se sei un’associazione puoi:

    • Presentare il tuo progetto
    • Cercare partner per bandi e iniziative
    • Raccontare una buona pratica

    Se sei un’impresa puoi:

    • Condividere progetti di welfare aziendale
    • Offrire competenze e mentorship
    • Sostenere iniziative locali

    Se sei un cittadino puoi:

    • Segnalare un bisogno del tuo quartiere
    • Proporre un’idea
    • Iscriverti agli eventi e ai laboratori

    L’idea di fondo è rompere la logica “ognuno per sé”. Il portale vuole essere l’agorà digitale dove chi ha un problema trova chi ha una soluzione, e viceversa.

    Sostenibilità sociale: cosa significa davvero

    Spesso sentiamo parlare di sostenibilità solo in termini ambientali. Ma la sostenibilità ha anche una dimensione sociale. E forse è la più urgente.

    Una comunità sostenibile è una comunità in cui nessuno rimane indietro. In cui un anziano non resta isolato. In cui un ragazzo trova alternative alla strada. In cui una mamma lavoratrice trova supporto. In cui un’associazione piccola non muore per mancanza di fondi o visibilità.

    Questo è il welfare del futuro di cui parla La Lombardia che Vorrei: meno assistenzialismo, più empowerment. Meno bandi calati dall’alto, più progetti nati dal basso e messi in rete.

    La Lombardia è la regione più produttiva d’Italia. Ha università di eccellenza, un tessuto imprenditoriale vivo, un terzo settore tra i più attivi d’Europa. Quello che mancava era un posto dove far parlare tutti questi mondi tra loro. Ora quel posto c’è.

    Una partenza da Varese per arrivare in tutta la Lombardia

    La scelta di partire da Cairate e dalla provincia di Varese non è casuale. È un territorio di confine, con grandi aziende e piccole realtà, con problemi urbani e fragilità delle aree interne. Un buon laboratorio.

    Nei prossimi mesi l’attività di valorizzazione si estenderà progressivamente a Milano, Bergamo, Brescia, Como e alle altre province. L’obiettivo è che entro un anno il portale abbia storie da ogni angolo della regione.

    Il messaggio di Monti è rivolto anche alla politica: «La politica deve fare un passo indietro e un passo di lato. Indietro per ascoltare, di lato per mettere in connessione. Il protagonismo deve tornare alle comunità».

    Conclusione: costruire insieme

    La Lombardia che Vorrei parte da una parola semplice: insieme. Insieme istituzioni e cittadini. Insieme profit e no profit. Insieme chi governa e chi vive il territorio ogni giorno.

    Il nuovo portale http://www.lombardiachevorrei.it è lo strumento. La rete di persone è il motore. La sostenibilità sociale è la meta.

    Da Cairate parte una sfida ambiziosa: dimostrare che il futuro del welfare non si scrive solo nelle delibere regionali, ma anche nelle palestre, nelle parrocchie, nelle scuole, nelle sedi delle associazioni.

    Se hai un’idea, un progetto, o anche solo voglia di ascoltare, il portale è aperto. Perché la Lombardia che vorremmo si costruisce solo se la costruiamo tutti.

    Per maggiori informazioni e per iscriverti: http://www.lombardiachevorrei.it

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    Redazione Milano

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