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    Varese, Guardia di Finanza, 65 indagati, sequestro di beni per 52 milioni di euro

    0
    By on 30 Gennaio 2023 Cronaca
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    Varese, guardia di Finanza, sequestro di beni per 52 milioni di euro, sgominato sodalizio criminale, fittizi, 65 indagati

    Varese 30 Gennaio 2023, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Varese, hanno effettuato un sequestro preventivo per un valore di 52 milioni di euro, nell’0infagine risultano 65 indagati.

    Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari, del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

    Nelle indagini è coinvolta un’associazione per delinquere, dedita a reati di natura tributaria.

    La complessa indagine, coordinata dalla Procura di Napoli e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Varese, ha consentito di individuare un articolato meccanismo di frode (attuato mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte di numerosi prestanome, società cartiere, con il concorso di numerosi professionisti compiacenti), finalizzato alla creazione di fittizi crediti IVA, quantificati in circa 52 milioni di euro, crediti utilizzati per effettuare successivamente indebite compensazioni tributarie, così sottraendo all’Erario le imposte dovute.

    Documenti e dichiarazioni fiscali falsificati

    Il sodalizio si è dimostrato capace di falsificare documenti di qualsiasi genere (dichiarazioni fiscali, fatture,

    timbri e sigilli di Stato, brevetti, perizie giurate, asseverazioni), il tutto per creare la documentazione

    necessaria a far apparire, fittiziamente, la veridicità degli ingenti crediti IVA commercializzati e così

    alimentare il mercato fraudolento degli stessi.

    In ordine alla individuazione delle società utilizzate per la realizzazione delle frodi fiscali in disamina, gli esiti

    delle perquisizioni, attuate a Napoli ed a Milano, hanno consentito di individuare le seguenti principali

    modalità operative con cui sono stati creati i fittizi crediti IVA :

    1. la predisposizione di F.O.I. e la dichiarazione di fittizie cessioni interne agli stati membri dell’Unione europea. All’acquisto di forniture certificate dalle false fatture corrispondono paritetiche operazioni attive relative a fittizie cessioni con persone giuridiche appartenenti a Stati membri dell’Unione Europea, dunque operazioni economiche non soggette all’imposta sul valore aggiunto;
    2. la predisposizione di operazioni passive fittizie e di operazioni attive in regime di non imponibilità con l’inserimento nelle dichiarazioni IVA delle società asservite al sodalizio criminale, per un verso, di operazioni passive imponibili IVA inesistenti e, per altro verso, di corrispettive operazioni attive non imponibili IVA, ovvero escluse ai sensi degli articoli regolanti la territorialità, oppure soggette a particolari regimi IVA (quali le cessioni non soggette ad imposta in tema di territorialità e quelle in regime di Reverse Charge);
    3. la predisposizione di brevetti inesistenti e di false asseverazioni giurate relative ad acquisti di “beni ammortizzabili” per diversi milioni di euro formalmente sostenute per l’acquisto di (falsi) brevetti dal momento che, da un lato, costituiscono il prodotto dell’ingegno di persone fisiche e giuridiche risultate soggettivamente e oggettivamente prive di adeguate competenze tecniche e professionali e, dall’altro, risultano oggetto di plurime cessioni a più società e di diverse valutazioni dì stima da parte del medesimo professionista.

    L’indagine

    L’indagine si è estesa su tutto il territorio nazionale ed ha consentito di far luce sull’operatività di

    un’associazione per delinquere i cui principali compartecipi erano coadiuvati nell’esecuzione degli illeciti da

    professionisti compiacenti (commercialisti, revisori contabili, ragionieri, consulenti del lavoro ed ingegneri).

    Nel corso delle attività sono state avviate verifiche fiscali nei confronti delle principali società coinvolte negli illeciti che hanno permesso di confermare – fatta salva la presunzione di innocenza degli indagati, fino a sentenza di condanna irrevocabile – le ipotesi di reato e di rilevare, allo stato, un’evasione :

    • all’IVA per oltre 40 milioni di euro scaturita dalla creazione di falsi crediti IVA, dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti e dalla presentazione di dichiarazioni fraudolente mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti;
    • all’imposte sui redditi e all’IRAP a seguito della constatazione di oltre 42 milioni di ricavi non dichiarati e costi indebitamente dedotti.

    Sulla base dei numerosi elementi raccolti dalla polizia economico finanziaria, il GIP di Napoli ha emesso il decreto di sequestro preventivo per equivalente di denaro e beni, fino alla concorrenza dell’importo della frode, che ha interessato :

    • 39 persone fisiche;
    • 30 società, risultate intestatarie di circa 640 conti correnti, in relazione ai quali sono in corso le operazioni di sequestro dei saldi attivi;
    • sequestrati 52 immobili ubicati in diverse regioni d’Italia;
    • 25 automobili.

    In totale risultano indagate n. 65 persone, a vario titolo, di numerosi reati tributari, emersi nel corso delle indagini.

     

    Debora Saitta Guardia di Finanza di Varese Napoli Varese Varesepress.info
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