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    Brescia-Verona: ritardi e costi

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    By Redazione Consumatori on 18 Giugno 2026 Cronaca
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    Brescia-Verona: ritardi e costi record per l’Alta Velocità

    L’Alta Velocità sulla tratta Brescia-Verona sembra finalmente avvicinarsi all’entrata in servizio, ma non senza suscitare polemiche e preoccupazioni. Recentemente, l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma, ha annunciato che i convogli stanno effettuando test sulla nuova infrastruttura, con l’avvio dell’esercizio commerciale previsto per l’inizio del 2027. Tuttavia, questo annuncio è accompagnato da una serie di criticità che non possono essere ignorate.

    Nonostante l’ottimismo ufficiale, la nuova linea non arriverà immediatamente a Brescia. I treni dovranno infatti rientrare sulla linea storica all’altezza di Rezzato per raggiungere il capoluogo, percorrendo un tratto già congestionato. Qui si sovrapporranno treni merci, regionali, Intercity e Frecce Rosse, creando un collo di bottiglia che limiterà i benefici promessi dall’investimento. Questa situazione evidenzia come la realizzazione di nuove infrastrutture non possa prescindere da una visione complessiva e integrata del sistema ferroviario.

    Le Ferrovie dello Stato sostengono che la tabella di marcia dei tempi sia rispettata, ma questa affermazione è difficile da condividere. Il progetto della Brescia-Verona è nato nel 1991, ma la progettazione definitiva è stata completata solo nel 2014, con l’approvazione del CIPE giunta nel 2017. Se l’entrata in esercizio avverrà nel 2027, saranno trascorsi circa tredici anni dalla conclusione della progettazione e quasi trentasei dalla prima convenzione TAV. Tempi che appaiono incompatibili con un Paese moderno che ambisce a infrastrutture efficienti.

    Oltre ai ritardi, un altro aspetto preoccupante riguarda i costi. La Brescia-Verona si distingue per essere una delle linee ad Alta Velocità più costose d’Italia, con un costo medio di circa 65 milioni di euro al chilometro. Questo valore è ben oltre le stime per altre linee, come la Torino-Milano, che ha un costo medio compreso tra 25 e 35 milioni di euro al chilometro, e la Milano-Bologna, che si attesta tra 30 e 40 milioni. Nonostante sia realizzata prevalentemente in pianura, la Brescia-Verona si posiziona tra le opere più costose d’Europa.

    Le responsabilità politiche e gestionali

    Per Europa Verde, il bilancio di questa infrastruttura non può limitarsi al taglio del nastro. È fondamentale interrogarsi sulle responsabilità politiche e gestionali che hanno portato a ritardi e costi così elevati. Dario Balotta, portavoce di Europa Verde Brescia, sottolinea l’importanza di una riflessione critica su come il Ministero dei Trasporti, le Ferrovie dello Stato, la Regione e il Comune di Brescia abbiano gestito questo progetto.

    La mancata realizzazione della stazione sul Garda è un ulteriore segnale di come nella pianificazione e progettazione di questa infrastruttura siano stati commessi errori significativi. Si tratta di un’opportunità persa non solo per la linea stessa ma anche per il territorio che avrebbe beneficiato di un collegamento più diretto e funzionale. La stazione sul Garda avrebbe potuto rappresentare un punto di attrazione per il turismo e un incentivo per lo sviluppo locale.

    Il nodo di Brescia: un progetto incompleto

    Un altro aspetto critico riguarda il nodo di Brescia, che al momento non ha un progetto definito e non è stato finanziato. Questo solleva interrogativi sulla capacità delle autorità di pianificare e realizzare infrastrutture che siano realmente utili e sostenibili nel lungo periodo. La mancanza di un piano chiaro per il nodo di Brescia rischia di vanificare gran parte dei benefici attesi dalla nuova linea Alta Velocità.

    La questione dei costi e dei tempi di realizzazione non è solo una questione tecnica, ma ha anche un impatto diretto sulla qualità della vita dei cittadini. Ritardi e aumenti di spesa si traducono in minori investimenti in altri settori cruciali, come la sanità e l’istruzione. È quindi necessario che le istituzioni si assumano le proprie responsabilità e lavorino per garantire una gestione più efficiente delle risorse pubbliche.

    Le prospettive future per la tratta Brescia-Verona

    Guardando al futuro, è fondamentale che la realizzazione della tratta Brescia-Verona sia accompagnata da un piano integrato di sviluppo del trasporto pubblico. La semplice costruzione di una nuova linea non basta; è essenziale che venga accompagnata da politiche che incentivino l’uso del treno rispetto ad altre forme di trasporto, contribuendo così a una mobilità più sostenibile.

    Inoltre, è necessario promuovere iniziative che coinvolgano attivamente la comunità locale nella progettazione e realizzazione di infrastrutture. L’ascolto delle esigenze dei cittadini può contribuire a creare soluzioni più adeguate e condivise, evitando che si ripetano errori del passato. Un dialogo aperto e costruttivo tra le istituzioni, le aziende e i cittadini è cruciale per garantire un futuro migliore per il trasporto pubblico.

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