Tragedia al luna park di Spotorno: arrestati due giostrai per la morte di un quindicenne di Saronno
I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due coniugi, gestori di un’attrazione dello spettacolo viaggiante, in relazione alla morte di un ragazzo di 15 anni originario di Saronno, rimasto folgorato lo scorso luglio al luna park di Spotorno, in provincia di Savona.
Le accuse: omicidio colposo e frode processuale
I due arrestati devono rispondere delle gravi accuse di omicidio colposo e frode processuale.
Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura della Repubblica di Savona e ritenuta fondata dal Giudice per le Indagini Preliminari, la macchina “calciometro” utilizzata dal giovane era collegata abusivamente tramite un cavo elettrico alla vicina giostra dei seggiolini gestita dai due coniugi.
L’autorità giudiziaria ha disposto le misure cautelari sulla base di tale ricostruzione, mentre anche il titolare del “calciometro” risulta attualmente indagato a piede libero.
Anche il titolare del calciometro risulta attualmente indagato a piede libero.
La giovane vittima morì a causa di un improvviso arresto cardiocircolatorio provocato dalla violenta scarica elettrica sprigionatasi dall’apparecchio.
La manomissione della scena del crimine
L’ipotesi d’accusa ha trovato riscontro fondamentale nel confronto tra le fotografie dei luoghi scattate immediatamente dopo il dramma e i successivi sopralluoghi degli investigatori.
Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero modificato lo stato dei fatti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, rimuovendo i cavi elettrici nel tentativo di nascondere il collegamento abusivo.
Le successive perquisizioni mirate all’interno dell’area sottoposta a sequestro hanno permesso ai militari di ritrovare e sequestrare gli oggetti e i cavi mancanti, che erano stati immortalati nelle prime foto ma che non erano stati reperiti durante il primo controllo.
Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Gip proprio per scongiurare il concreto pericolo di inquinamento delle prove e il rischio di reiterazione del reato (Il Fatto Quotidiano).
Le indagini sul caso sono tuttora in corso.












