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    VENTO DI CAMBIAMENTO: IL LIBRO DI MARCO REGUZZONI «Non si può accettare che l’unica voce sia Vannacci: ecco la risposta» «A molti sembra che viviamo in un mondo al contrario, così gli stolti e gli ignoranti vorrebbero ribaltarlo o tornare indietro. Invece occorre andare avanti, partendo dalle nostre radici». Così Marco Reguzzoni in “Vento di cambiamento”, il libro in uscita oggi su Amazon ed edito dall’Associazione politica “I Repubblicani”. In un volume snello ma denso di contenuti, il presidente dei Repubblicani prova a leggere i motivi dell’attuale scontento, individuare nemici e logiche del potere, per poi suggerire proposte fattibili che riportino concretezza e sogni. Il libro – disponibile su Amazon (www.amazon.it/dp/B0CSNSY6K3) – «è dedicato ai giovani europei, che meritano senz’altro molto di più del futuro pensato per loro da banche e governi. Oggi, in un’Unione Europea inadeguata, esiste un ceto dominante che vuole toglierci identità e speranza. Per spazzare via quest’aria mefitica, il primo passo da compiere è comprendere il mondo in cui viviamo, in cui finanzieri e burocrati, approfittando della debolezza della politica, colpiscono la nostra forza economica, sociale e culturale. Bisogna allora fermare il decadimento della nostra civiltà passando dallo scontento alla gioia, attraverso la realizzazione di un vero federalismo in una nuova Europa». Nelle pagine scritte da Reguzzoni ci sono anche proposte pratiche che riguardano famiglie, enti locali, commercio, ricerca, scuola, tasse, giovani, lavoro, migranti, informazione e istituzioni. «L’errore da non commettere – conclude – è cadere in letture ideologiche e superficiali, senza individuare le risposte di cui abbiamo bisogno. Non si può pensare che il mondo produttivo, liberale e federalista lasci che l’unica voce sia quella di Vannacci. Occorreva una risposta, e siccome nessuno ha pensato di darla, lo abbiamo fatto noi». L’AUTORE Marco Reguzzoni, classe 1971, imprenditore, è stato presidente della Provincia di Varese e capogruppo della Lega Nord alla Camera fino al 2012, anno in cui ha abbandonato ogni carica politica. Laureato in ingegneria gestionale al Politecnico di Milano, sposato con Elena, ha due figlie. Nell'ottobre 2023 si è nuovamente laureato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Pavia con tesi dal titolo "Europa o fine della civiltà?". È il fondatore di «Volandia», Parco e Museo del Volo vicino a Malpensa. Nel 2023 ha assunto la presidenza dei Repubblicani, associazione politica creata nel 2015 assieme a Silvio Berlusconi. DOVE ACQUISTARLO www.amazon.it/dp/B0CSNSY6K3

    Vannacci si rafforza pure nelle Municipalizzate

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    By Redazione Milano on 8 Luglio 2026 Milano
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    Futuro Nazionale ATM AMSA Milano: comitati di lavoratori e il sostegno a Vannacci nelle municipalizzate

    A Milano si muove qualcosa dentro le municipalizzate. Non solo AMSA e ATM, ma anche Trenord e SEA Aeroporti. A dichiararlo è l’avvocato Renato Maturo, tra i referenti ufficiali di Futuro Nazionale a Milano, che annuncia la nascita di raggruppamenti spontanei di lavoratori definiti “patrioti”. L’obiettivo dichiarato non è sostituirsi ai sindacati, ma portare avanti con più forza le istanze di sicurezza di chi lavora ogni giorno a contatto con il pubblico.

    Le parole di Maturo arrivano in un momento in cui il tema della sicurezza urbana e della qualità dei servizi pubblici è tornato al centro del dibattito cittadino. Insieme a lui prende la parola anche Roberto Jonghi Lavarini, tornato in politica attiva come libero consigliere di riferimento del Generale Roberto Vannacci e del suo braccio destro Massimiliano Simoni. Per entrambi, le municipalizzate milanesi rappresentano un fronte strategico.

    Chi sono i protagonisti: Maturo e Jonghi Lavarini
    Renato Maturo è un nome noto nell’area di destra milanese. Avvocato, militante di lungo corso, è stato stretto collaboratore professionale e politico di Ignazio La Russa. Oggi è indicato come referente ufficiale di Futuro Nazionale a Milano, il movimento politico nato attorno alla figura di Vannacci.

    Dall’altra parte c’è Roberto Jonghi Lavarini, definito da alcuni ambienti come il “barone nero”. Dopo anni di distanza dalle prime linee, è tornato a occuparsi attivamente di politica. Nel nuovo percorso ha scelto di affiancare Vannacci come consigliere, con un ruolo di ascolto e collegamento con il territorio.

    Secondo quanto riferito dai due, i comitati non nascono in opposizione alle sigle sindacali tradizionali. L’idea è piuttosto quella di creare spazi paralleli dove i lavoratori possano esprimere direttamente le proprie preoccupazioni, senza filtri.

    I comitati spontanei in ATM e AMSA
    Il primo fronte aperto riguarda ATM e AMSA. Due aziende che ogni giorno coinvolgono decine di migliaia di lavoratori e milioni di utenti.

    In ATM operano autisti, controllori, personale di stazione e addetti alla manutenzione. In AMSA ci sono gli operatori ecologici, quelli che raccolgono i rifiuti e tengono pulite le strade della città. Per Maturo, queste categorie sono le più esposte.

    “Ferrovieri, autisti e controllori svolgono ruoli fondamentali e ogni giorno combattono contro situazioni di degrado e insicurezza” ha dichiarato Maturo. La segnalazione riguarda episodi che avvengono a bordo dei mezzi, nelle stazioni e per strada.

    Il riferimento è diretto anche alla percezione dei lavoratori. Molti di loro, secondo i referenti di Futuro Nazionale, chiedono più tutela e più presenza delle istituzioni nei luoghi più critici della città.

    L’estensione a Trenord e SEA Aeroporti
    Il perimetro non si ferma a Milano città. Futuro Nazionale annuncia di essere presente anche in Trenord Ferrovie Nord e in SEA Aeroporti.

    Trenord gestisce il trasporto ferroviario regionale e suburbano in Lombardia. Migliaia di pendolari la usano ogni mattina per entrare a Milano. SEA gestisce Linate e Malpensa, due scali fondamentali per il traffico nazionale e internazionale.

    L’obiettivo è lo stesso: creare raggruppamenti di lavoratori che possano segnalare criticità e chiedere interventi mirati. Il tema centrale resta la sicurezza. Negli aeroporti come nelle stazioni ferroviarie, il contatto con un pubblico molto vasto e variegato aumenta, secondo i promotori, il rischio di episodi di degrado.

    La questione sicurezza al centro del discorso
    Il punto su cui insistono Maturo e Jonghi Lavarini è chiaro: sicurezza dei lavoratori e sicurezza degli utenti.

    “Quasi sempre causate da immigrati, maranza e zingari” è la frase usata da Maturo per indicare le cause principali dei problemi segnalati. Una lettura che scarica sulle dinamiche di degrado urbano e immigrazione buona parte delle responsabilità.

    Per Futuro Nazionale, tutelare i lavoratori italiani di ATM, AMSA, Trenord e SEA significa anche tutelare “le decine di migliaia di utenti e pendolari di Milano e della Lombardia”. Il ragionamento collega direttamente la condizione di chi lavora con la qualità del servizio per chi usa i mezzi e le infrastrutture.

    Non si parla quindi solo di episodi singoli, ma di un quadro più ampio. Un quadro in cui, secondo i referenti del movimento, la politica degli ultimi anni ha lasciato scoperte alcune aree fondamentali.

    La critica alla gestione della città: AMSA e il decoro urbano
    Un secondo tema affrontato con durezza riguarda la pulizia della città.

    “Poi vi sono gli operatori di AMSA e i milanesi che vogliono vivere in una città pulita perché adesso, per colpa della cattiva politica, è sporca da far schifo, puzzolente e senza cestini sufficienti” ha aggiunto Jonghi Lavarini.

    La critica è rivolta alla gestione del servizio di igiene urbana e più in generale al decoro urbano. Mancanza di cestini, strade sporche, cumuli di rifiuti in alcune zone: sono tutti elementi che, secondo Futuro Nazionale, peggiorano la vita quotidiana dei cittadini e rendono più difficile il lavoro degli operatori AMSA.

    Il collegamento è diretto. Una città più pulita significherebbe meno rischi per chi lavora per strada, meno conflitti con l’utenza e una migliore immagine di Milano.

    Il ruolo di Vannacci come punto di riferimento
    In tutte le dichiarazioni emerge un nome: il Generale Roberto Vannacci.

    Per Maturo e Jonghi Lavarini, Vannacci rappresenta oggi “un referente sicuro” per i lavoratori che vogliono far sentire la propria voce sul tema sicurezza.

    Futuro Nazionale si presenta quindi come la struttura politica che raccoglie queste istanze e le porta sul piano pubblico. L’obiettivo è fare proseliti proprio dentro le aziende pubbliche, partendo da chi vive in prima persona i problemi.

    Massimiliano Simoni viene indicato come il braccio destro di Vannacci e come figura di raccordo con i territori. Jonghi Lavarini si posiziona come consigliere libero, con il compito di ascoltare e riportare.

    Altre news su http://www.ilquotidianoditalia.it

    Il rapporto con i sindacati
    Un passaggio importante riguarda il rapporto con le organizzazioni sindacali.

    “Non ci vogliamo sostituire ai sindacati” precisa Maturo. La formula scelta è quella dei “raggruppamenti spontanei”.

    L’idea è di affiancare, non di sostituire. Nella pratica però questi comitati potrebbero entrare in competizione con le rappresentanze tradizionali, soprattutto sui temi della sicurezza e del decoro, dove la percezione dei lavoratori non sempre coincide con le posizioni ufficiali dei sindacati confederali.

    Resta da capire che tipo di riconoscimento avranno all’interno delle aziende. Per ora si tratta di iniziative dal basso, che puntano a farsi conoscere e a crescere in termini di adesioni.

    Milano e la Lombardia: un bacino strategico
    Milano non è una città come le altre. È il cuore economico del nord e un punto di snodo per pendolari che arrivano da tutta la Lombardia.

    ATM muove ogni giorno milioni di passeggeri. AMSA gestisce i rifiuti di una metropoli di oltre un milione e mezzo di abitanti. Trenord collega province diverse. SEA gestisce due aeroporti tra i più trafficati d’Italia.

    Intervenire in queste realtà significa avere una cassa di risonanza molto ampia. Per questo Futuro Nazionale ha scelto di partire proprio da qui. L’obiettivo è intercettare un disagio diffuso e trasformarlo in consenso politico.

    Le reazioni e il dibattito pubblico
    Le dichiarazioni hanno già iniziato a circolare sui social e nei gruppi di lavoratori.

    Il tema immigrazione e sicurezza è da sempre divisivo. Da una parte chi condivide la lettura di Maturo e Jonghi Lavarini e chiede interventi più duri e più presenza. Dall’altra chi teme che etichettare intere categorie possa alimentare tensioni.

    Nel frattempo il nome di Vannacci continua a crescere come punto di riferimento per una parte dell’elettorato che chiede ordine, sicurezza e più attenzione ai lavoratori del settore pubblico.

    Cosa chiedono i comitati
    Anche se non è stato pubblicato un documento programmatico ufficiale, dalle dichiarazioni si possono estrapolare alcune richieste principali:

    Maggiore sicurezza a bordo e nelle stazioni
    Più controlli, più personale, telecamere e supporto delle forze dell’ordine nei punti critici.

    Più risorse per AMSA e per il decoro urbano
    Aumento dei cestini, pulizia più frequente, sanzioni più severe per chi sporca.

    Ascolto diretto dei lavoratori
    Canali paralleli ai sindacati per segnalare problemi senza lungaggini burocratiche.

    Tutela degli utenti e dei pendolari
    Migliorare la qualità del servizio partendo dalle condizioni di chi lavora.

    Questi punti verranno presumibilmente al centro delle prossime iniziative pubbliche dei comitati.

    Il contesto politico milanese
    Milano è governata da anni da una giunta di centrosinistra. Le municipalizzate sono un terreno di scontro politico continuo.

    L’ingresso di Futuro Nazionale con comitati interni alle aziende rappresenta una novità. Fino a ora il movimento di Vannacci era stato più visibile a livello nazionale e sui social. Ora prova a radicarsi nel territorio, partendo dal mondo del lavoro.

    La scelta di coinvolgere ATM, AMSA, Trenord e SEA non è casuale. Sono settori dove il contatto con la cittadinanza è quotidiano e dove i problemi vengono percepiti in modo immediato.

    Prossimi passi e appuntamenti
    Per ora non sono state annunciate date per assemblee pubbliche o iniziative ufficiali.

    I referenti di Futuro Nazionale parlano di organizzazione in corso. L’obiettivo è allargare la rete e raccogliere adesioni in tutti i settori indicati.

    Resta aperto il nodo del riconoscimento aziendale. Le aziende pubbliche hanno regole precise per la rappresentanza dei lavoratori. I comitati spontanei dovranno trovare il modo di interloquire con le direzioni e con le istituzioni.

    Perché questa notizia interessa
    Parliamo di servizi essenziali. Quando si parla di ATM si parla di come milioni di persone si muovono. Quando si parla di AMSA si parla di come vive una città. Quando si parla di Trenord e SEA si parla di collegamenti regionali e internazionali.

    Portare dentro queste aziende un nuovo soggetto politico come Futuro Nazionale cambia gli equilibri. Anche solo dal punto di vista della comunicazione, il tema sicurezza e decoro diventa ancora più centrale.

    Per i cittadini significa che nei prossimi mesi sentiranno parlare di più di questi temi. Per i lavoratori significa avere un nuovo interlocutore a cui rivolgersi. Per la politica significa un nuovo campo di confronto.

    Conclusione
    La nascita dei comitati di Futuro Nazionale in ATM, AMSA, Trenord e SEA segna un passaggio importante. Non è solo una questione di sigle o di politica. È una questione che tocca la vita di tutti i giorni: il viaggio in metro, l’autobus la mattina, la strada pulita sotto casa, il treno per andare a lavoro.

    Maturo e Jonghi Lavarini hanno messo sul tavolo due parole chiave: sicurezza e decoro. E hanno indicato in Vannacci il referente a cui guardare.

    Nei prossimi mesi si vedrà se questi raggruppamenti spontanei riusciranno a trasformarsi in una presenza stabile dentro le municipalizzate milanesi. Per ora l’annuncio è stato fatto. Il lavoro di organizzazione frutta.

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    Redazione Milano

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