*Coldiretti Varese: “Dall’Europa servono fatti, non solo elogi agli agricoltori”*
*VARESE -* Dalle parole ai fatti. Coldiretti Varese replica al discorso sullo Stato dell’Unione di Ursula von der Leyen e chiede all’Europa scelte concrete per l’agricoltura.
Si sa che il linguaggio dei politici talvolta non viene recepito se vago e tendente ad accattivarsi gli operatori economici, ma è ora di dimostrare coi fatti quali sono le soluzioni vere e non solo comunicare senza proposte e iniziative concrete.
Questa in sintesi estrema la posizione di lotta ogni giorno per la sopravvivenza economica delle aziende come noi tutti alle prese quotidiane degli aumenti senza logica e misura, alle mercé di piccoli e grandi ” dittatori” il primo dei quali è Trump che sconfina dal suo ruolo un giorno si e l’altro con dichiarazioni farneticanti che mettono ansia e incertezza e impediscono la crescita e l’andamento certo e programmabile dei governi come delle associazioni e ancor peggio dei comuni cittadini che non sanno più a chi credere e/o ascoltare.
Se da Bruxelles sono arrivati elogi per gli agricoltori europei, definiti garanzia di sicurezza alimentare, e l’annuncio di un piano contro le ondate di calore e per la tutela dell’acqua, per l’organizzazione agricola varesina ora servono risorse adeguate, meno burocrazia e regole eque sugli scambi.
“Gli agricoltori non chiedono celebrazioni, ma la possibilità di continuare a produrre cibo e reddito”, afferma il presidente di Coldiretti Varese, *Pietro Luca Colombo*. “Non è accettabile elogiare le imprese agricole e, contemporaneamente, prospettare tagli alle risorse, nuovi costi e ulteriori vincoli”.
Un allarme che riguarda da vicino le aziende della provincia, dalle stalle da latte al florovivaismo, dai seminativi all’orticoltura fino alle realtà delle aree prealpine, strette tra aumento dei costi, eventi climatici estremi, concorrenza delle importazioni e burocrazia.
Al centro c’è il nodo idrico. Von der Leyen ha ricordato che in UE viene disperso quasi un quarto dell’acqua immessa nelle reti. Per Coldiretti servono infrastrutture, recupero dell’acqua piovana e una rete di invasi diffusi.
“Acqua e agricoltura sono inseparabili: senza una gestione efficiente delle risorse idriche non esistono raccolti, allevamenti e sicurezza alimentare”, sottolinea il direttore *Luciano Salvadori*. “Gli agricoltori stanno già investendo in sistemi irrigui più efficienti e tecnologie di precisione, ma devono essere supportati”.
Preoccupazione anche per il futuro della Pac. Coldiretti Varese chiede che la Politica agricola comune resti autonoma e con un bilancio adeguato destinato agli agricoltori attivi, senza tagli. E che la transizione ambientale non scarichi nuovi costi su fertilizzanti, energia e trasporti tramite strumenti come Ets e Cbam.
Altro punto chiave: la reciprocità. “Le nostre aziende rispettano standard tra i più severi al mondo. Non possono essere penalizzate mentre sul mercato continuano ad arrivare prodotti realizzati secondo criteri meno rigorosi”, prosegue Colombo. La richiesta è che tutti i prodotti importati rispettino le stesse regole imposte agli agricoltori UE, con controlli efficaci ed etichetta trasparente.
Infine il fronte mense pubbliche. Per Coldiretti l’Europa non ha avuto coraggio nel contrastare i cibi ultraformulati nelle mense scolastiche e ospedaliere.
“La salute dei cittadini, soprattutto dei bambini, deve venire prima di ogni altra considerazione”, evidenzia Salvadori. “Le gare non possono essere decise solo dal prezzo più basso: devono premiare qualità, origine, valore nutrizionale”.
Chiude Colombo: “L’Europa deve scegliere se considerare l’agricoltura un settore strategico oppure soltanto un’attività da caricare di nuovi obblighi. Gli elogi fanno piacere, ma alle imprese agricole servono fatti”.
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