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Giornata internazionale bambine, in Lombardia 1273 minori vittime di reati nel 2025

 Lombardia, 1273 minori vittime di reati nel 2025: 82 per cento sono bambine

 Giornata internazionale bambine, in Lombardia 1273 minori vittime di reati nel 2025

 Giornata internazionale bambine, i dati della Lombardia presentati da Terre des Hommes – Lombardia 1273 minori vittime di reati, più 1,2 per cento rispetto al 2024 – Crimini sessuali, l’82,6 per cento delle vittime è di sesso femminile – Maltrattamenti in famiglia il reato più diffuso in Lombardia e in Italia – Dati nazionali, nuovo record con 7272 vittime nel 2025 – Reati sessuali, netta prevalenza femminile, 8 su 10 sono bambine – Protocollo ANCI Terre des Hommes per rafforzare il ruolo dei Comuni – Le dichiarazioni di Manfredi, Grassi e Ferrara alla presentazione – 69 Comuni aderiscono alla campagna indifesa 2026

 Cosa è la campagna indifesa di Terre des Hommes – Perché la Giornata internazionale delle bambine è l’11 ottobre – Dove chiedere aiuto in Lombardia

Giornata internazionale bambine, i dati della Lombardia presentati da Terre des Hommes

Giornata internazionale bambine 11 ottobre 2026. In vista di questa ricorrenza la Fondazione Terre des Hommes ha presentato i dati del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale. In Lombardia sono stati 1273 i minori vittime di reato nel 2025, con un’incidenza dello 0,08 per cento sulla popolazione minorile regionale.

Il dato sulla Giornata internazionale bambine segna un aumento dell’1,2 per cento rispetto all’anno precedente, sostanzialmente in linea con la tendenza nazionale che è di più 1 per cento. La prevalenza femminile delle vittime si conferma anche in Lombardia. Il 61,7 per cento sono femmine.

Per la Giornata internazionale bambine il dato più drammatico riguarda i crimini sessuali. L’82,6 per cento delle vittime è di sesso femminile. I crimini sessuali hanno coinvolto complessivamente, tra maschi e femmine, 455 vittime, pari al 35,7 per cento del totale di tutti i reati.

I dati, elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale, sono stati resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes e pubblicati all’interno del Dossier indifesa La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo 2026, presentato alla sede ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Lombardia 1273 minori vittime di reati, più 1,2 per cento rispetto al 2024

In Lombardia nel 2025 le vittime minorenni sono state 1273. Un numero che vale lo 0,08 per cento della popolazione minorile regionale. Sembra una percentuale piccola, ma dietro ci sono storie di violenza quotidiana.

Rispetto al 2024 l’aumento è dell’1,2 per cento. Un dato che segue la crescita nazionale. In dieci anni la crescita è molto più marcata. A livello nazionale si parla di più 43 per cento dal 2015.

Il dato lombardo conferma che il fenomeno non è in diminuzione. Nonostante campagne, leggi, codici rossi, i minori vittime di reato aumentano. Serve più prevenzione nei territori, più formazione per chi lavora con i minori, più ascolto nelle scuole.

La presentazione è avvenuta a Roma l’8 ottobre 2026. Presenti il presidente ANCI Gaetano Manfredi, il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Direttore Centrale della Polizia Criminale Prefetto Raffaele Grassi, Annalisa D’Amato responsabile Area welfare e politiche sociali ANCI, Donata Columbro data journalist e rappresentante Comitato Scientifico Dossier Indifesa, il direttore scientifico ASVIS Enrico Giovannini, il direttore generale Terre des Hommes Paolo Ferrara.

Crimini sessuali, l’82,6 per cento delle vittime è di sesso femminile

In Lombardia i crimini sessuali hanno coinvolto 455 vittime minori, pari al 35,7 per cento del totale. Di queste, l’82,6 per cento sono bambine e ragazze.

Il dato nazionale conferma la tendenza. Su 2451 vittime di reati sessuali a danno di minori, 2024 sono di sesso femminile. L’82,6 per cento. Più di 8 su 10.

Entrando nel dettaglio delle sette fattispecie sessuali considerate nel dossier, violenza sessuale, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico, le percentuali femminili restano altissime.

Bambine e ragazze rappresentano l’87 per cento delle vittime di violenza sessuale e l’86 per cento di quelle di violenza sessuale aggravata. Sono il 79 per cento negli atti sessuali con minorenne e il 76 per cento nella prostituzione minorile. Ancora, il 79 per cento nella detenzione di materiale pornografico, il 71 per cento nella pornografia minorile e il 65 per cento nella corruzione di minorenne.

Maltrattamenti in famiglia il reato più diffuso in Lombardia e in Italia

La fattispecie di reato a danno di minore più diffusa resta quella dei maltrattamenti in famiglia. In Lombardia si contano 534 vittime, il 41,9 per cento del totale.

A livello nazionale il dato è ancora più grave. Nel 2025 per la prima volta le vittime di maltrattamenti in famiglia superano quota 3000. Sono 3008, contro le 2975 del 2024 e le 1442 del 2015. Un incremento dell’1 per cento rispetto all’anno precedente e del 109 per cento rispetto al 2015. In dieci anni le vittime sono più che raddoppiate.

Anche per questa fattispecie, negli ultimi 10 anni è emersa una tendenza costante di crescita delle vittime femminili, seppur meno marcata rispetto ai reati sessuali. Nel 2025 bambine e ragazze sono state il 54 per cento delle vittime di maltrattamenti in famiglia.

La famiglia, il luogo che dovrebbe essere il primo spazio di protezione, continua a essere per troppi bambini e bambine quello nel quale subiscono violenza, trascuratezza o abuso. Un paradosso che interroga servizi sociali, scuole, pediatri, tribunali.

Dati nazionali, nuovo record con 7272 vittime nel 2025

I reati commessi a danno di minori in Italia nel 2025 segnano un nuovo record. 7272 vittime. Se la crescita rispetto all’anno precedente è contenuta, 68 vittime in più circa l’1 per cento, al contrario la tendenza negli ultimi 10 anni è in netta crescita, con un aumento del 43 per cento dal 2015. In termini assoluti si tratta di 2192 vittime in più.

La fattispecie di gran lunga più numerosa è quella dei maltrattamenti in famiglia, che conta 3008 vittime, il 41,4 per cento del totale. Seguono la violenza sessuale con 881 vittime e la violenza sessuale aggravata con 664, che insieme raggiungono le 1545 vittime.

Il terzo reato con più vittime è l’abbandono di persone minori o incapaci, con 637. Insieme, queste voci raccolgono 5190 vittime. Il 71,4 per cento del totale. Oltre sette su dieci. Il peso dei maltrattamenti, delle violenze sessuali e dell’abbandono è quindi centrale nella lettura del quadro complessivo.

Aumentano anche altri reati che chiamano direttamente in causa la responsabilità degli adulti nella cura e nella protezione dei più piccoli. Le vittime di abbandono di persone minori o incapaci raggiungono quota 637, crescendo del 10 per cento rispetto al 2024 e del 56 per cento rispetto al 2015. I casi di sottrazione di persone incapaci sono 311, con aumenti rispettivamente del 12 per cento e del 23 per cento. L’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina coinvolge 360 vittime. Il 4 per cento in più nell’ultimo anno e il 35 per cento in più rispetto a dieci anni prima.

Reati sessuali, netta prevalenza femminile, 8 su 10 sono bambine

Sei vittime di reati a danno di minori su 10 sono bambine e ragazze. Ma il peso della connotazione di genere del fenomeno appare ancora più chiaro se si considerano le sette fattispecie sessuali.

I reati sessuali contano infatti 2024 vittime di sesso femminile su 2451. L’82,6 per cento. Bambine e ragazze rappresentano l’87 per cento delle vittime di violenza sessuale e l’86 per cento di quelle di violenza sessuale aggravata.

Questi numeri dicono che la violenza sui minori ha un genere. È femminile. Ed è per questo che la Giornata internazionale delle bambine è importante. Non è una celebrazione, è un allarme.

Nel 2025 sono state 525279 le bambine e ragazze beneficiarie dirette dei progetti di Terre des Hommes per l’educazione inclusiva di qualità, la prevenzione di matrimoni e gravidanze precoci, il contrasto allo sfruttamento lavorativo, la protezione di bambine e bambini rifugiati e di ragazze vittime di abusi e violenze in diversi paesi del mondo.

Protocollo ANCI Terre des Hommes per rafforzare il ruolo dei Comuni

Nel corso dell’incontro di presentazione è stata anticipata la firma di un Protocollo di intesa tra ANCI e Fondazione Terre des Hommes Italia, finalizzato a rafforzare il ruolo dei Comuni nella promozione dei diritti, nella prevenzione della violenza e nella protezione di bambine, bambini e adolescenti.

Il protocollo vuole mettere a sistema competenze, risorse e buone pratiche territoriali per garantire protezione e tutela a bambini e ragazzi. I Comuni sono il primo presidio istituzionale più prossimo alla vita quotidiana di bambini, bambine e famiglie.

È proprio nelle comunità locali, nelle scuole, nei servizi sociali, negli spazi aggregativi e sportivi, che si gioca la partita decisiva per l’emersione precoce dei segnali di disagio e per la costruzione di una rete di protezione solida e capillare.

L’argomento è inserito all’ordine del giorno sui tavoli di tutte le Prefetture italiane per la definizione delle migliori strategie di prevenzione e contrasto con il coinvolgimento, oltre che delle Forze di polizia, anche di tutti gli attori istituzionali locali.

Le dichiarazioni di Manfredi, Grassi e Ferrara alla presentazione

Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e Presidente ANCI, ha dichiarato che i dati del Dossier indifesa 2026 restituiscono una fotografia nitida e drammatica. La prevenzione e il contrasto alla violenza sui minori non possono prescindere dalla centralità dei territori. I Comuni rappresentano il primo presidio istituzionale.

Il Protocollo d’intesa tra ANCI e Terre des Hommes nasce da questa visione. Unire le forze e mettere a sistema competenze, risorse e buone pratiche territoriali per garantire protezione e tutela a bambini e ragazzi.

Il Prefetto Raffaele Grassi, Vice Capo della Polizia Direttore Centrale della Polizia Criminale, ha dichiarato che l’azione di contrasto al fenomeno della violenza sui minori deve intendersi globale, verso la quale il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno fornisce e fornirà ogni tipo di supporto anche alle iniziative che i Sindaci sui territori intraprendono, ben consapevoli che i risultati, su tematiche così complesse, si possono ottenere unendo le forze e le rispettive competenze. L’attivazione di tavoli di lavoro territoriali, dove si fondono le rispettive esperienze e competenze, è il percorso corretto per condividere comuni piani di intervento che possano fare sistema.

Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia, ha spiegato che di fronte a questi numeri il lavoro di organizzazioni come la nostra non può limitarsi alla denuncia e all’indignazione. Serve costruire una strategia nazionale stabile, finanziata e misurabile, capace di tenere insieme prevenzione, emersione precoce, protezione e presa in carico oltre che l’indispensabile lavoro di repressione. Dobbiamo investire sulla prevenzione a partire dalla scuola e dai luoghi frequentati dai minorenni, sostenere concretamente le famiglie e rafforzare i servizi territoriali, rendere il web uno spazio più sicuro. Il protocollo è un passo fondamentale per rimettere al centro della strategia le persone, a partire dai territori che le rappresentano.

69 Comuni aderiscono alla campagna indifesa 2026

Nel 2026 aderiscono alla campagna indifesa 69 comuni italiani. Da nord a sud, da Agrigento a Venezia, passando per Bergamo, Brescia, Napoli, Ravenna, Pescara, Treviso, Mantova, Livorno, Forlì, Cesena, Pesaro.

L’elenco completo comprende Agrigento, Alfonsine, Alpignano, Ardea, Assisi, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Baranzate, Bergamo, Brescia, Calderara di Reno, Caltagirone, Campi Bisenzio, Cesena, Chioggia, Cologno Monzese, Conselice, Cotignola, Crema, Cremona, Duino Aurisina, Empoli, Este, Fano, Forlimpopoli, Forlì, Fusignano, Galliate, Grottaglie, Gualdo Tadino, Guastalla, Langhirano, Livorno, Lugo, Lumezzane, Manfredonia, Mantova, Massa Lombarda, Modugno, Monreale, Musile di Piave, Napoli, Noale, Nocera Inferiore, Opera, Pesaro, Pescara, Piacenza, Pianezza, Pinerolo, Pozzuoli, Ravenna, Ruvo di Puglia, San Benedetto del Tronto, San Lazzaro di Savena, San Vito al Tagliamento, Sant’Agata sul Santerno, Saronno, Selvazzano Dentro, Sesto Fiorentino, Settimo Torinese, Sissa Trecasali, Spoltore, Trapani, Treviso, Valenza, Valsamoggia, Vedelago e Venezia. Aderiscono inoltre la Provincia di Piacenza, la Città Metropolitana di Bari e l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

La Campagna indifesa di Terre des Hommes, nata nel 2012 in occasione della prima Giornata mondiale delle bambine e ragazze, ha come obiettivo quello di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulle gravi violazioni dei diritti delle bambine e delle ragazze che ogni giorno si verificano nel mondo e sull’importanza di assicurare loro protezione e sostegno.

In Italia Terre des Hommes collabora con scuole, federazioni sportive e istituzioni per coinvolgere ragazze e ragazzi in attività di formazione e sensibilizzazione volte a favorire la partecipazione giovanile e il protagonismo delle giovani generazioni sui temi del contrasto alla discriminazione e violenza di genere.

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