Arcisate, si finge prete per derubare la chiesa: arrestato truffatore dai Carabinieri.
Il finto sacerdote e il tentativo di truffa ad Arcisate.
Nel tranquillo comune di Arcisate, in provincia di Varese, la cronaca recente ha registrato un episodio che sembra uscito da un romanzo d’appendice, ma che purtroppo rientra nel sempre più frequente fenomeno dei raggiri ai danni degli istituti religiosi. Un uomo di 51 anni, pluripregiudicato con una lunga lista di reati contro il patrimonio, ha tentato di mettere in atto una **truffa ad Arcisate** ai danni del parroco locale, spacciandosi per un autorevole confratello della Capitale.
Arcisate. L’inganno è iniziato con una telefonata carica di urgenza e carità cristiana. Il malvivente si è presentato al telefono come “Padre Gabriele”, un sacerdote residente a Roma, utilizzando un tono di voce rassicurante e autorevole. La messinscena era finalizzata a estorcere denaro al parroco, facendo leva sulla solidarietà che lega i membri del clero, soprattutto quando si tratta di aiutare i più bisognosi.
La scusa della carità: 500 euro per un cuoco indigente.
Il piano del cinquantunenne era studiato nei minimi dettagli. Per rendere credibile la sua richiesta di denaro, l’uomo ha addotto una motivazione apparentemente nobile: la necessità impellente di raccogliere fondi per aiutare un cuoco caduto in uno stato di profonda indigenza. Con insistenza e spregiudicatezza, il finto sacerdote ha richiesto una somma superiore ai 500 euro, cercando di convincere la vittima della bontà dell’iniziativa.
Tuttavia, la sicurezza ostentata dal truffatore si è scontrata con la prudenza del parroco di Arcisate. Quest’ultimo, insospettito dalle modalità inusuali della richiesta e dalla scarsa attendibilità di alcuni dettagli forniti durante la conversazione, non è caduto nel tranello. Invece di cedere alle pressioni, ha deciso di allertare immediatamente i Carabinieri della Stazione locale, permettendo così di trasformare un potenziale furto in un’operazione di polizia giudiziaria.
L’intervento dei Carabinieri e l’arresto in flagranza.
Ricevuta la segnalazione, i militari dell’Arma hanno agito con estrema rapidità e discrezione. È stato predisposto un servizio di osservazione nei pressi della parrocchia, con i Carabinieri appostati in attesa che il malintenzionato si presentasse fisicamente per riscuotere il bottino. Il cinquantunenne, convinto che il suo piano stesse procedendo senza intoppi, si è recato all’appuntamento per la consegna del denaro.
Proprio nel momento in cui stava tentando di allontanarsi con i soldi appena ricevuti, i Carabinieri sono usciti allo scoperto e lo hanno bloccato.
L’arresto è avvenuto in flagranza di reato, ponendo fine a quella che l’uomo credeva essere una facile operazione.
Conseguenze legali e rito direttissimo a Varese
Il 51enne, cittadino italiano nato nel 1975 e già ben noto alle forze dell’ordine per i suoi numerosi precedenti specifici, deve ora rispondere di accuse pesanti: truffa e sostituzione di persona. Dopo l’espletamento delle formalità burocratiche presso la caserma, l’uomo è stato trattenuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Nella mattinata di domani, l’arrestato comparirà davanti al Tribunale di Varese per essere sottoposto al giudizio con rito direttissimo.
Questo episodio sottolinea l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine: la prontezza del parroco nel denunciare l’anomalia è stata fondamentale per assicurare alla giustizia un individuo che, con spregiudicatezza, tentava di speculare sui valori della solidarietà e della fede.
Altre news su http://www.ilquotidianoditalia.it































