Processione Walser Maria Donna dello Spirito: fede, storia e cammino tra Salecchio e Antillone
La Processione Walser Maria Donna dello Spirito torna sabato 5 settembre 2026 a rinnovare uno dei pellegrinaggi più sentiti dell’Alta Ossola. Un cammino di fede e memoria che dalle Parrocchie di S. Michele e S. Rocco in Premia conduce i fedeli dalla Chiesa della B.V.M. Assunta in Salecchio Inferiore fino al Santuario della Visitazione di Maria in Antillone, nel Comune di Formazza, ripercorrendo i sentieri antichi delle comunità Walser.

Un pellegrinaggio che ritorna: il significato della walser
Non è solo una processione. È un gesto che si ripete da secoli, che tiene insieme montagna, comunità e spiritualità. La Processione Walser Maria Donna dello Spirito, conosciuta nella tradizione locale anche come Walser Chritzgang – Maria Wib fam Geischt, rappresenta uno dei momenti più autentici di devozione popolare in Valle Antigorio e Formazza.
Le Parrocchie di Premia hanno voluto riproporre con convinzione questo appuntamento perché la memoria non vada dispersa. Negli ultimi decenni, molte tradizioni alpine hanno rischiato di affievolirsi. Qui accade il contrario: il cammino viene rimesso al centro, con la partecipazione di fedeli, famiglie, giovani e anziani, uniti da un unico tema che quest’anno sarà ancora la Speranza. Una Speranza letta attraverso la figura di Maria, Donna dello Spirito, madre che accompagna, sostiene e indica la via.
Partecipare significa entrare in una storia più grande. Significa camminare dove hanno camminato generazioni di Walser, portare sulle spalle non solo la fatica del sentiero ma anche il peso di una cultura che ha colonizzato e custodito queste montagne.
Quando e dove: ritrovo e partenza da Salecchio Inferiore
Il ritrovo per tutti i pellegrini è fissato alle ore 07:00 di sabato 5 settembre 2026 presso la Chiesa della B.V.M. Assunta in Salecchio Inferiore, nel Comune di Premia. Da qui, insieme al sacerdote, prenderà avvio il pellegrinaggio verso Antillone.
La scelta dell’orario non è casuale. Partire presto al mattino permette di vivere la montagna nella sua luce più vera, con il fresco del bosco e il silenzio che accompagna i primi passi. È un momento di raccoglimento, prima che il cammino diventi condivisione.
La processione sarà aperta e guidata dalla statua della Madonna della Pietà di Salecchio, opera recentemente realizzata a memoria dell’antica statua gotica di Salecchio, purtroppo trafugata negli anni passati. Quella statua storica veniva portata in spalla dai confratelli durante le processioni in valle. Oggi la nuova scultura ne raccoglie l’eredità spirituale e simbolica, diventando il segno visibile che apre il corteo.
Il percorso di fede: le tappe tra devozione e natura
Il tracciato della Processione Walser Maria Donna dello Spirito non è una semplice camminata. È un itinerario di preghiera che tocca luoghi di devozione profondamente radicati nella cultura locale.
Lungo il cammino, i pellegrini sosteranno in alcuni punti fondamentali:
Salecchio Superiore, nucleo Walser di straordinaria bellezza, con le sue case in legno e pietra che raccontano una storia di resistenza alpina. Casa Francoli, testimonianza di vita d’alpeggio. Alpe Vova e Picanzolo, luoghi dove la fede si è sempre intrecciata con la fatica quotidiana del lavoro in montagna.
Ogni sosta sarà un momento di preghiera, di ricordo e di respiro. Il sentiero, che collega Premia a Formazza, offre panorami sull’Alta Ossola che da soli valgono il cammino. Boschi di larici, baite, alpeggi e lo sguardo che si apre sulla valle. È qui che si capisce perché questo pellegrinaggio è anche un’occasione per riscoprire le bellezze naturali del territorio, come sottolineano gli organizzatori.
Il cammino richiede preparazione adeguata: scarponi da trekking, abbigliamento a strati, acqua e una buona dose di spirito di adattamento. Non è una processione cittadina, è un pellegrinaggio alpino.
La meta: il Santuario della Visitazione di Maria in Antillone
La processione terminerà presso il Santuario della Visitazione di Maria in Antillone, nel Comune di Formazza. Qui verrà celebrata la Santa Messa conclusiva.
Il Santuario è un luogo che merita attenzione. Negli ultimi anni è stato oggetto di importanti lavori di restauro, culminati con la solenne inaugurazione del 10 luglio 2022. L’intervento ha restituito splendore alla struttura e ha permesso di valorizzare le pregiate opere d’arte conservate al suo interno. Partecipare alla processione sarà quindi anche un’occasione per scoprire da vicino il risultato di questo recupero.
Al termine della celebrazione, nel nucleo Walser di Antillone, sarà possibile fermarsi e condividere un momento conviviale grazie al servizio di ristoro a cura del Gruppo Alpini e della Parrocchia di Formazza. Un gesto semplice ma importante, che trasforma il pellegrinaggio in comunità. Per motivi organizzativi è gradita la conferma della presenza contattando i numeri indicati dagli organizzatori.
Le radici storiche: un cammino che viene dal 1500
Capire la Processione Walser Maria Donna dello Spirito significa guardare lontano. Già a partire dal 1500-1600, e probabilmente anche nei secoli precedenti, l’oratorio di Antillone diveniva meta di pellegrinaggi sempre più partecipati.
Gli storici parlano di Wallfahrtskapellen, ovvero cappelle di pellegrinaggio, che attiravano fedeli dai paesi vicini e dalle valli svizzere. Proprio dalla Svizzera, nel XIII secolo, partirono le antiche popolazioni Walser che colonizzarono le montagne della Valle Antigorio e di Formazza, fondando insediamenti che ancora oggi conservano lingua, architettura e tradizioni proprie.
Dai paesi del Vallese, da Bosco Gurin, insediamento Walser nel Canton Ticino, fino alle comunità più vicine di Salecchio e Agaro, frazioni di Premia, partivano lunghe e partecipate processioni in devozione alla Madonna di Antillone. Lo ricorda bene lo storico ossolano Enrico Rizzi nel volume Antillone, un santuario tra i monti di Formazza – Walserverein Pomatt, pubblicato in occasione dell’inaugurazione del Santuario.
Quella memoria è ancora viva. Camminare oggi sullo stesso tracciato significa riallacciare un filo interrotto, dare continuità a una devozione che il tempo aveva affievolito.
Il tema del 2026: la Speranza al centro del pellegrinaggio
Il tema principale del pellegrinaggio 2026 è la Speranza. Non una speranza astratta, ma una speranza concreta, incarnata nella figura di Maria.
Negli ultimi anni, le edizioni della processione hanno sempre messo al centro Maria come figura di riferimento, come donna capace di ascoltare e accompagnare. In un tempo segnato da incertezze e cambiamenti, anche per le comunità di montagna, tornare a camminare insieme diventa un segno forte.
La Speranza, in questo contesto, ha due volti. Quello spirituale, legato alla fede e all’affidamento. E quello culturale, legato alla possibilità che le tradizioni Walser continuino a vivere, che i borghi di Salecchio e Antillone non siano solo musei a cielo aperto ma luoghi vissuti, curati, tramandati.
Chi può partecipare e come prepararsi
La processione è aperta a tutti. Non serve essere esperti camminatori, ma è richiesta una minima preparazione fisica e un equipaggiamento adeguato alla montagna.
È consigliato portare con sé scarponi impermeabili, giacca antipioggia, bastoncini, borraccia e pranzo al sacco se non si intende usufruire del ristoro finale. Fondamentale anche rispettare il silenzio nei tratti di preghiera e seguire le indicazioni degli organizzatori lungo il percorso.
In caso di maltempo, la Processione sarà rinviata a data da destinarsi, mantenendo le medesime condizioni di programma. La montagna richiede rispetto e la sicurezza dei partecipanti viene prima di tutto.
Per informazioni e per confermare la presenza al ristoro, è possibile contattare Michele al 348 0974485 oppure don Aldo al 348 8959034.
Perché non perdere la Processione Walser Maria Donna dello Spirito
Ci sono eventi che valgono per ciò che rappresentano. La Processione Walser Maria Donna dello Spirito è uno di questi perché unisce tre dimensioni rare da trovare insieme.
La prima è la dimensione spirituale. Un pellegrinaggio autentico, non turistico, guidato dalla statua della Madonna della Pietà e scandito da soste di preghiera nei luoghi di devozione.
La seconda è la dimensione storica e culturale. Camminare sui sentieri dei Walser significa toccare con mano una delle migrazioni alpine più affascinanti della storia europea, ancora visibile nelle case, nei nomi, nella lingua.
La terza è la dimensione naturalistica. L’Alta Ossola a settembre offre colori e luci uniche. Il percorso tra Salecchio e Antillone attraversa uno dei paesaggi più integri del Piemonte, lontano dal turismo di massa.
Partecipare significa scegliere di rallentare, di dedicare una giornata alla fede, alla memoria e alla bellezza. E tornare a casa con qualcosa in più di una semplice foto.
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