Lainate, Rotoprint
Rotoprint German Packaging Award 2026: la tecnologia di Lainate premiata in Europa e il salvataggio di 300 tonnellate di imballaggi
La lainatese Rotoprint German Packaging Award 2026 è la notizia che porta l’innovazione italiana al centro del packaging europeo. L’azienda di Lainate, in provincia di Milano, ha vinto il principale riconoscimento tedesco del settore con la tecnologia brevettata Braille e rilievi a registro sul packaging flessibile, superando oltre 200 candidature provenienti da 17 Paesi. E da giugno 2026 ha già salvato dal macero 300 tonnellate di bobine e 25 milioni di astucci grazie alla sovrastampa, intervenendo sulle confezioni non più conformi alle nuove norme contro il greenwashing.
Lainate. Un doppio risultato che racconta bene chi è oggi Rotoprint Sovrastampa. Da un lato l’azienda che guarda al packaging del domani, rendendolo più inclusivo, tattile e distintivo. Dall’altro la stessa azienda che, fedele a un’intuizione nata nel 1978, impedisce che il packaging prodotto ieri diventi un rifiuto oggi, recuperandolo invece di distruggerlo.
Il premio è stato assegnato dal Deutsches Verpackungsinstitut, l’Istituto tedesco per il packaging, nell’ambito del German Packaging Award 2026, uno dei concorsi più selettivi a livello europeo. Rotoprint è stata premiata nella categoria Product Presentation con il progetto Braille e relief by embossing on flexible packaging, una soluzione capace di valorizzare il prodotto nel punto vendita attraverso differenziazione, riconoscibilità, coerenza con il marchio, funzionalità e impatto emotivo.
Una collocazione particolarmente significativa, perché l’innovazione è nata per abbattere una barriera. Come spiega Giovanni Luca Arici, ceo di Rotoprint, siamo partiti dal Braille perché volevamo riuscire a portare sul packaging flessibile qualcosa che fino a oggi era estremamente difficile realizzare. Il fatto che questa tecnologia venga premiata anche per la sua capacità di rendere una confezione riconoscibile e distintiva dimostra quanto inclusione, innovazione e marketing possano incontrarsi.
Cos’è la tecnologia premiata Braille e rilievi a registro
La tecnologia vincitrice del German Packaging Award 2026 è stata ideata e sviluppata da Gian Carlo Arici, fondatore di Rotoprint, insieme al figlio Giovanni Luca. Permette di realizzare scritte in Braille, loghi e testi in rilievo direttamente su imballaggi flessibili, mantenendoli perfettamente a registro rispetto alla grafica già stampata.
Fino a oggi, ottenere un rilievo preciso su film flessibili era una sfida tecnica. Il materiale si deforma, la stampa in rotocalco o flessografia richiede tolleranze minime, l’embossing rischiava di non coincidere con il disegno. Rotoprint ha integrato nel processo di sovrastampa la fase di goffratura, con un sistema che controlla il registro e garantisce che il rilievo cada esattamente dove deve.
Il risultato ha due applicazioni immediate. La prima è l’accessibilità. Rendere leggibile in Braille un flowpack, una busta o un pouch significa dare a persone non vedenti e ipovedenti la possibilità di riconoscere un prodotto in autonomia, senza dover chiedere aiuto. La seconda è il design. Un logo in rilievo, una scritta tattile, una texture percepibile al tatto aumenta il valore percepito della confezione e la sua memorabilità a scaffale.
Perché il premio tedesco è così importante
Il German Packaging Award è promosso dal Deutsches Verpackungsinstitut e ogni anno raccoglie le migliori innovazioni del settore. Per l’edizione 2026 sono state presentate oltre 200 candidature da 17 Paesi, valutate da una giuria indipendente composta da esperti, designer, tecnici e rappresentanti dell’industria.
Vincere nella categoria Product Presentation significa essere riconosciuti non solo per la tecnica, ma per la capacità di migliorare la presentazione del prodotto nel punto vendita. La giuria valuta criteri come differenziazione dalla concorrenza, riconoscibilità del brand, funzionalità, coerenza comunicativa e impatto emotivo sul consumatore. In questo senso, la tecnologia di Rotoprint ha convinto perché unisce tutti questi elementi.
Il premio apre anche la porta a un altro riconoscimento. Il German Packaging Award consente infatti l’accesso al WorldStar Packaging Award, il premio internazionale promosso dalla World Packaging Organisation. Rotoprint conosce bene quel palcoscenico: aveva già vinto il WorldStar nel 2015, oltre a una lunga serie di premi come If Design Award, European Excellence Award 2025, Prestige Award 2025, Alufoil Trophy 2014, e l’Oscar dell’Imballaggio 1993.
Dalla Lainate del 1978 al pronto soccorso del packaging
Per capire il valore di questo premio bisogna tornare al 1978, quando Gian Carlo Arici fonda a Lainate Rotoprint Sovrastampa. L’idea è semplice e rivoluzionaria: non rifare un imballaggio quando è possibile correggerlo. Nasce così un sistema per modificare graficamente imballaggi già stampati, sia in formato come tetrarex, combiblok, elopak, scatole microonda, astucci, blister, cluster, buste e sacchi, sia in bobina con supporti mono o pluristrato come alluminio, carta, poliammide, polietilene, polipropilene, poliestere, sleeves, tetrabrik ed etichette adesive in rotoli.
Negli anni l’azienda è diventata il punto di riferimento per chi ha un problema urgente con le confezioni. Un errore di stampa, una normativa che cambia, un ingrediente che viene modificato, una traduzione da aggiornare. Invece di buttare tutto, Rotoprint interviene con la sovrastampa, correggendo con precisione millimetrica solo la parte da modificare.
È per questo che nel settore viene chiamata il pronto soccorso del packaging. Una definizione che l’azienda ha guadagnato sul campo, sovrastampando complessivamente più di un milione di chilometri di imballaggi. Una lunghezza che rende bene l’idea di quanto materiale sia stato salvato dalla distruzione in quasi cinquant’anni di attività.
300 tonnellate di bobine e 25 milioni di astucci salvati dal macero
La seconda notizia contenuta nel comunicato è altrettanto rilevante del premio. Da giugno 2026 Rotoprint sta lavorando a pieno ritmo per recuperare confezioni già prodotte che rischiano di diventare rifiuti a causa delle nuove norme contro il greenwashing.
Dal 27 settembre 2026 diventano applicabili in Italia le disposizioni introdotte con il recepimento della direttiva europea 2024/825 Empowering Consumers for the Green Transition. La direttiva rafforza la tutela dei consumatori dalle pratiche commerciali sleali e interviene sull’uso di dichiarazioni ambientali generiche o non adeguatamente supportate.
In pratica, claim come 100 per cento ecologico, biodegradabile, impatto zero, senza una certificazione solida e verificabile, non potranno più essere utilizzati. Molte aziende si trovano quindi con magazzini pieni di bobine, film e astucci già stampati che riportano diciture non più conformi. La soluzione più semplice sarebbe distruggerli e ristamparli. Ma anche la più contraddittoria dal punto di vista ambientale.
Sovrastampa come alternativa sostenibile alla distruzione
Qui entra in gioco la sovrastampa di Rotoprint. Attraverso questa tecnologia è possibile intervenire sulle confezioni già realizzate, modificando o coprendo le informazioni non più conformi e consentendo, quando tecnicamente possibile, di utilizzare il materiale invece di avviarlo a smaltimento.
I numeri comunicati dall’azienda danno la dimensione del fenomeno. Da giugno sono già arrivate richieste per recuperare dalla distruzione oltre 300 tonnellate di materiale in bobina e più di 25 milioni di astucci. Numeri che fanno capire quanto il problema sia diffuso in tutti i settori, dall’alimentare alla cosmetica, dalla detergenza al pet food.
Come osserva Giovanni Luca Arici, il rischio sarebbe quello di affrontare una normativa nata per rendere più trasparente la comunicazione ambientale generando contemporaneamente una quantità enorme di rifiuti. La sovrastampa permette invece di intervenire su ciò che è già stato prodotto, dando una seconda possibilità a materiali che altrimenti andrebbero persi.
Inclusione e sostenibilità fanno parte dello stesso lavoro
La storia di Rotoprint dimostra come inclusione e sostenibilità ambientale non siano due strade separate. Da un lato c’è la tecnologia Braille e rilievi che rende il packaging accessibile e più comunicativo. Dall’altro c’è il recupero di milioni di confezioni che evita spreco di materia prima, energia e trasporti.
Sono due facce di una stessa capacità tecnologica: intervenire sulla superficie di un imballaggio flessibile con precisione estrema, a registro, senza doverlo rifare. Quasi cinquant’anni fa Gian Carlo Arici ha inventato una tecnologia per non buttare un packaging che poteva essere recuperato. Oggi suo figlio Giovanni Luca porta avanti la stessa filosofia, ma guardando anche al futuro.
Il commento finale del ceo sintetizza bene questo approccio. Continuiamo a fare esattamente quello per cui siamo nati, ma nello stesso tempo cerchiamo di capire che cosa potrà fare il packaging di domani. Il German Packaging Award ci dice che inclusione, sostenibilità e capacità di innovare non sono strade diverse. Fanno parte dello stesso modo di pensare il nostro lavoro.
Cosa cambia per le aziende con le nuove regole sul greenwashing
Le aziende che hanno in magazzino imballaggi con claim ambientali devono muoversi rapidamente. La direttiva europea non vieta di comunicare l’impegno ambientale, ma chiede che ogni affermazione sia specifica, verificabile e supportata da prove. Termini generici, simboli ambigui o certificazioni non riconosciute rischiano di essere considerate pratiche commerciali sleali.
Questo comporta un lavoro di revisione di tutti i packaging. Non solo quelli futuri, ma anche quelli già prodotti e stoccati. Per molte imprese, soprattutto medie e piccole, buttare 300 tonnellate di bobine significa una perdita economica enorme, oltre al danno ambientale. La possibilità di sovrastampare offre una via d’uscita concreta, rapida ed economicamente sostenibile.
Rotoprint in queste settimane sta affiancando uffici legali, marketing e qualità per individuare le aree da correggere e studiare l’intervento più adatto. A volte basta coprire una parola, altre volte serve ripensare un’intera area della confezione. La tecnologia permette di intervenire su più supporti e formati, mantenendo inalterata la leggibilità del resto della grafica.
Il futuro del packaging flessibile tra tatto e responsabilità
Il premio per la tecnologia Braille e rilievi a registro indica una direzione precisa per il packaging flessibile. Fino a pochi anni fa, l’innovazione era concentrata quasi esclusivamente sulla grafica visiva e sulla barriera protettiva. Oggi il packaging deve essere anche tattile, accessibile, parlante.
Un logo in rilievo non è solo estetica. È un elemento che aiuta il consumatore a riconoscere il prodotto anche senza guardarlo, che comunica qualità e attenzione al dettaglio. Il Braille a registro, in particolare, risponde a una domanda di accessibilità che la normativa europea sta rendendo sempre più centrale, anche con l’European Accessibility Act.
Allo stesso tempo, la capacità di recuperare 25 milioni di astucci e centinaia di tonnellate di bobine mostra che il futuro del packaging non è solo fare meglio quello nuovo, ma gestire con intelligenza quello già esistente. In un momento in cui le aziende sono chiamate a ridurre l’impatto ambientale, evitare di trasformare in rifiuto materiale perfettamente utilizzabile è una scelta di responsabilità.
Rotoprint Sovrastampa, una storia di premi e qualità certificata
Rotoprint Sovrastampa srl, con sede a Lainate, è oggi una società con sistema di gestione qualità certificato Uni En Iso 9001 e un palmares internazionale che pochi in Italia possono vantare nel packaging. Oltre al German Packaging Award 2026, l’azienda ha ricevuto If Design Award, Eea European Excellence Award 2025, Prestige Award 2025, Worldstar Award Ipack Ima Expo 2015 e Certificate of Merit Sustainability 2015 della Wpo, Resource Efficiency Alufoil Trophy 2014 della Eafa, Environmental e Sustainability Achievement Award 2013 della Fpa, Corriere della Sera Sette Green Awards 2012, Technical Innovation Packaging Award 2012 della Gaa, Era Packaging Innovation Award 2011, Innovation Award 2011 della Plga e Oscar dell’Imballaggio 1993 dell’Istituto Italiano dell’Imballaggio.
Numeri e premi che raccontano una specializzazione costruita nel tempo, ma che non ha mai perso il contatto con il problema più concreto: cosa fare quando un imballaggio ha un errore o una norma cambia. La risposta, dal 1978 a oggi, è sempre la stessa: sovrastampare invece di buttare.
Con il riconoscimento tedesco e il lavoro di recupero in corso, Rotoprint conferma il suo ruolo di ponte tra innovazione e sostenibilità. Da un lato salva dal macero 300 tonnellate di bobine e 25 milioni di astucci, dall’altro porta il Braille sul packaging flessibile e vince tra oltre 200 candidature da 17 Paesi. Due risultati diversi, una sola idea di fondo: il packaging migliore è quello che non spreca nulla, né materiale né opportunità di comunicare con tutti.
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