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    Etica e politica secondo Don Sacca’

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    By Redazione on 15 Luglio 2026 Eventi
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    Può esistere una politica senza etica? Il confronto alla Camera dei Deputati

    Roma, 14 Luglio 2026 – Si può governare, legiferare, amministrare senza una bussola morale? È la domanda che ha aperto questa mattina i lavori del convegno “L’Etica della Politica – Il bene comune: un tesoro da custodire in vasi d’argilla”, ospitato nella prestigiosa Sala del Refettorio della Camera dei Deputati.

    La risposta emersa dalle ore di dialogo è stata chiara: no. Una politica senza etica non è servizio, è potere. E il potere, senza responsabilità, svuota le istituzioni e allontana i cittadini.

    L’etica della politica è tornata così al centro del dibattito pubblico, con un confronto che ha unito istituzioni, mondo ecclesiale, accademia e società civile attorno a parole semplici ma impegnative: responsabilità, legalità, coscienza, bene comune.

    Un convegno partecipato nel cuore delle istituzioni

    La scelta della sede non è casuale. La Sala del Refettorio della Camera dei Deputati ha accolto autorità, docenti, studenti, rappresentanti del terzo settore e cittadini. Una platea attenta, che ha seguito con partecipazione un programma costruito per rimettere al centro il senso del servizio pubblico.

    Moderare la giornata è stato un compito che ha richiesto equilibrio tra rigore istituzionale e apertura al confronto umano. L’obiettivo era uno solo: restituire dignità a un lessico che troppo spesso viene dato per scontato, ma che nella pratica quotidiana fa la differenza tra amministrazione e cura della comunità.

    Il titolo del convegno, “Il bene comune: un tesoro da custodire in vasi d’argilla”, richiama la fragilità e il valore insieme. Il bene comune è prezioso, ma va protetto ogni giorno. Si crepa se lo si dà per scontato. Si rafforza se lo si educa.

    Le parole chiave: responsabilità, legalità, coscienza e bene comune

    Durante la mattinata sono emersi quattro pilastri, ripetuti in tutti gli interventi come un filo rosso.

    Responsabilità prima di tutto. Chi sceglie di occuparsi della cosa pubblica risponde non solo davanti alla legge, ma davanti alle persone. Risponde delle scelte, dei tempi, delle omissioni.

    Legalità come condizione minima. Le regole non sono un ostacolo alla politica, sono la sua grammatica. Senza legalità non c’è fiducia, e senza fiducia le istituzioni restano gusci vuoti.

    Coscienza come guida interna. Le leggi da sole non bastano. Serve una coscienza formata, capace di distinguere tra ciò che è lecito e ciò che è giusto, tra convenienza e dovere.

    Bene comune come orizzonte. La politica non è la somma di interessi particolari. È la ricerca faticosa di ciò che unisce, di ciò che permette a tutti di vivere meglio.

    Queste parole, oggi più che mai, chiedono di essere vissute e non solo pronunciate.

    L’intervento del Prof. Don Gaetano Maria Saccà

    Un ringraziamento particolare va al Prof. Don Gaetano Maria Saccà, Sacerdote, Teologo, Canonista, Docente universitario e studioso delle scienze umane. La sua relazione è stata il cuore scientifico e umano della giornata.

    Con competenza e rigore, Don Saccà ha ricordato che l’etica non è un ideale astratto da collocare in un libro. È il fondamento indispensabile di ogni autentico servizio alle istituzioni e alla collettività. Ha parlato di politica come vocazione, come “amore per la città” nel senso più alto del termine.

    Il suo intervento ha messo in luce un punto spesso dimenticato: l’etica precede la tecnica. Prima delle procedure, dei regolamenti, delle strategie di comunicazione, c’è la domanda: “a chi sto servendo e perché?”. Senza questa domanda, anche la migliore legge rischia di restare inapplicata.

    La riflessione di Don Saccà ha lasciato nei presenti un’impressione profonda, destinata a continuare oltre la conclusione dei lavori. Perché ha parlato non solo ai politici, ma a chiunque abbia a cuore il futuro del Paese.

    Gli altri contributi: istituzioni, Chiesa, società civile e giovani

    Il valore del convegno è stato anche nella pluralità delle voci.

    Il Dott. Claudio d’Alelio Marescotti, Supervisore Generale dell’Osservatorio Finanziario Europeo Antimafia ed Antiterrorismo OFEACT, ha portato dati, esperienze e allarmi concreti. Ha ricordato come l’assenza di etica apra spazi all’illegalità, alla corruzione e alle infiltrazioni. La legalità, ha sottolineato, si difende anche con strumenti finanziari trasparenti e con controlli indipendenti.

    Mons. Prof. Felicetto Gabrielli, Vicario Generale della Diocesi di Palestrina, e Don Paolo Cola, Diacono della Diocesi di Tivoli e Palestrina, hanno offerto lo sguardo della Chiesa locale. Un punto di vista che non si limita alla denuncia, ma propone educazione, prossimità, accompagnamento delle comunità. La politica, hanno ricordato, ha bisogno di luoghi dove si formano le coscienze.

    A chiudere il cerchio è stato l’intervento del Dott. Marco Leali, giovane biologo e studente del corso di laurea magistrale in Scienze Biologiche. La sua presenza ha dato concretezza al passaggio generazionale. Ha parlato di ricerca, di metodo scientifico, di dubbio e di verifica come atteggiamenti che servono anche in politica. I giovani, ha mostrato, non chiedono slogan. Chiedono coerenza.

    Un grazie sincero va anche a tutte le Autorità intervenute, agli ospiti e ai numerosi partecipanti. La loro presenza ha trasformato il convegno in un momento di crescita reale, non in una semplice cerimonia.

    Il bene comune come tesoro da custodire

    Una frase ha attraversato tutta la mattinata, come un invito e un monito:

    Custodire il bene comune in “vasi d’argilla” significa riconoscere che è fragile. Basta un atto di prepotenza, un favoritismo, un silenzio per incrinare la fiducia. Ma significa anche riconoscere che è un tesoro. Non c’è crescita economica, coesione sociale, sicurezza senza una base etica condivisa.

    Questo è il punto: l’etica non rallenta la politica. La rende possibile nel lungo periodo.

    Lo sguardo al futuro: università e nuove generazioni

    Il convegno di oggi non vuole essere un punto di arrivo. È l’inizio di un percorso.

    Il prossimo appuntamento sarà dedicato al mondo accademico e universitario. Una scelta precisa. È nelle Università, nei centri di ricerca e nelle aule dove si formano le nuove generazioni che prende forma il futuro del nostro Paese.

    Agli studenti, ai ricercatori, ai docenti non è affidato soltanto il compito di acquisire conoscenze. Hanno la responsabilità di trasformarle in coscienza, in innovazione, in servizio.

    L’università è il luogo dove si impara a fare domande scomode. Dove si studia la storia per non ripetere errori. Dove si sperimenta che il confronto tra idee diverse può produrre soluzioni migliori. Portare il tema dell’etica della politica in quel contesto significa investire sul medio e lungo periodo.

    Servono corsi, seminari, laboratori civici. Servono docenti che raccontino esempi virtuosi e anche fallimenti. Servono studenti che escano dall’aula e entrino nelle istituzioni con lo spirito di chi vuole migliorare, non di chi vuole solo occupare una poltrona.

    Perché parlare di etica oggi

    Potremmo chiederci: perché tornare a parlare di etica proprio ora?

    Perché viviamo in un tempo veloce. Le decisioni si prendono in poche ore, le notizie durano un giorno, la rabbia sui social cancella il ragionamento. In questo scenario, l’etica sembra un lusso. In realtà è una necessità.

    Senza etica la politica diventa gestione di emergenze e di consenso. Con l’etica diventa progetto. Diventa la capacità di dire “no” quando serve, anche se costa. Diventa la capacità di spiegare scelte impopolari partendo dal bene di tutti.

    Parlare di etica oggi significa anche rispondere alla sfiducia. Molti cittadini guardano alle istituzioni da lontano. Pensano che “tanto sono tutti uguali”. Un convegno come questo, fatto di volti, storie e competenze diverse, serve a smentire questa frase. Serve a mostrare che esistono persone che scelgono il servizio.

    Dal dibattito all’azione

    Le parole dette questa mattina alla Camera dei Deputati devono ora trasformarsi in gesti.

    Per le istituzioni: più trasparenza, più ascolto, più formazione per chi ricopre incarichi pubblici.
    Per la scuola e l’università: più educazione civica, più attenzione al pensiero critico, più ponti con il mondo del lavoro e della pubblica amministrazione.
    Per i cittadini: più partecipazione, più controllo, più coraggio nel chiedere conto.

    Nessuno può lavarsene le mani. Il bene comune è una responsabilità diffusa.

    Conclusione

    “Può esistere una politica senza etica?” Alla fine della giornata la risposta è arrivata da sola, dalle testimonianze, dai dati, dalle storie raccontate.

    No. Può esistere il potere senza etica. Può esistere la propaganda senza etica. Può esistere l’amministrazione svuotata di senso senza etica. Ma la politica, intesa come cura della comunità, no.

    Il convegno “L’Etica della Politica” ci lascia un compito. Continuare a parlare, studiare, confrontarci. E soprattutto continuare a scegliere, ogni giorno, da che parte stare.

    Perché il futuro non piove dal cielo. Si costruisce. A partire dalla cultura, dalla formazione, dalla responsabilità di ciascuno.

    etica Roma sacca'
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