Allagamenti Vergiate via del monte: la denuncia di un cittadino dopo 20 anni di disagi estivi, caso che stiamo seguendo da tempo e a cui stiamo dando risalto per arrivare ad una conclusione positiva. Gli allagamenti a Vergiate via del monte sono tornati al centro di una segnalazione ufficiale inviata alla Prefettura di Varese. A scrivere è Massimo Vergari, residente da circa 20 anni in via del monte 16 a Sesona, frazione di Vergiate, che racconta di una situazione che si ripete ogni estate quando arrivano i forti temporali. L’acqua invade le abitazioni, blocca le uscite, danneggia il giardino e le auto. La lettera, protocollata dall’Archivio di Gabinetto della Prefettura di Varese con numero 0047902 del 24/08/2026 e inviata il 21/08/2026 anche ai Carabinieri, alla Regione Lombardia e allo Spazio Regione di Varese, chiede un immediato sopralluogo e la messa in sicurezza dell’intera zona. Non è un caso isolato, secondo chi scrive. È un problema strutturale che dura da anni, aggravato dalla conformazione della strada, dagli scarichi dell’autostrada e dalla costruzione di edifici più alti rispetto al livello delle abitazioni esistenti. Una condizione che, quando piove forte, trasforma la via in un punto di raccolta delle acque provenienti da più direzioni. La vicenda riapre un tema molto sentito nel territorio del Basso Varesotto, dove la rapida urbanizzazione degli ultimi anni, con nuovi supermercati e attività commerciali, si è sovrapposta a una rete idraulica che in alcuni punti risulta insufficiente a reggere le cosiddette bombe d’acqua estive. La richiesta del cittadino è chiara. Non un risarcimento, ma un intervento preventivo. Verificare da dove arriva l’acqua, perché il vascone di contenimento non regge, perché nessuno aspira l’acqua quando l’allagamento è in corso e perché, mentre si smantella una vecchia attività come il Sempione legnami, si pensa a un altro supermercato invece che a opere idrauliche. Cosa succede in via del monte a Vergiate quando arriva il temporale Secondo quanto descritto nella segnalazione, la dinamica degli allagamenti Vergiate via del monte è sempre la stessa. Al primo forte temporale estivo, l’acqua inizia ad arrivare dalla strada del Sempione, la storica SS33 che attraversa Vergiate e collega Gallarate a Sesto Calende. Poi, come se non bastasse, arriva l’acqua dallo scarico del ponte dell’autostrada. Il riferimento è al tratto autostradale che sovrappassa la zona di Sesona. In quel punto esiste un vascone contenitivo realizzato in passato proprio per raccogliere le acque di dilavamento, ma quando le precipitazioni sono intense il vascone tracima e l’acqua si riversa verso le abitazioni sottostanti. A questo si aggiunge il contributo delle strade laterali del paese. L’acqua piovana che non viene intercettata dalle caditoie finisce per confluire tutta verso il punto più basso, che è proprio via del monte. Infine, scrive il residente, arriva anche l’acqua dall’adiacente centro commerciale, costruito a una quota più alta rispetto al livello delle case di via del monte. Il risultato è che l’acqua arriva da tutte le parti. Non un rivolo, ma una quantità tale da allagare due abitazioni, il rustico e il giardino. Una situazione che impedisce di uscire di casa, che costringe a rinunciare a partire per le vacanze e che mette a rischio anche gli animali domestici, come il cane che gira in giardino con l’acqua alta. I danni ripetuti alle abitazioni, al giardino e alle auto d’epoca Il cittadino parla di seri danni ripetuti alle due abitazioni. Non si tratta solo di scantinati allagati, ma di danni concreti che si ripetono ogni anno e che richiedono interventi di pulizia, asciugatura, ripristino di intonaci e pavimenti. Nel giardino l’acqua alta compromette piante, recinzioni e attrezzature esterne. Ma il punto più delicato riguarda le auto. Il residente dichiara di possedere auto d’epoca, custodite insieme alle altre auto della famiglia, e che sono state più volte allagate insieme ai veicoli di uso quotidiano. Per chi colleziona auto storiche, un allagamento non è solo un disagio. Significa infiltrazioni nei circuiti elettrici, danni alla tappezzeria, ossidazione, perdita di valore di mezzi che spesso hanno un valore affettivo oltre che economico. La paura, scrive, è quella di non riuscire più a uscire di casa e di non poter mettere al sicuro i mezzi quando l’acqua inizia a salire troppo in fretta. La condizione psicologica è quella di non sentirsi tranquilli quando piove. Un disagio che chi abita in zone a rischio idrogeologico conosce bene. Si guarda il meteo con ansia, si controlla il livello dell’acqua in strada, si tiene pronto il necessario per cercare di arginare l’ingresso dell’acqua in casa. Perché nessuno interviene ad aspirare l’acqua Uno dei passaggi più forti della lettera riguarda la gestione dell’emergenza. Il residente scrive che non interviene nessuno ad aspirare l’acqua. È successo solo una volta, con i vigili del fuoco. Per il resto, l’acqua resta, ristagna, poi defluisce lentamente lasciando fango e detriti. La domanda è legittima. In caso di allagamenti su pubblica via, la competenza è distribuita tra Comune per la rete di fognatura bianca, Provincia o Anas per la statale del Sempione, società autostradale per gli scarichi del cavalcavia, e Consorzio di bonifica o Regione per i canali secondari. Quando l’acqua arriva da più direzioni, diventa difficile capire chi debba intervenire per primo. La segnalazione inviata a [email protected], a [email protected], a [email protected], a [email protected] e a [email protected] punta proprio a questo. Chiedere che gli enti si parlino e che venga fatto un sopralluogo congiunto, perché il singolo cittadino non può rincorrere cinque uffici diversi mentre la casa si allaga. Il fatto che il documento sia stato protocollato dalla Prefettura di Varese il 24 agosto con la dicitura Archivio di Gabinetto – Prot. N. 0047902 del 24/08/2026 indica che la segnalazione è stata presa in carico a livello istituzionale. La Prefettura, in questi casi, ha un ruolo di coordinamento tra Comune, forze dell’ordine e enti gestori delle strade. Le due cause perse contro Anas e Autostrada per un cavillo Nella lettera c’è un passaggio personale che fa capire quanto la vicenda sia lunga. Il residente precisa di aver perso pure due cause contro Anas e Autostrada per un cavillo. Non entra nel dettaglio dei procedimenti, ma lascia intendere di aver già tentato la strada legale per ottenere il riconoscimento dei danni e la sistemazione della rete di raccolta delle acque. Perdere per un cavillo, nel linguaggio comune, significa spesso prescrizione, difetto di notifica, competenza territoriale o mancata prova del nesso causale tra la gestione della strada e l’allagamento. Sono situazioni frequenti nelle cause per danni da allagamento, dove è difficile dimostrare tecnicamente da dove sia arrivata l’acqua e chi avrebbe dovuto manutenere quel tratto di fossato o di vascone. Questo spiega anche il tono stanco ma determinato della lettera. Dopo vent’anni di residenza e dopo aver tentato la via giudiziaria, il cittadino torna a chiedere un intervento tecnico, non più solo un risarcimento. Chiede che si guardi al problema a monte, prima che l’acqua arrivi in casa. Il caso del vecchio Sempione legnami e il timore di un altro supermercato Un altro elemento che emerge dalla denuncia riguarda lo sviluppo urbanistico della zona. Il residente segnala che nel frattempo sono stati costruiti diversi supermercati e un Burger King, e che ora stanno smantellando il vecchio Sempione legnami e, invece di provvedere ad eventuali lavori idrici, a quanto pare sorgerà un altro supermercato. Il tema è centrale per capire gli allagamenti Vergiate via del monte. Ogni nuova costruzione comporta impermeabilizzazione del suolo. Un piazzale di un supermercato, un parcheggio asfaltato, una copertura commerciale, riducono la capacità del terreno di assorbire l’acqua e aumentano il deflusso superficiale verso le aree circostanti. Se a valle di questi nuovi piazzali ci sono abitazioni più basse, senza un adeguato sistema di laminazione, il rischio aumenta. La zona di Vergiate, tra Sempione e autostrada, ha visto negli ultimi dieci anni una forte espansione commerciale. Da un lato ha portato servizi e occupazione, dall’altro ha messo sotto pressione la rete di smaltimento delle acque meteoriche. Molti cittadini, non solo in via del monte, segnalano che i fossi una volta esistenti sono stati tombati o ridotti per far posto a nuove lottizzazioni. Chiedere che, prima di autorizzare un nuovo supermercato, si facciano lavori idrici, significa chiedere che venga rispettato il principio di invarianza idraulica previsto dalla normativa della Regione Lombardia. Ogni nuovo intervento che impermeabilizza deve prevedere vasche di laminazione o sistemi che trattengano l’acqua e la rilascino lentamente, senza scaricarla tutta sulle case vicine. La richiesta formale: sopralluogo immediato e messa in sicurezza La parte finale della lettera contiene la richiesta esplicita. Chiedo un immediato sopralluogo di tutta l’area se possibile e la messa in sicurezza della nostra zona che quando si allarga da disagio a tutti. Il sopralluogo è lo strumento più semplice e più efficace in questi casi. Permette di verificare sul posto la pendenza delle strade, lo stato delle caditoie, la pulizia del vascone contenitivo del ponte autostradale, la presenza di scarichi abusivi o di ostruzioni, l’altezza del centro commerciale rispetto alle case. La messa in sicurezza, invece, può significare cose diverse. Dalla pulizia straordinaria dei fossi e delle griglie, alla realizzazione di una nuova tubazione che porti l’acqua del Sempione verso un recettore più grande, dalla manutenzione del vascone autostradale alla creazione di un arginello o di una paratia a protezione delle abitazioni di via del monte. Il fatto che la segnalazione sia stata inviata contemporaneamente a Carabinieri, Prefettura e Regione indica la volontà di non lasciare la questione solo al Comune, ma di coinvolgere tutti i soggetti che hanno una parte di responsabilità sulla gestione delle acque. Vergiate e il problema del dissesto idrogeologico estivo Vergiate non è l’unico comune del Varesotto a soffrire gli allagamenti estivi ripetuti. Negli ultimi anni, i temporali di luglio e agosto sono diventati più intensi e concentrati. In pochi minuti cadono decine di millimetri di pioggia che le vecchie fognature, dimensionate per piogge più distribuite, non riescono a smaltire. La zona di Sesona, dove si trova via del monte, è particolarmente esposta perché si trova a valle della statale del Sempione e a ridosso del rilevato autostradale. È una conca naturale dove l’acqua tende ad accumularsi. Se i due sistemi di raccolta, quello stradale e quello autostradale, scaricano entrambi verso lo stesso punto, il vascone di contenimento va in crisi e tracima. A questo si aggiunge il problema dei centri commerciali costruiti più in alto. Quando si costruisce più in alto, anche di un solo metro, si crea un dislivello che in caso di pioggia spinge l’acqua verso il basso. Se non ci sono muri di contenimento o canali di gronda adeguati, l’acqua del piazzale finisce direttamente nei giardini sottostanti. Per questo gli allagamenti non sono solo un fastidio, ma un problema di sicurezza. L’acqua in strada può rendere impraticabile l’accesso ai mezzi di soccorso, può causare cortocircuiti, può trascinare detriti e ostruire ulteriormente gli scarichi. Cosa può fare ora chi abita in zona In attesa di un sopralluogo ufficiale, chi abita in zone soggette ad allagamenti può adottare alcune precauzioni. Documentare con foto e video ogni evento, con data e ora, annotare l’altezza raggiunta dall’acqua e i danni subiti, conservare scontrini e fatture per eventuali richieste di risarcimento, segnalare ogni episodio al Comune tramite Pec o Ufficio tecnico. È utile anche chiedere al Comune l’accesso agli atti relativi alle autorizzazioni edilizie per i nuovi supermercati, per verificare se siano state previste opere di invarianza idraulica, e chiedere alla società autostradale e ad Anas copia dei piani di manutenzione del vascone e delle caditoie del ponte. La Prefettura di Varese, avendo protocollato la segnalazione, potrà ora smistarla al tavolo competente e sollecitare una risposta coordinata. Di solito, in questi casi, viene convocato un incontro con Comune di Vergiate, Polizia Locale, gestori delle strade e Protezione Civile per concordare un cronoprogramma di verifiche. Atto che si è verificato, con la lettera del Vice Prefetto al comune di Vergiate La speranza del residente di via del monte è che questa volta, dopo 20 anni, l’intervento non sia solo un’aspirazione dell’acqua a posteriori con i vigili del fuoco, ma un lavoro preventivo che eviti che l’acqua arrivi. Un caso simbolo di come la crescita commerciale debba fare i conti con l’acqua La vicenda degli allagamenti Vergiate via del monte è emblematica di molte aree della Lombardia dove la crescita commerciale degli ultimi anni non è stata accompagnata da un adeguamento della rete idraulica. Costruire nuovi supermercati, fast food e centri commerciali porta indubbiamente servizi, ma richiede anche una pianificazione che tenga conto di dove finisce l’acqua quando piove forte. Non basta tombare un fosso per fare un parcheggio. Serve capire dove quell’acqua andrà a finire. La denuncia di Massimo Vergari, con toni pacati ma fermi, non cerca polemiche. Chiede solo di poter vivere tranquillo quando piove, di poter andare in vacanza senza paura di tornare e trovare la casa allagata, di poter uscire di casa senza restare bloccato. Una richiesta semplice, che riguarda la sicurezza quotidiana e che merita una risposta tecnica, con un sopralluogo, una verifica del vascone contenitivo fatto in passato, una pulizia delle strade laterali e un controllo su come il centro commerciale adiacente gestisce le sue acque meteoriche. Perché quando l’acqua arriva da tutte le parti, come scrive il cittadino, il problema non è più del singolo, ma di tutta l’area. Articolo precedente su https://ilquotidianoditalia.it/vergiate-va-giardino-allagato-da-anni/ Navigazione articoli Comabbio, i CC sequestrano piante di marijuana