Menaggio, turista olandese disperso nel lago di Como: si tuffa dalla barca con i tre figli a bordo e non rimorso
Dramma a Menaggio: turista olandese disperso nel lago di Como dopo essersi tuffato dalla barca dove si trovavano i suoi tre figli. In corso le ricerche con sommozzatori e Guardia Costiera.
Menaggio, turista olandese disperso nel lago di Como: si tuffa dalla barca con i tre figli a bordo e non riemerge
Dramma nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 25 luglio, nelle acque del lago di Como, al largo di Menaggio. Un turista olandese disperso nel lago di Como è al centro di una complessa operazione di ricerca dopo essersi tuffato dalla barca su cui si trovavano i suoi tre figli e non essere più riemerso in superficie. L’allarme è scattato intorno alle 14:30 e da allora i soccorsi stanno battendo palmo a palmo lo specchio d’acqua.
Secondo le prime informazioni, l’uomo, un cittadino olandese di circa 45 anni in vacanza sul Lario con la famiglia, aveva noleggiato un natante per una gita. A bordo con lui c’erano i tre figli, tutti minorenni. Per cause ancora in fase di accertamento, l’uomo si è tuffato in acqua e dopo pochi istanti è scomparso alla vista dei bambini, che sono rimasti da soli sull’imbarcazione.
Cosa è successo a Menaggio: la ricostruzione
La giornata sembrava perfetta per una gita in barca. Cielo sereno, caldo afoso e lago apparentemente calmo. La famiglia olandese era partita da uno dei pontili di Menaggio, una delle località più amate dai turisti del centro lago, tra Bellagio e Tremezzina.
Arrivati a circa 200-300 metri dalla riva, in una zona dove la profondità del lago supera rapidamente i 100 metri, è accaduto l’impensabile. L’uomo ha deciso di fare un tuffo per rinfrescarsi. Una pratica comune in estate, ma che sul lago di Como nasconde insidie molto diverse rispetto al mare.
I tre figli, che si trovavano a bordo, hanno raccontato ai soccorritori di aver visto il padre entrare in acqua, nuotare per pochi metri e poi chiedere aiuto prima di sparire sotto la superficie. I bambini, sotto shock, sono riusciti a lanciare l’allarme con il cellulare e a farsi sentire da un’altra imbarcazione di passaggio.
Fondamentale è stata la prontezza di un diportista che si trovava nei paraggi. L’uomo ha messo in sicurezza i tre minori, ancorando la barca alla deriva, e ha immediatamente contattato il Numero Unico per le Emergenze 112.
Turista olandese disperso nel lago di Como: le ricerche in corso
Le ricerche del turista olandese disperso nel lago di Como sono scattate immediatamente e sono tuttora in corso. Sul posto sono intervenuti mezzi e uomini del Terzo Nucleo Mezzi Navali della Guardia Costiera di Como, con sede proprio a Menaggio, i Vigili del Fuoco del distaccamento di Dongo e Como con due moto d’acqua e un gommone, i Carabinieri e il personale sanitario del 118 con l’idroambulanza.
Le prime ore sono state dedicate alla ricerca di superficie, con motovedette che hanno setacciato l’area a ventaglio. Successivamente, vista l’assenza di risultati, sono stati allertati i sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Le operazioni sono rese estremamente complesse dalla conformazione del lago.
In quel tratto, il fondale del Lario scende a picco fino a oltre 400 metri di profondità. L’acqua, anche in piena estate, è molto fredda sotto i primi metri e la visibilità è ridotta. Non solo: le correnti sotterranee, alimentate dai venti termici come la Breva, possono spostare un corpo anche a grande distanza in poco tempo.
Secondo quanto si apprende, nelle prossime ore potrebbe essere impiegato anche un ROV, un robot sottomarino filoguidato dotato di sonar e telecamere ad alta definizione, già utilizzato in passato in casi simili sul lago di Como. Lo strumento è fondamentale per scandagliare il fondale dove l’occhio umano non può arrivare.
Le condizioni dei tre figli e il supporto psicologico
I tre figli del turista olandese disperso sono stati riportati a riva a Menaggio e affidati al personale sanitario. Fisicamente stanno bene, non hanno avuto bisogno di ricovero ospedaliero, ma sono in stato di forte shock emotivo.
Con loro c’è ora la madre, che non si trovava a bordo al momento della tragedia, e che è stata raggiunta dai Servizi Sociali del Comune di Menaggio e da una mediatrice culturale per superare la barriera linguistica. Ai bambini è stato offerto supporto psicologico immediato.
La comunità di Menaggio, abituata ad accogliere migliaia di turisti olandesi, tedeschi e inglesi ogni estate, è scossa. “Abbiamo visto arrivare i soccorsi a sirene spiegate, poi le barche che giravano in cerchio al largo. Quando abbiamo capito che c’erano tre bambini da soli in barca, è stato un colpo al cuore”, racconta un residente.
Perché il lago di Como è così pericoloso
La tragedia di oggi riporta al centro dell’attenzione la pericolosità del lago di Como. Ogni estate si registrano incidenti simili. Solo negli ultimi anni, diversi turisti hanno perso la vita dopo essersi tuffati da barche a noleggio.
A differenza del mare, il lago presenta tre pericoli principali sottovalutati:
1. Lo shock termico: La differenza di temperatura tra l’aria, che in questi giorni supera i 35 gradi, e l’acqua, che in profondità non supera i 10-12 gradi, può causare crampi, blocco della respirazione e perdita di conoscenza.
2. La profondità improvvisa: Non c’è una spiaggia che digrada lentamente. In pochi metri si passa da 5 a 100 metri di profondità. Chi non è un nuotatore esperto può trovarsi in difficoltà senza un appiglio.
3. L’assenza del giubbotto salvagente: Sulle barche a noleggio i giubbotti sono obbligatori a bordo, ma non sempre vengono indossati. Un tuffo senza salvagente in acque profonde può diventare fatale anche per chi sa nuotare.
La Guardia Costiera ricorda che è vietato tuffarsi in zone non balneabili e che è sempre consigliabile indossare un salvagente e non allontanarsi mai troppo dall’imbarcazione.
Il precedente di Dongo e il monito della Guardia Costiera
Il caso del turista olandese disperso a Menaggio ricorda da vicino la tragedia di Sergio Corsaro, il turista tedesco di origini salentine scomparso nell’agosto del 2024 al largo di Dongo mentre cercava di salvare i suoi due figli finiti in acqua. Il suo corpo venne ritrovato solo cinque giorni dopo a 220 metri di profondità grazie al ROV dei Vigili del Fuoco.
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Anche allora le ricerche avevano coinvolto sei mezzi navali, la Guardia Costiera del Terzo Nucleo del Lago di Como e i sommozzatori arrivati persino dalla Sardegna.
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Proprio per evitare altre tragedie, la Capitaneria di Porto lancia un appello: noleggiare barche solo presso operatori autorizzati, seguire il briefing di sicurezza, non sovraccaricare il natante, tenere sempre i bambini con il giubbotto indossato e mai, mai tuffarsi da soli quando si è al centro del lago.
Aggiornamenti in tempo reale
Al momento le ricerche del turista olandese disperso nel lago di Como proseguono senza sosta. Il Prefetto di Como è stato informato e il Consolato dei Paesi Bassi in Italia è in contatto con la famiglia per fornire assistenza.
La speranza, seppur flebile con il passare delle ore, è quella di ritrovare l’uomo ancora in vita, magari aggrappato a qualcosa o riuscito a raggiungere la riva in un punto impervio. Le operazioni continueranno anche durante la notte con l’ausilio di fari e termocamere.
Vi terremo aggiornati con tutti gli sviluppi su questa drammatica vicenda che ha colpito Menaggio e l’intero lago di Como.
Se sei in barca sul lago di Como, presta massima attenzione e segnala immediatamente qualsiasi avvistamento al 112 o alla Guardia Costiera al numero 1530.
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