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Tragico omicidio stradale a Maccagno: 17enne morta, indagini della Procura di Varese

 

La Procura di Varese indaga sull’omicidio stradale avvenuto ieri pomeriggio sulla SS 394 tra Maccagno e Zenna. Un’auto ha travolto un gruppo di ragazzi che camminava a lato della carreggiata, uccidendo una 17enne e ferendo altri quattro giovani. Il conducente è ora indagato per omicidio stradale e lesioni gravi. Disposte consulenze cinematica e medico legale per chiarire la dinamica. Si attendono gli esiti degli esami tossicologici sull’uomo alla guida.

 

L’ennesima tragedia sulle strade del Varesotto riaccende il dibattito sulla sicurezza dei pedoni e sull’omicidio stradale. Il fatto è accaduto nel primo pomeriggio di domenica 7 giugno 2026, lungo la Statale 394 che collega Maccagno con Zenna, frazione di confine con la Svizzera. Secondo quanto riferito dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Varese, un veicolo ha investito cinque ragazzi che procedevano a piedi sul margine destro della carreggiata, nello stesso senso di marcia delle auto.

 

L’impatto è stato violentissimo. Per una ragazza di 17 anni, residente in provincia di Varese, non c’è stato nulla da fare. Gli altri quattro giovani sono rimasti feriti. Due di loro sono ancora ricoverati in ospedale: una ragazza all’Ospedale di Monza in condizioni che destano preoccupazione, un’altra al Circolo di Varese in condizioni definite “abbastanza soddisfacenti” ma sotto stretta osservazione. Gli altri due ragazzi, dopo i primi accertamenti sul posto, sono stati trasportati a Varese per controlli più approfonditi ma non sarebbero in pericolo di vita.

 

Cosa è successo sulla SS 394 tra Maccagno e Zenna

 

La dinamica dell’omicidio stradale di Maccagno è ancora al vaglio degli inquirenti. Dal comunicato stampa diramato questa mattina dalla Legione Carabinieri “Lombardia” emergono i primi dettagli ufficiali. I cinque giovani stavano camminando a lato della carreggiata della SS 394, una strada nota per essere stretta e con banchine ridotte, soprattutto nel tratto che costeggia il Lago Maggiore tra Maccagno e Zenna.

 

Erano circa le 14:30 di domenica 7 giugno quando, per cause in corso di accertamento, un’auto che procedeva nella stessa direzione ha investito il gruppo. L’urto ha sbalzato i ragazzi sull’asfalto. Immediata la chiamata al 112. Sul posto sono intervenute diverse ambulanze, l’automedica e l’elisoccorso da Como, oltre ai Vigili del Fuoco e ai Carabinieri della Compagnia di Luino per i rilievi.

 

La 17enne è deceduta poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Le sue amiche e i suoi amici sono stati stabilizzati e trasferiti negli ospedali di Varese e Monza. La SS 394 è rimasta chiusa per oltre quattro ore in entrambe le direzioni per consentire i rilievi della Polizia Stradale e la messa in sicurezza del tratto.

 

Le indagini della Procura di Varese per omicidio stradale

 

La Procura della Repubblica di Varese ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, art 589 bis del Codice Penale, e per lesioni stradali gravi. Il conducente dell’auto, un uomo di cui al momento non sono state rese note le generalità, risulta formalmente indagato.

 

Per ricostruire con esattezza cosa sia accaduto, il Pubblico Ministero ha disposto due accertamenti tecnici fondamentali. Il primo è una consulenza cinematica: un perito analizzerà velocità del veicolo, punto d’urto, tracce di frenata e posizione dei pedoni per stabilire l’esatta dinamica dell’omicidio stradale. Il secondo è una consulenza medico legale che dovrà chiarire le cause del decesso della 17enne e l’entità dei traumi riportati dagli altri quattro ragazzi coinvolti.

 

Un passaggio chiave dell’inchiesta riguarda le condizioni del conducente al momento dell’incidente. Come si legge nella nota dei Carabinieri, la Procura è in attesa dell’esito degli esami tossicologici effettuati sull’uomo. Gli accertamenti serviranno a verificare se si fosse messo al volante dopo aver bevuto alcol o assunto stupefacenti. In caso di positività, scatterebbero le aggravanti previste dal secondo comma dell’art 589 bis CP, che prevede pene da 8 a 12 anni per l’omicidio stradale aggravato.

 

Le condizioni dei ragazzi feriti nell’incidente di Maccagno

 

Il bilancio dell’omicidio stradale di Maccagno è pesantissimo. Una giovane vita spezzata e quattro ragazzi feriti, due dei quali ancora ricoverati. La situazione più delicata riguarda la giovane trasportata in codice rosso all’Ospedale San Gerardo di Monza. Le sue condizioni, a oltre 24 ore dall’incidente, destano ancora forte preoccupazione nei sanitari.

 

Meno grave, ma comunque seria, la posizione della seconda ragazza ricoverata all’Ospedale di Circolo a Varese. Fonti ospedaliere la descrivono in condizioni generali “abbastanza soddisfacenti”, ma resta sotto osservazione per le lesioni riportate e per escludere complicazioni tardive.

 

Per gli altri due giovani coinvolti, un ragazzo e una ragazza, il peggio sembra passato. Dopo essere stati portati in ambulanza al Pronto Soccorso di Varese per accertamenti, i medici hanno sciolto la prognosi. Hanno riportato contusioni e traumi minori e sono già stati dimessi. Resta lo shock per aver assistito alla morte dell’amica 17enne.

 

La SS 394: una strada pericolosa per i pedoni

 

L’omicidio stradale di ieri riporta l’attenzione sulla pericolosità della SS 394 del Verbano Orientale. Il tratto tra Maccagno e Zenna è particolarmente insidioso. La carreggiata è stretta, le curve sono numerose e in molti punti la banchina laterale è quasi inesistente. Chi cammina a piedi è costretto a stare molto vicino alle auto in transito.

 

Non è la prima volta che questa statale è teatro di incidenti gravi. I residenti della zona segnalano da anni la necessità di interventi per la messa in sicurezza dei pedoni, soprattutto nei mesi estivi quando aumentano sia il traffico veicolare sia le persone che si spostano a piedi tra i paesi e verso il lago. Marciapiedi, percorsi protetti e illuminazione sono tra le richieste più frequenti ai Comuni e ad ANAS, ente gestore della strada.

 

Il fatto che i ragazzi camminassero nello stesso senso di marcia delle auto è un elemento che la consulenza cinematica dovrà valutare. Il Codice della Strada raccomanda ai pedoni di procedere sul lato sinistro in senso contrario ai veicoli, proprio per vedere sopraggiungere le auto. Ma su strade senza marciapiede e con banchina stretta, spesso non c’è alternativa sicura.

 

Omicidio stradale: cosa prevede la legge 589 bis CP

 

Il reato di omicidio stradale è stato introdotto nel 2016 per dare una risposta più severa a chi causa la morte di una persona violando le norme sulla circolazione. L’art 589 bis del Codice Penale punisce con la reclusione da 2 a 7 anni chiunque cagioni per colpa la morte di una persona violando il Codice della Strada.

 

La pena però aumenta in modo significativo in presenza di aggravanti. Se il conducente è in stato di ebbrezza alcolica con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, o sotto effetto di stupefacenti, la reclusione va da 8 a 12 anni. È proprio l’ipotesi che la Procura di Varese sta verificando con gli esami tossicologici sull’indagato per l’omicidio stradale di Maccagno.

 

Previste aggravanti anche per eccesso di velocità, attraversamento con semaforo rosso, inversione a U dove vietato e guida contromano. In caso di morte di più persone, come purtroppo poteva accadere ieri, si può applicare l’aumento di pena fino al triplo, ma non oltre i 18 anni complessivi.

 

Oltre alla pena detentiva, scatta sempre la revoca della patente. Il prefetto dispone la sospensione immediata, e in caso di condanna la revoca dura da 15 a 30 anni. Questo significa che l’indagato per l’omicidio stradale di Maccagno, se condannato, non potrà guidare per un periodo lunghissimo.

 

Il dolore della comunità di Maccagno e del Varesotto

 

Maccagno con Pino e Veddasca è una comunità sotto shock. La notizia della morte della 17enne si è diffusa rapidamente domenica sera, lasciando sgomenti residenti e turisti. La ragazza frequentava le scuole superiori e, come tanti suoi coetanei, stava trascorrendo una domenica pomeriggio sul lago con gli amici.

 

Il sindaco ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale e si è stretto al dolore della famiglia. “È una tragedia che colpisce tutti noi”, ha dichiarato. “Una giovane vita spezzata in modo così assurdo e violenta. Siamo vicini ai genitori, ai ragazzi feriti e a tutti i loro amici”. Nei prossimi giorni verrà proclamato il lutto cittadino in concomitanza con i funerali.

 

Anche la Provincia di Varese ha manifestato vicinanza alle famiglie coinvolte. Il presidente ha ricordato come la sicurezza stradale sia una priorità e che episodi come l’omicidio stradale di Maccagno impongono una riflessione seria su prevenzione, controlli e infrastrutture.

 

I prossimi passi dell’inchiesta sull’omicidio stradale

 

Ora l’inchiesta della Procura di Varese entra nella fase tecnica. Nelle prossime ore il PM nominerà i consulenti per la perizia cinematica e per quella medico legale. Agli accertamenti potranno partecipare anche i periti nominati dalle parti, ovvero dall’indagato e dalle famiglie delle vittime.

 

Saranno settimane decisive. La cinematica dovrà rispondere a domande precise: a che velocità andava l’auto? Il conducente ha tentato di frenare? I ragazzi erano visibili? C’erano ostacoli sulla carreggiata? L’illuminazione era sufficiente? La consulenza medico legale dovrà invece stabilire il nesso causale tra l’investimento e il decesso della 17enne, oltre a quantificare i giorni di prognosi per i feriti.

 

Ma l’esito che tutti attendono è quello degli esami tossicologici. Da quel risultato dipenderà gran parte della contestazione penale. Se dovesse emergere positività ad alcol o droghe, la posizione dell’indagato per omicidio stradale si aggraverebbe notevolmente, con il rischio di una pena fino a 12 anni di carcere.

 

Nel frattempo, i Carabinieri di Luino continuano a raccogliere testimonianze. Chiunque abbia visto l’incidente o l’auto nei minuti precedenti è invitato a contattare la Stazione di Maccagno. Anche i video di telecamere private o dashcam possono essere utili per ricostruire la dinamica.

 

Una strage silenziosa: i numeri dell’omicidio stradale in Italia

 

La tragedia di Maccagno si inserisce in un contesto nazionale drammatico. Secondo gli ultimi dati ASAPS e ISTAT disponibili, nel 2025 in Italia gli incidenti con pedoni coinvolti sono stati oltre 18.000, con 480 morti. La Lombardia è tra le regioni con il numero più alto di vittime.

 

L’omicidio stradale resta una delle principali cause di morte per i giovani sotto i 30 anni. Spesso alla base ci sono distrazione, velocità eccessiva e guida in stato alterato. Proprio per questo il legislatore ha inasprito le pene nel 2016, introducendo il reato specifico di omicidio stradale e nautico.

 

Associazioni come l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada chiedono da tempo più controlli con etilometri e drug test, più autovelox nei punti critici e campagne di sensibilizzazione permanenti nelle scuole. “Non possiamo chiamarle fatalità”, ripetono. “Sono tragedie evitabili”.

 

Il caso di Maccagno diventerà probabilmente uno dei processi simbolo del 2026 per l’omicidio stradale nel Varesotto. Una vicenda che terrà con il fiato sospeso un’intera comunità in attesa di giustizia per la 17enne che non c’è più e per i suoi amici feriti.

 

 

Di Redazione

Giuseppe Criseo, editore www.varesepress.info e www.ilquotidianoditalia.it