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    I Carabinieri Forestali di Varese presentano il rapporto 2024
    I Carabinieri Forestali di Varese presentano il rapporto 2024

    Cugliate-Fabiasco, brucia rifiuti

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    By Rossi Alberto on 15 Maggio 2026 Cronaca
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    Cugliate-Fabiasco, combustione illecita rifiuti: denunciato un residente dopo segnalazione di un cittadino

     

    Cugliate-Fabiasco combustione illecita rifiuti: un episodio che mette di nuovo al centro il tema dello smaltimento illegale e dei rischi ambientali legati al bruciare plastica e scarti all’aperto.

    La vicenda è emersa a Cugliate-Fabiasco, in provincia di Varese, grazie all’intervento tempestivo dei Carabinieri Forestali di Luino e Cunardo, attivati da una segnalazione arrivata alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Luino.

     

    Il fatto, avvenuto nelle scorse ore, ha portato alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di un uomo residente in zona per il reato di “Combustione illecita di rifiuti”. Un illecito penale che, come ricordano i militari, può comportare pene fino a cinque anni di reclusione. L’operazione conferma l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine nel contrastare i reati ambientali e tutelare la salute pubblica.

     

    *Come si è svolta l’operazione dei Carabinieri Forestali a Cugliate-Fabiasco*

     

    La dinamica è chiara e ricostruita dal comunicato ufficiale diramato con nota di divulgazione. Tutto parte dalla segnalazione di un cittadino che nota una colonna di fumo sospetta provenire da un’area periferica del comune di Cugliate-Fabiasco. La segnalazione arriva alla Centrale Operativa di Luino, che attiva immediatamente il Nucleo Carabinieri Forestale di Luino, impegnato nel servizio di pronto intervento per le emergenze ambientali.

     

    Sul posto intervengono anche i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Cunardo. L’azione congiunta permette di arrivare rapidamente nell’area indicata. Qui i Carabinieri individuano un grosso bidone metallico da cui si sprigionava una colonna di fumo denso. All’interno del bidone era in corso un rogo alimentato da scarti di varia natura: cartone, plastica, residui che sembravano lana di roccia e altri oggetti metallici.

     

    Gli accertamenti sul posto sono stati rapidi. I militari hanno identificato l’autore del reato, un residente del luogo. Di fronte all’evidenza, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità. La motivazione fornita è stata quella di voler liberarsi dei rifiuti in modo rapido, senza passare per i canali di smaltimento previsti dalla legge. Per lui è scattata la denuncia per combustione illecita di rifiuti, un reato disciplinato dal Codice dell’Ambiente che punisce severamente chi brucia rifiuti al di fuori di impianti autorizzati.

     

    *Perché la combustione illecita di rifiuti è un reato così grave*

     

    I Carabinieri Forestali colgono l’occasione per ribadire un concetto fondamentale: smaltire i rifiuti tramite incenerimento all’aperto non è solo illegale, ma estremamente dannoso. Quando si bruciano materiali misti, in particolare plastica e isolanti, si liberano nell’atmosfera sostanze altamente tossiche.

     

    Tra queste ci sono le diossine, composti organici clorurati noti per la loro persistenza nell’ambiente e per gli effetti nocivi sulla salute umana. A queste si aggiungono polveri sottili PM10 e PM2.5, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti e altre sostanze inquinanti. L’impatto non si ferma all’aria. Le ceneri prodotte dalla combustione ricadono al suolo e contaminano in modo persistente terreni e falde acquifere. Questo significa che il danno si protrae nel tempo, entrando potenzialmente nella catena alimentare e nell’acqua che beviamo.

     

    C’è poi un rischio concreto di innesco di incendi boschivi. Un bidone acceso in una zona con vegetazione secca può trasformarsi in pochi minuti in un incendio di vaste proporzioni, con conseguenze anche più gravi per l’ambiente e per la sicurezza delle persone.

     

    *Il ruolo della segnalazione del cittadino e della Centrale Operativa di Luino*

     

    L’esito positivo dell’operazione di Cugliate-Fabiasco è il risultato di una sinergia che funziona. Da un lato c’è la sensibilità di un cittadino che ha scelto di non girare lo sguardo dall’altra parte. Dall’altro c’è la reattività della Centrale Operativa dei Carabinieri di Luino, che ha smistato la segnalazione in tempi rapidi, e l’intervento coordinato dei Nuclei Forestali di Luino e Cunardo.

     

    Questo caso mostra come il monitoraggio capillare del territorio resti uno degli strumenti più efficaci per reprimere i reati a danno dell’ambiente. Le pattuglie dei Carabinieri Forestali non possono essere ovunque, ma la rete di attenzione che si crea quando i cittadini collaborano permette di intercettare gli illeciti sul nascere. La rapidità d’azione è fondamentale: intervenire mentre il rogo è ancora in corso significa poter raccogliere prove, identificare i responsabili e fermare l’emissione di sostanze tossiche.

     

    *Cosa dice la legge sulla combustione illecita di rifiuti in Italia*

     

    Il reato contestato rientra nell’articolo 256-bis del Decreto Legislativo 152/2006, il Testo Unico Ambientale. La norma punisce chiunque bruci rifiuti al di fuori di impianti autorizzati. La pena prevista è la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il reato è commesso in forma organizzata o riguarda rifiuti pericolosi, le pene si alzano.

     

    La ratio della norma è chiara: evitare che lo smaltimento selvaggio diventi una pratica diffusa. Gli impianti autorizzati sono dotati di sistemi di filtraggio e controllo delle emissioni che riducono drasticamente l’impatto ambientale. Bruciare in un bidone, in un campo o nel proprio giardino significa bypassare tutti questi controlli e riversare nell’ambiente sostanze non trattate.

     

    È importante ricordare che, come specificato nel comunicato dei Carabinieri, l’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile. La comunicazione del fatto rispetta i diritti dell’indagato e il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

     

    *I rischi per la salute pubblica legati al bruciare plastica e scarti*

     

    Quando si parla di combustione di plastica, il pericolo principale sono le diossine. Queste sostanze si formano quando materiali clorati, come il PVC presente in molti imballaggi e tubazioni, vengono bruciati a temperature non controllate. Le diossine sono bioaccumulabili: una volta rilasciate nell’ambiente si depositano nel suolo, nell’acqua e nei tessuti animali e vegetali. L’uomo le assume principalmente attraverso l’alimentazione.

     

    Gli effetti sulla salute sono documentati: interferenze endocrine, problemi al sistema immunitario, effetti sullo sviluppo fetale e aumento del rischio cancerogeno. Le polveri sottili prodotte dalla combustione penetrano in profondità nei polmoni e nel circolo sanguigno, aggravando patologie respiratorie e cardiovascolari.

     

    Bruciare anche la lana di roccia, come sembra fosse presente nel bidone di Cugliate-Fabiasco, libera fibre minerali che possono irritare le vie respiratorie e la pelle. I residui metallici, se riscaldati, rilasciano metalli pesanti come piombo, cadmio e mercurio, che hanno effetti neurotossici e si accumulano nell’organismo.

     

    *Come smaltire correttamente i rifiuti a Cugliate-Fabiasco e in provincia di Varese*

     

    La soluzione al problema non è bruciare, ma seguire le regole di raccolta differenziata e conferimento previste dal Comune e da Aemme Linea Ambiente, il gestore del servizio nella zona di Varese.

     

    Per i rifiuti urbani indifferenziati, organici, carta, plastica, vetro e metalli esistono i contenitori stradali e il servizio di raccolta porta a porta in molte zone. I rifiuti ingombranti, i RAEE, gli sfalci verdi e i materiali edili in piccole quantità vanno portati alle piattaforme ecologiche. Nel caso di Cugliate-Fabiasco, la piattaforma di riferimento è quella di Cremenaga o di Luino, a seconda della zona.

     

    Se un cittadino ha dubbi su come smaltire un determinato materiale, può consultare il sito del Comune di Cugliate-Fabiasco, contattare l’ufficio ambiente o chiamare il numero verde del gestore. Esistono anche servizi a pagamento per il ritiro a domicilio di ingombranti.

     

    Bruciare per “fare prima” non fa risparmiare tempo né denaro. Il costo di una denuncia penale, delle eventuali sanzioni amministrative e del danno ambientale è infinitamente superiore a quello del corretto smaltimento.

     

    *Il lavoro dei Carabinieri Forestali nel contrasto ai reati ambientali*

     

    Il Nucleo Carabinieri Forestale di Luino e il Nucleo di Cunardo fanno parte del Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica. La loro attività si concentra su controlli in materia di rifiuti, scarichi idrici, emissioni in atmosfera, incendi boschivi, tutela della flora e della fauna protetta.

     

    L’attività di pronto intervento per le emergenze ambientali è attiva 24 ore su 24. Quando arriva una segnalazione, i militari sono addestrati a intervenire rapidamente, mettere in sicurezza l’area, raccogliere campioni per le analisi e identificare i responsabili.

     

    Nel caso specifico di Cugliate-Fabiasco, l’intervento congiunto di due nuclei ha permesso di coprire l’area in tempi brevi e di gestire l’operazione in modo coordinato. Per contattare il Nucleo Carabinieri Forestale di Luino in caso di emergenza ambientale si può fare riferimento alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Luino. Il contatto indicato nel comunicato è il Ten. Col. Fabio Scordo, cell. 3316985845.

     

    *Cosa rischia chi viene denunciato per combustione illecita*

     

    Una volta denunciata la persona all’Autorità Giudiziaria, si apre un procedimento penale. Nella fase delle indagini preliminari, come specificato nel comunicato, la persona è presunta innocente. Sarà il pubblico ministero a valutare gli elementi raccolti dai Carabinieri e a decidere se chiedere il rinvio a giudizio.

     

    Se il processo arriva a sentenza di condanna, oltre alla pena detentiva, il giudice può disporre il risarcimento del danno ambientale, la bonifica dell’area e la confisca delle attrezzature utilizzate per il reato. A queste si aggiungono spesso sanzioni amministrative per violazioni del regolamento comunale di igiene urbana.

     

    Anche senza arrivare al penale, chi viene sorpreso a bruciare rifiuti rischia sanzioni amministrative che possono arrivare a diverse migliaia di euro. La normativa è chiara e non ammette eccezioni: il solo fatto di appiccare il fuoco a rifiuti costituisce illecito.

     

    *L’importanza della prevenzione e dell’educazione ambientale*

     

    Episodi come quello di Cugliate-Fabiasco dimostrano che la repressione da sola non basta. Serve un lavoro di prevenzione che passi attraverso l’informazione e l’educazione ambientale. Molte persone ancora non conoscono le alternative legali allo smaltimento fai-da-te o sottovalutano i danni causati dalla combustione di plastica.

     

    Le scuole, le associazioni locali e i Comuni hanno un ruolo chiave nel diffondere queste informazioni. Campagne di sensibilizzazione, incontri pubblici e materiali informativi distribuiti porta a porta possono ridurre il numero di comportamenti illeciti.

     

    Anche i social network locali e i gruppi di quartiere possono diventare canali utili per segnalare comportamenti sospetti e diffondere le regole corrette di smaltimento. La tutela dell’ambiente è un bene comune: ognuno ha la responsabilità di fare la propria parte.

     

    *Cosa fare se si assiste a una combustione illecita di rifiuti*

     

    Se noti fumo anomalo, odore di plastica bruciata o vedi qualcuno che sta bruciando rifiuti in un bidone o a terra, non intervenire direttamente. La cosa più efficace è chiamare immediatamente il 112 e fornire indicazioni precise sul luogo. Una descrizione dettagliata aiuta i Carabinieri Forestali a intervenire più velocemente.

     

    Se possibile, senza metterti in pericolo, annota targa di veicoli, orari e qualsiasi elemento utile all’identificazione. Le segnalazioni possono essere anonime. Il caso di Cugliate-Fabiasco dimostra che una singola telefonata può bloccare un reato in corso e prevenire danni ambientali e sanitari.

     

    Conclusioni su quanto accaduto a Cugliate-Fabiasco

     

    La vicenda della combustione illecita di rifiuti a Cugliate-Fabiasco è un esempio concreto di come il controllo del territorio funzioni quando cittadini e forze dell’ordine collaborano. L’intervento rapido dei Carabinieri Forestali di Luino e Cunardo ha permesso di fermare il rogo, identificare il responsabile e avviare il procedimento penale.

     

    Resta il dato di fondo: bruciare rifiuti all’aperto è una pratica illegale e pericolosa. I rischi per l’aria, il suolo, l’acqua e la salute pubblica sono reali e documentati. Le alternative legali esistono e sono accessibili a tutti.

     

    La strada per ridurre questi episodi passa per la conoscenza delle regole, per il senso civico e per la volontà di non abbassare lo sguardo di fronte agli illeciti ambientali. Il territorio della provincia di Varese, con le sue aree boschive e agricole, merita una protezione costante. E la tutela parte proprio da gesti semplici, come una telefonata al momento giusto.

     

    Domande frequenti sulla combustione illecita di rifiuti a Cugliate-Fabiasco

     

    Qual è la pena per chi brucia rifiuti all’aperto?

    La pena prevista dall’art. 256-bis del http://D.Lgs. 152/2006 va da sei mesi a cinque anni di reclusione. A questa si possono aggiungere sanzioni amministrative e l’obbligo di bonifica.

     

    Posso bruciare scarti vegetali nel mio giardino?

    No, salvo deroghe specifiche previste dal regolamento comunale e solo in determinati periodi e condizioni. Nella maggior parte dei casi anche gli scarti vegetali vanno conferiti al servizio di raccolta o portati alla piattaforma ecologica.

     

    Come segnalo una combustione illecita in provincia di Varese?

    Chiama il 112 e fornisci l’indirizzo preciso e una descrizione dell’accaduto. Puoi contattare anche il Nucleo Carabinieri Forestale di Luino tramite la Centrale Operativa di Luino.

     

    I Carabinieri possono entrare in proprietà privata per controllare?

    Sì, in caso di flagranza di reato o per prevenire un pericolo imminente per la salute pubblica e l’ambiente, le forze dell’ordine possono intervenire.

     

    *Cosa succede ai rifiuti sequestrati dopo un intervento?*

    Vengono campionati per le analisi e successivamente smaltiti come rifiuti speciali a spese del responsabile, se individuato.

     

    Se vivi a Cugliate-Fabiasco o nei comuni limitrofi e hai dubbi su come smaltire un rifiuto particolare, vuoi sapere gli orari della piattaforma ecologica o vuoi capire come fare una segnalazione anonima, fammi sapere la tua situazione specifica e ti cerco i riferimenti aggiornati del tuo Comune.

    Altre news su http://www.ilquotidianoditalia.it

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