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    Aeroporti, saltare le code senza dati biometrici

    0
    By Redazione Consumatori on 7 Agosto 2026 Consumatori
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    Sistema EES in affanno: aeroporti e compagnie aeree chiedono lo stop a Piantedosi

     

    Il siistema EES manda in tilt gli aeroporti italiani. Assaeroporti, IATA e altre sigle scrivono a Piantedosi: code fino a 3 ore e rischio paralisi estiva. Chiesta più flessibilità.

    —

    Il sistema EES è diventato un caso nazionale. Le principali associazioni del trasporto aereo italiano hanno scritto al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedere un intervento urgente a Bruxelles e lo stop, o quantomeno una profonda revisione, dell’Entry/Exit System. La denuncia è chiara: code fino a tre ore ai controlli di frontiera, e-gates in blocco e rischio concreto di paralisi durante i picchi estivi.

    Un fronte comune, compatto e allarmato. A firmare la lettera del 23 aprile 2026 sono Assaeroporti, Aeroporti 2030, IATA, IBAR e AICALF, ovvero l’intera filiera che rappresenta gestori aeroportuali e vettori che operano in Italia, dalle grandi compagnie di bandiera alle low-cost.

    Cos’è il sistema EES e perché sta creando problemi

    Il sistema EES, acronimo di Entry/Exit System, è il nuovo sistema comunitario voluto dall’Unione Europea per registrare automaticamente i cittadini extra-UE in ingresso e in uscita dall’area Schengen. Sostituisce il timbro sul passaporto con una registrazione digitale che include dati biometrici, impronte digitali, foto facciale, data e luogo di ingresso e uscita.

    Sulla carta, l’obiettivo è nobile: rafforzare la sicurezza, contrastare i soggiorni irregolari e modernizzare i controlli di frontiera. Nella pratica, la sua entrata a pieno regime sta mostrando criticità enormi.

    Ogni passeggero extra-Schengen deve essere registrato al primo ingresso. Questo significa tempi di controllo molto più lunghi rispetto al passato. Se prima il controllo di un passaporto extra-UE richiedeva pochi secondi, oggi con il sistema EES servono minuti. Moltiplicato per centinaia di passeggeri di un volo intercontinentale, il risultato è un collo di bottiglia ingestibile.

    La richiesta a Piantedosi: più flessibilità e possibilità di sospendere il sistema EES

    Nel comunicato stampa congiunto, le associazioni non chiedono l’abolizione definitiva del sistema EES, ma una revisione urgente del quadro normativo che lo disciplina.

    La richiesta specifica rivolta al Ministro Piantedosi è una sola ma fondamentale: concedere agli Stati membri la possibilità di sospendere, anche totalmente, l’utilizzo del sistema in presenza di livelli di congestione tali da compromettere la regolarità delle operazioni aeroportuali.

    In altre parole, quando la coda supera un livello di guardia e l’aeroporto rischia di andare in tilt, le autorità di frontiera dovrebbero avere il potere legale di staccare la spina all’EES e tornare al controllo tradizionale, per smaltire il flusso e garantire l’ordine pubblico.

    Attualmente, il regolamento europeo è troppo rigido e non prevede questa valvola di sfogo.

    Le associazioni riconoscono, e lo sottolineano nella lettera, la proficua collaborazione con il Ministero dell’Interno, che ha messo in campo tutte le azioni consentite dalla normativa per limitare le criticità negli scali nazionali. Ma le azioni nazionali non bastano più. Serve una modifica a livello europeo.

    Code fino a tre ore e e-gates bloccati: la situazione negli aeroporti italiani

    I numeri che emergono dagli scali italiani ed europei sono allarmanti. Negli ultimi giorni, con l’aumento del traffico primaverile, si sono registrati tempi di attesa ai controlli di frontiera fino a tre ore.

    Tre ore di coda dopo un volo intercontinentale di dieci ore. Un’esperienza devastante per il passeggero, ma anche un incubo logistico per gli aeroporti.

    Le ripercussioni sono pesanti e a cascata:

    1. Rischio perdita coincidenza: I passeggeri in transito rischiano di perdere il volo successivo, con costi di riprotezione a carico delle compagnie.

    2. Problemi di ordine pubblico: Code chilometriche nelle aerostazioni creano tensione, assembramenti e richiedono un impiego straordinario di personale di sicurezza.

    3. Ritardi a catena: L’impossibilità di sbarcare i passeggeri in arrivo in tempi rapidi blocca gli stand, ritarda le pulizie e le operazioni di imbarco dei voli in partenza.

    Tra le criticità più gravi segnalate dalle associazioni del trasporto aereo c’è il rallentamento significativo, e in alcuni casi il blocco totale, degli e-gates. I varchi automatici, che dovevano essere il fiore all’occhiello della digitalizzazione e servire a snellire i flussi per i cittadini UE, vanno in sovraccarico perché il sistema centrale EES rallenta o si blocca, creando un effetto domino anche sui passeggeri europei che nulla c’entrano con la registrazione extra-UE.

    Estate 2026 a rischio: l’allarme per il picco di traffico

    Se la situazione è già critica ad aprile, cosa accadrà a luglio e agosto? Questo è il timore più grande che ha spinto le associazioni a scrivere a Piantedosi.

    L’estate 2026 si preannuncia da record per il turismo in Italia. Con il Giubileo ancora in coda, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina alle porte e un mercato intercontinentale in piena ripresa da USA, Canada, Asia e Medio Oriente, gli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Venezia, Napoli e Catania si preparano ad accogliere milioni di passeggeri extra-Schengen.

    Senza una maggiore flessibilità del sistema EES, il rischio è una paralisi vera e propria. Un’estate di caos mediatico internazionale, con foto di turisti accampati a terra che farebbero il giro del mondo, danneggiando l’immagine del Paese.

    La FTO, la Federazione Turismo Organizzato, ha rincarato la dose: “Se l’EES nasce come strumento europeo, deve essere applicato in modo uniforme e solo quando ci sono davvero tutte le condizioni per farlo funzionare bene”. Un messaggio chiaro: l’obiettivo è condiviso, ma servono tempi adeguati.

    Cosa succede ora? Le possibili soluzioni per il sistema EES

    La palla passa ora al Ministro Piantedosi, chiamato a portare la questione al prossimo Consiglio Giustizia e Affari Interni dell’UE.

    Le soluzioni sul tavolo, secondo gli addetti ai lavori, sono tre:

    Soluzione 1: Clausola di salvaguardia nazionale. Introdurre una norma che permetta a ogni Stato di sospendere l’EES per un periodo limitato (es. 6-12 ore) quando il tempo di attesa supera i 90 minuti.

    Soluzione 2: Implementazione graduale e selettiva. Applicare inizialmente il sistema EES solo ai passeggeri di prima registrazione e non ad ogni singolo transito, o limitarlo inizialmente solo ai grandi hub.

    Soluzione 3: Potenziamento organici e infrastruttura. Aumentare il personale della Polizia di Frontiera e investire in server e kioschi di pre-registrazione per velocizzare i tempi. Una soluzione a medio termine che però non risolve l’emergenza immediata.

    Per i viaggiatori che nelle prossime settimane dovranno prendere un volo extra-Schengen, il consiglio è uno solo: presentarsi in aeroporto con largo anticipo, almeno 3 ore prima per i voli intercontinentali, e armarsi di pazienza.

    Il sistema EES è necessario per la sicurezza europea, ma così com’è rischia di far perdere competitività all’intero sistema aeroportuale italiano. L’appello a Piantedosi è l’ultimo tentativo di evitare il caos estivo.

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    Redazione Consumatori
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