Saronno, allarme doppi turni allo Zappa: Monti chiede subito un tavolo per trovare soluzioni
Saronno rischia di iniziare l’anno scolastico con lezioni su due turni. La causa è l’avvio dei lavori di riqualificazione dell’ITC Gino Zappa, un intervento da oltre 6 milioni di euro atteso da anni. Una buona notizia per la città, che però ora si scontra con un problema logistico rimasto senza risposta.
Saronno. A lanciare l’allarme è Emanuele Monti, consigliere regionale della Lombardia. Il 21 agosto 2026 ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo istituzionale per evitare che studenti e famiglie di Saronno paghino le conseguenze di una programmazione arrivata troppo tardi.
La consegna del cantiere è prevista per il 24 agosto e i lavori dureranno 366 giorni. Per più di un anno la scuola dovrà ridurre gli spazi disponibili e organizzare le lezioni in fascia antimeridiana e pomeridiana.
Un investimento atteso che rischia di diventare un problema.
L’intervento allo Zappa è finanziato da Regione Lombardia con oltre 6,1 milioni di euro su un totale di circa 6,3 milioni. L’obiettivo è chiaro: rendere la scuola più moderna, efficiente e adeguata alle esigenze di studenti e personale.
“È una buona notizia per Saronno e per tutto il territorio”, spiega Monti. “Finalmente si realizzano lavori attesi da anni. Ma proprio perché parliamo di un investimento importante e positivo, è inaccettabile che a pochi giorni dall’avvio del cantiere ci si trovi a dover affrontare una situazione organizzativa così pesante senza che sia stata predisposta per tempo una soluzione logistica adeguata”.
Secondo la comunicazione ufficiale dell’Istituto, i lavori interesseranno progressivamente tre porzioni dell’edificio. Questo comporterà una significativa riduzione degli spazi. La scuola ha già informato che, allo stato attuale, non sono stati individuati ulteriori locali idonei a consentire la presenza di tutte le classi nella fascia del mattino.
Il risultato è che i doppi turni rischiano di diventare la soluzione ordinaria per tutta la durata del cantiere.
Cosa significa per studenti e famiglie di Saronno.
L’ipotesi del doppio turno non è un dettaglio. Cambia la vita quotidiana di centinaia di famiglie di Saronno e dei comuni vicini.
Gli studenti saranno costretti a frequentare le lezioni anche nel pomeriggio. Per chi lavora significa dover gestire accompagnamenti e rientri in orari diversi dal solito. Per molti ragazzi significa dire addio allo sport e alle attività extrascolastiche che si svolgono proprio nel pomeriggio.
C’è poi il tema dei trasporti. Gli orari scolastici dovranno essere compatibili con le corse di treni e autobus. A Saronno il nodo dei collegamenti è centrale, e un cambio di orario su larga scala può creare sovraffollamento e ritardi.
“Le conseguenze sono evidenti”, sottolinea Monti. “Difficoltà per le famiglie che lavorano, problemi nell’organizzazione, limitazioni per lo sport e per tutte le altre attività pomeridiane. Non possiamo scaricare tutto questo sulle spalle dei ragazzi e dei genitori”.
La richiesta di Monti: un tavolo operativo già la prossima settimana
Per evitare che la situazione precipiti, il consigliere regionale chiede un intervento immediato.
“Chiedo che vengano convocati già la prossima settimana la dirigente scolastica, i rappresentanti dei genitori e del personale, l’Ufficio scolastico territoriale e l’Ufficio scolastico regionale, il Comune di Saronno, la Provincia di Varese, Regione Lombardia e gli altri enti locali interessati”.
Non deve essere un incontro di facciata, precisa Monti. Serve un tavolo operativo con un obiettivo preciso: trovare soluzioni logistiche immediate per evitare o ridurre drasticamente il ricorso ai doppi turni.
Il punto di partenza deve essere Saronno. Bisogna mappare tutti gli spazi disponibili. Edifici pubblici, strutture di altri enti, aule in comodato da altri istituti scolastici. Qualsiasi opzione deve essere valutata per permettere di mantenere lezioni prevalentemente al mattino.
Contemporaneamente va affrontato il tema dei trasporti. Se alcune classi dovranno comunque andare al pomeriggio, occorre garantire collegamenti sicuri e coordinati con le esigenze delle famiglie.
Perché il problema è nato tardi
Il nodo sollevato da Monti è quello dei tempi. Un cantiere da 366 giorni e da oltre 6 milioni non nasce dall’oggi al domani. Era noto da tempo che l’ITC Gino Zappa avrebbe avuto bisogno di una riqualificazione profonda.
“Un intervento di questa dimensione era noto da tempo e non è pensabile che la questione della logistica venga affrontata soltanto a ridosso dell’apertura del cantiere”, afferma il consigliere.
Regione Lombardia ha fatto la sua parte stanziando le risorse. Ora, secondo Monti, tocca agli enti locali e alla scuola coordinarsi per gestire la fase dei lavori.
“Ritengo incredibile che si possa arrivare a pochi giorni dall’inizio di lavori destinati a durare oltre un anno senza che sia stato promosso per tempo un tavolo tra scuola, Comune e Provincia per pianificare le conseguenze sulla popolazione scolastica”.
Cosa si può fare: le possibili soluzioni per Saronno.
Il tavolo richiesto dovrà lavorare su più fronti. Le ipotesi sul tavolo sono diverse e tutte richiedono collaborazione tra enti.
Prima opzione: individuare spazi alternativi a Saronno. Palestre scolastiche, centri civici, sedi di associazioni e altri edifici pubblici potrebbero essere utilizzati per ospitare alcune classi, almeno nelle ore del mattino.
Seconda opzione: accordi con altri istituti.
A Saronno sono presenti altre scuole superiori. Una condivisione temporanea di aule e laboratori potrebbe alleggerire la pressione sullo Zappa.
Terza opzione: turnazione ridotta. Se non sarà possibile evitare del tutto i doppi turni, l’obiettivo deve essere limitarli al minimo e solo per alcune classi o per alcuni giorni della settimana.
Quarta opzione: trasporti. In accordo con Provincia e gestori del trasporto pubblico locale, vanno previste corse aggiuntive negli orari di ingresso e uscita, soprattutto nel pomeriggio.
“Bisogna partire da Saronno e verificare ogni possibilità”, insiste Monti. “La collaborazione tra tutti gli enti è l’unica strada per non lasciare soli studenti e famiglie”.
Regione Lombardia ha fatto la sua parte.
Il finanziamento regionale è un segnale forte. Oltre 6,1 milioni su 6,3 totali significano che la Regione crede nell’investimento sullo Zappa.
L’intervento porterà benefici concreti: aule più efficienti dal punto di vista energetico, spazi più sicuri, laboratori adeguati alle nuove esigenze della formazione tecnica e professionale.
“Regione Lombardia ha fatto la propria parte mettendo risorse importanti per un intervento che Saronno aspettava da anni”, ricorda Monti. “Adesso è necessario che anche la programmazione logistica sia all’altezza di questo investimento”.
Senza una gestione attenta della fase di cantiere, però, il rischio è che la percezione dei cittadini sia opposta. Invece di vedere la riqualificazione come un’opportunità, molte famiglie la vivranno come un disagio.
La voce della scuola e degli enti locali
La dirigente scolastica ha già comunicato la situazione alle famiglie. La trasparenza è importante, ma ora serve passare all’azione.
Il Comune di Saronno avrà un ruolo chiave. Conoscendo il territorio, può indicare quali spazi pubblici sono utilizzabili e coordinare il rapporto con le associazioni.
La Provincia di Varese, competente in materia di edilizia scolastica per le superiori, deve supportare la scuola nella ricerca di soluzioni strutturali temporanee.
L’Ufficio scolastico territoriale e regionale devono garantire che non ci siano disparità di trattamento tra gli studenti e che il diritto allo studio sia tutelato anche durante i lavori.
Saronno non può permettersi di improvvisare
L’ITC Gino Zappa è un punto di riferimento per Saronno e per l’intero comprensorio. Migliaia di studenti vi sono passati negli anni e la scuola forma figure professionali fondamentali per il tessuto economico locale.
Far partire un cantiere così grande senza un piano logistico condiviso significa creare un danno che poteva essere evitato.
“I lavori devono partire e devono portare a una scuola migliore”, conclude Monti. “Ma proprio per questo dobbiamo intervenire subito: il tempo per improvvisare è finito, ora serve una strategia condivisa e concreta”.
La riqualificazione dello Zappa deve essere raccontata come un successo per Saronno. Non può trasformarsi in un problema scaricato sulle famiglie per una disorganizzazione che si poteva prevedere.
Cosa succederà nelle prossime settimane
Nei prossimi giorni l’attenzione sarà tutta sul tavolo richiesto da Monti. Se verrà convocato rapidamente, ci saranno ancora margini per trovare alternative prima dell’inizio delle lezioni.
Le famiglie di Saronno chiedono chiarezza. Vogliono sapere con anticipo gli orari, i luoghi delle lezioni e le modalità di trasporto.
Gli studenti chiedono di non perdere un anno di sport, progetti e attività pomeridiane.
Gli insegnanti chiedono condizioni di lavoro dignitose, anche durante i lavori.
La sfida per il Comune di Saronno, la Provincia, la Regione e la scuola è una sola: trasformare un intervento necessario in un’opportunità e non in un’emergenza.
In sintesi.
L’ITC Gino Zappa di Saronno partirà con i lavori di riqualificazione il 24 agosto. Durata prevista: un anno.
Conseguenza immediata: probabile introduzione dei doppi turni per mancanza di spazi.
Richiesta: convocazione urgente di un tavolo istituzionale con Comune di Saronno, Provincia di Varese, Regione Lombardia, Ufficio scolastico e rappresentanti di scuola e famiglie.
Obiettivo: trovare spazi alternativi e soluzioni logistiche per evitare o ridurre i doppi turni.
Posizione di Monti: l’investimento è positivo, ma la programmazione è arrivata troppo tardi e ora rischia di pesare sulle famiglie.
Messaggio finale: Saronno merita una scuola migliore, ma anche un’organizzazione all’altezza.
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