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    Mauro Ghisellini protagonista in biblioteca a Busto Arsizio

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    By Rossi Alberto on 20 Giugno 2026 Busto Arsizio
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    Mauro Ghisellini protagonista in biblioteca: una vita dedicata ai giovani e alla scuola che innova

    Mauro Ghisellini protagonista in biblioteca con un incontro che ha messo al centro i giovani, l’educazione e il futuro della scuola italiana. Il direttore di ACOF Olga Fiorini è stato l’ospite della “Biblioteca delle Persone”, format del Comune di Busto Arsizio che racconta le storie dei cittadini illustri. Davanti alle massime autorità cittadine, Mauro Ghisellini ha ripercorso la sua esperienza come educatore, innovatore e consulente del Ministero dell’Istruzione, offrendo una visione concreta su cosa serve oggi ai ragazzi per crescere.

    La serata si è tenuta alla sala Monaco della biblioteca civica di Busto Arsizio. In platea, ad ascoltare Mauro Ghisellini, c’erano il sindaco Emanuele Antonelli, l’onorevole Manuela Maffioli, la presidente del consiglio comunale Laura Rogora e l’assessore alle politiche scolastiche Chiara Colombo. A intervistare il direttore di ACOF, la giornalista Consuelo Sozzi, che ha preso spunto da due libri: “L’innovatore della scuola” e “Volere è potere”, dedicato alla storia dell’impresa fondata da Olga Fiorini.

    Chi è Mauro Ghisellini: il percorso di un educatore fuori dagli schemi

    Mauro Ghisellini guida da anni ACOF Olga Fiorini, gruppo di formazione con sedi in Lombardia che ogni giorno lavora con migliaia di studenti. Ma il suo impegno va oltre la direzione degli istituti. Da tempo è consulente del Ministero dell’Istruzione e membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Un ruolo tecnico, non politico, come ha voluto sottolineare lui stesso durante l’incontro in biblioteca.

    “Nel mio lavoro ho sempre voluto tenere un profilo da esperto e mai da politico – ha spiegato Mauro Ghisellini – perché i miei consigli sono basati su quello che vedo concretamente ogni giorno, depurato da ogni pregiudizio”. È questa la chiave del suo approccio: partire dall’aula, dai bisogni reali di studenti e docenti, per poi portare proposte a livello nazionale.

    La sua carriera parte da lontano e si intreccia con la storia di ACOF, realtà nata dall’intuizione di Olga Fiorini, zia di Ghisellini. Nel libro “Volere è potere” si racconta proprio la nascita di un’impresa formativa che ha messo al centro il lavoro, la dignità e la possibilità per ogni giovane di costruirsi un futuro. Valori che Mauro Ghisellini ha fatto propri e che oggi traduce in progetti concreti.

    La “Biblioteca delle Persone”: raccontare Busto Arsizio attraverso i suoi protagonisti

    La “Biblioteca delle Persone” è un format nato per dare voce a chi, con il proprio lavoro, lascia un segno nella comunità di Busto Arsizio. Non una conferenza frontale, ma un dialogo. Un modo per far emergere storie, scelte, fatiche e successi dietro a ruoli che spesso vediamo solo da fuori.

    Con Mauro Ghisellini protagonista in biblioteca, l’appuntamento ha toccato temi caldi: il rapporto tra scuola e famiglie, il ruolo dei docenti oggi, la necessità di una scuola media più forte, l’urgenza di percorsi formativi al passo con un mondo che cambia velocemente.

    La presenza delle autorità cittadine ha dato peso istituzionale all’evento. Il sindaco Antonelli, l’onorevole Maffioli, Laura Rogora e Chiara Colombo hanno seguito l’intervista, segno di quanto il tema educativo sia sentito a livello locale. Busto Arsizio investe da anni sulla scuola e sulla formazione professionale, e ACOF è uno dei pilastri di questo sistema.

    Giovani, genitori e docenti: il triangolo che deve tornare a funzionare

    Uno dei passaggi più diretti dell’intervento di Mauro Ghisellini ha riguardato il ruolo dei genitori. “La tendenza di mamme e papà è quella di difendere i figli sempre e comunque, trovando scuse e scaricando le colpe su altri – ha detto –. Per questo il nostro lavoro è ancora più complesso ma anche prezioso, anzi indispensabile”.

    Parole nette che fotografano un cambiamento culturale. Se un tempo la scuola e la famiglia erano alleate nel porre regole e obiettivi, oggi spesso il patto si è incrinato. Il risultato? Ragazzi più fragili, meno abituati alla responsabilità, docenti che faticano a trovare la giusta autorevolezza.

    Secondo Mauro Ghisellini, la soluzione non è tornare al passato, ma ricostruire un’alleanza su basi nuove. Serve che la scuola sia chiara nei suoi obiettivi e che le famiglie tornino a fidarsi, senza delegare tutto o, al contrario, interferire su ogni scelta. In ACOF questo si traduce in un dialogo costante: colloqui, progetti di orientamento, coinvolgimento dei genitori nelle scelte formative dei figli, ma con ruoli distinti.

    Le riforme portate avanti: quadriennali, sportivi, internazionali

    Durante la serata in biblioteca, Mauro Ghisellini ha spiegato anche il lavoro fatto a Roma come consulente del Ministero. Un lavoro tecnico, fatto di commissioni, documenti e sperimentazioni. Tra i temi su cui ha spinto di più:

    Scuole superiori quadriennali: ridurre di un anno il percorso senza togliere qualità, per allineare l’Italia a molti Paesi europei e permettere ai ragazzi di entrare prima nel mondo del lavoro o all’università.
    Indirizzi sportivi: riconoscere lo sport come percorso formativo a tutti gli effetti, con competenze trasversali che servono anche fuori dal campo.
    Realtà internazionali: spingere su lingue, scambi, doppie certificazioni. Perché un giovane oggi compete in un mercato globale, non solo locale.

    Il prossimo obiettivo? “Rilanciare il ruolo della scuola media, dandole lo spessore che possiede nel resto d’Europa”, ha detto. In Italia la secondaria di primo grado è spesso schiacciata tra primaria e superiore. In altri Paesi è il momento in cui si orienta davvero, si scoprono talenti, si lavora sulle competenze base. Per Mauro Ghisellini, serve un cambio di passo anche lì.

    ACOF Olga Fiorini: una scuola che parte dal fare

    Chi conosce ACOF sa che il metodo di Mauro Ghisellini mette al centro la pratica. Laboratori, stage, impresa formativa simulata, rapporti diretti con le aziende del territorio. L’idea è che un ragazzo impari facendo, sbagliando, riprovando. E che la scuola non sia un luogo separato dal mondo reale, ma una palestra che prepara alla vita.

    Questo approccio ha radici nella storia di Olga Fiorini. Partita nel dopoguerra con corsi di taglio e cucito, ha costruito un modello di formazione che dava dignità al lavoro femminile. Oggi ACOF ha percorsi per estetica, moda, grafica, turismo, meccanica, servizi socio-sanitari. Ma lo spirito è lo stesso: dare strumenti concreti, non solo nozioni.

    “La biblioteca merita grande apprezzamento – ha concluso Mauro Ghisellini – perché rappresenta uno spazio importante per la nostra comunità e, in particolare, per i nostri giovani”. Un riconoscimento al ruolo degli spazi culturali come luoghi di incontro, non solo di studio.

    Perché parlare di scuola oggi è urgente

    L’incontro con Mauro Ghisellini protagonista in biblioteca arriva in un momento in cui la scuola italiana è al centro del dibattito. Dispersione scolastica, mismatch tra formazione e lavoro, disagi giovanili, uso della tecnologia: le sfide sono tante.

    Avere voci come quella di Ghisellini aiuta perché unisce due punti di vista: quello di chi ogni giorno entra in classe e quello di chi contribuisce a scrivere le norme. Troppo spesso le riforme calano dall’alto senza ascoltare chi lavora sul campo. Qui il percorso è inverso: si parte dall’esperienza diretta per proporre soluzioni.

    E i risultati, in ACOF, si vedono. Tassi di occupazione alti dopo il diploma, percorsi che riportano a scuola chi l’aveva abbandonata, progetti contro la dispersione che funzionano perché parlano la lingua dei ragazzi.

    Busto Arsizio e il valore della comunità educante

    Un altro tema emerso è il ruolo della città. Busto Arsizio ha una rete forte di scuole, associazioni, imprese. Quando questi soggetti collaborano, il giovane non è lasciato solo. La “Biblioteca delle Persone” va in questa direzione: creare occasioni in cui la comunità si riconosce, ascolta, si interroga.

    La presenza compatta dell’amministrazione all’evento con Mauro Ghisellini è un segnale. Significa che la politica locale considera la scuola una priorità e vuole confrontarsi con chi la fa ogni giorno. Non è scontato. In molte città il dialogo tra istituzioni e mondo formativo è debole.

    Cosa portarsi a casa dalla serata con Mauro Ghisellini

    Tre concetti chiave emergono dal racconto di Mauro Ghisellini in biblioteca:

    Serve concretezza: i ragazzi hanno bisogno di adulti che dicano le cose come stanno, che diano regole ma anche opportunità vere.
    La scuola deve cambiare con il mondo: non per inseguire le mode, ma per restare utile. Quadriennali, internazionale, digitale: non sono slogan, ma strumenti.
    Educare è un lavoro di squadra: famiglia, docenti, istituzioni, imprese. Se uno di questi anelli salta, il patto si rompe.

    La forza della testimonianza di Ghisellini sta proprio qui: non parla per teoria, ma porta esempi. Racconta di studenti che ce l’hanno fatta, di errori da cui ha imparato, di riforme che ha visto funzionare e altre che vanno ripensate.

    La “Biblioteca delle Persone” ha fatto centro: ha dato spazio a una storia che è di Busto Arsizio, ma parla a tutta Italia. Perché il tema dei giovani, del loro futuro, di come li prepariamo al mondo, riguarda tutti. E avere Mauro Ghisellini protagonista in biblioteca ha significato mettere al centro del dibattito pubblico la scuola che serve davvero: quella che ascolta, innova e non lascia indietro nessuno.

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