Il Nicelli compie 100 anni: Venezia celebra un secolo di storia dell’aviazione italiana
Dalla prima rotta Venezia-Vienna del 1926 alla moderna aviazione generale: l’Aeroporto Giovanni Nicelli del Lido festeggia il suo primo secolo. Un luogo dove volo, architettura, cinema e storia italiana continuano a incontrarsi.

Ci sono aeroporti che rappresentano semplicemente un punto di partenza e di arrivo e altri che, attraversando le epoche, diventano essi stessi parte della storia. L’Aeroporto Giovanni Nicelli del Lido di Venezia appartiene certamente alla seconda categoria e nel 2026 celebra un traguardo straordinario: cento anni di aviazione civile.
Il 14 agosto oltre 500 persone hanno partecipato alle celebrazioni del Centenario, riunendo autorità civili e militari, rappresentanti delle istituzioni, protagonisti del mondo aeronautico, studiosi, imprenditori, appassionati e famiglie.
Una festa che non ha rappresentato soltanto l’occasione per guardare indietro, ma anche per interrogarsi sul futuro di uno degli aeroporti più affascinanti e particolari d’Europa.
Tutto cominciò nel 1926
Per comprendere l’importanza del Nicelli bisogna tornare al 18 agosto 1926.
Quel giorno dal campo di San Nicolò, al Lido, decollò il collegamento della Transadriatica sulla rotta Venezia–Klagenfurt–Vienna. Protagonista uno Junkers F 13, uno degli aeroplani più moderni dell’epoca, interamente metallico e destinato a diventare uno dei simboli della nascente aviazione commerciale europea.
Era l’inizio di una nuova epoca.

Venezia, città da secoli proiettata verso il mondo attraverso il mare, scopriva una nuova porta verso l’Europa: il cielo.
Il Lido aveva in realtà già conosciuto l’aviazione durante la Prima guerra mondiale, quando il campo era stato utilizzato da reparti italiani e francesi per la difesa della città. Anche Gabriele d’Annunzio legò il proprio nome alla storia aeronautica di questo luogo.
Ma fu con l’attività civile della Transadriatica e con l’intuizione dell’ingegnere Renato Morandi che il Lido iniziò a trasformarsi in un vero nodo del trasporto aereo.
Da Venezia partirono progressivamente collegamenti capaci di inserire la città nelle nuove reti europee, mentre accanto agli aeroplani terrestri operavano gli idrovolanti, protagonisti di una stagione nella quale la laguna rappresentava uno scenario ideale per la nuova mobilità aerea.
Un gioiello dell’architettura aeronautica
La storia del Nicelli non è però soltanto una storia di aeroplani.
La sua aerostazione, inaugurata nel 1935, costituisce ancora oggi uno degli elementi più caratteristici dello scalo e uno straordinario esempio di architettura razionalista applicata al mondo dell’aviazione.

Le linee orizzontali dell’edificio, le grandi superfici vetrate affacciate sul campo e gli ambienti concepiti per accompagnare elegantemente il viaggiatore raccontano un’epoca nella quale volare era ancora un’esperienza esclusiva e carica di fascino.
Gli interni conservano inoltre testimonianze artistiche di particolare valore, comprese le aeropitture futuriste di Guglielmo Sansoni, in arte Tato.
Il complesso è stato successivamente interessato da un importante restauro conservativo che ha permesso di recuperare ambienti, decorazioni e caratteristiche architettoniche originarie.
Non sorprende quindi che il Nicelli sia stato più volte indicato tra gli aeroporti più belli e suggestivi al mondo.
Dal cielo al grande cinema
Ma raccontare il Nicelli significa inevitabilmente raccontare anche Venezia.
La vicinanza con il cuore della città e soprattutto con il Lido ha trasformato nel tempo l’aeroporto in una porta privilegiata per personalità politiche, industriali, artistiche e dello spettacolo.

Con la crescita della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, aeroplani e cinema hanno iniziato a condividere lo stesso scenario.
Attori, registi e personaggi internazionali sono arrivati al Lido passando proprio dal Nicelli. Le fotografie storiche restituiscono immagini nelle quali aeroplani, eleganza e mondanità sembrano appartenere allo stesso racconto.
Tra i nomi legati, in epoche differenti, a questo particolare rapporto tra Venezia e il volo figurano Greta Garbo, Clark Gable, Vittorio De Sica, Jean Cocteau e Claudia Cardinale.
Il Nicelli diventa così qualcosa di più di un’infrastruttura: entra nell’immaginario della Dolce Vita e di quella Venezia internazionale capace di attrarre cultura, cinema e grandi personalità da ogni parte del mondo.
Dodici immagini per raccontare cento anni
Proprio questa capacità di attraversare epoche differenti è al centro della mostra “Cent’anni di aviazione. Aeroporto Nicelli 1926–2026”, curata da Vittorio Baroni e inaugurata nell’ambito delle celebrazioni.

Dodici grandi pannelli raccontano altrettanti momenti della storia dell’aeroporto, quasi fossero fotogrammi di un film lungo un secolo.
Si incontrano così i pionieri dell’aviazione, l’esperienza della Transadriatica, l’evoluzione dei collegamenti europei, gli anni Trenta, la guerra, la rinascita del dopoguerra, il cinema, l’aviazione generale e il recupero del patrimonio storico e architettonico.
Una narrazione che permette anche a chi non è appassionato di aeronautica di comprendere quanto la storia di un aeroporto possa intrecciarsi con quella economica, sociale e culturale di un territorio.
Il ritorno degli Junkers al Lido
Le celebrazioni del Centenario hanno avuto anche un altro protagonista particolarmente significativo: Junkers.

Il 14 agosto il Nicelli ha infatti ospitato il primo Junkers Experience Day, riportando idealmente al Lido il marchio che cento anni prima aveva accompagnato la nascita dei collegamenti della Transadriatica.
Sul campo veneziano sono stati protagonisti velivoli come Junkers A50 Junior, A50 Heritage e A60, creando un suggestivo ponte tra gli aeroplani che contribuirono alla nascita dell’aviazione commerciale e le moderne reinterpretazioni di quello stesso patrimonio aeronautico.
Un aeroporto che guarda al secondo secolo
Oggi il Nicelli ha inevitabilmente una funzione differente rispetto agli anni nei quali rappresentava uno dei punti nevralgici dei collegamenti aerei veneziani.
L’apertura dell’Aeroporto Marco Polo di Tessera ha progressivamente trasferito altrove il grande traffico commerciale. Il Lido ha però saputo conservare una propria identità, legata all’aviazione generale, al volo sportivo, alla formazione, alla cultura aeronautica e al turismo.

Ed è forse proprio questa la forza del Nicelli.
Non essere diventato semplicemente un monumento al passato, ma essere rimasto un aeroporto vivo.
«Il Centenario non è solo un traguardo, ma l’inizio di una nuova rotta», ha sottolineato Raffaele Ambruoso, vicepresidente del CdA e amministratore delegato dell’Aeroporto Nicelli, indicando nella capacità di unire memoria, innovazione e nuove opportunità la strada verso il futuro.
Cento anni dopo quel volo verso Vienna, dal prato del Lido continuano dunque a decollare aeroplani.
Sono cambiate le macchine, sono cambiate le rotte e soprattutto è cambiato radicalmente il modo di viaggiare. Ma rimane intatto il fascino di un luogo nel quale Venezia incontra il cielo.
E forse è proprio questa la migliore immagine con cui il Giovanni Nicelli può iniziare il suo secondo secolo di vita.



