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Patto Nord, cortei e sicurezza: stop a bonus e sussidi alle famiglie dei maranza
Cortei e sicurezza, Patto per il Nord alza la voce: “Stop bonus e sussidi alle famiglie dei maranza”
Il movimento guidato da Paolo Grimoldi e Roberto Bernardelli si inserisce nel dibattito nazionale sulla baby criminalità e chiede misure dure contro chi non responsabilizza i minori. Sullo sfondo il ddl di Fratelli d’Italia.
MILANO – “PATTO NORD, stop bonus e sussidi a famiglie dei maranza”. È con questo messaggio, rilanciato dalle principali agenzie di stampa – ANSA, LaPresse, Adnkronos – che il Patto per il Nord torna al centro del dibattito sulla sicurezza urbana e sui cortei che nelle ultime settimane hanno acceso le città del Nord.
Il partito federalista e autonomista fondato da Paolo Grimoldi, ex segretario della Lega Lombarda, insieme a Roberto Bernardelli, Roberto Castelli e Francesca Losi, con la tessera n.1 consegnata simbolicamente a Umberto Bossi, chiede una svolta netta sulle politiche di welfare locale.
La posizione è chiara: basta contributi comunali, agevolazioni tariffarie e benefici discrezionali alle famiglie di minori che si rendono protagonisti di reati, rapine, aggressioni e atti vandalici, i cosiddetti “maranza”.
La proposta del Patto Nord
Secondo quanto trapela dai canali del movimento, che nelle ultime ore ha organizzato presidi e cortei in Lombardia sul tema della sicurezza, la misura non avrebbe un intento punitivo ma educativo: riaffermare il patto tra famiglia e istituzioni e responsabilizzare i genitori che non collaborano con i servizi sociali e con l’autorità giudiziaria minorile.
Una linea che il Patto per il Nord rivendica come parte integrante della sua battaglia per il federalismo e per una maggiore autonomia dei Comuni nel decidere come destinare le risorse.
Il contesto nazionale: il ddl di Fratelli d’Italia
La proposta del Patto Nord si inserisce in un quadro nazionale già caldo. Il 18 settembre è stato presentato a Palazzo Madama dal senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti un disegno di legge in 6 articoli che prevede la sospensione dei “benefici comunali non essenziali” per i genitori di minori condannati, anche in primo grado, a una pena detentiva non inferiore a un anno.
Il testo prevede un “progetto educativo familiare individualizzato” proposto dai servizi sociali, della durata fino a 12 mesi, e stabilisce che la sospensione riguardi solo prestazioni future, senza recupero di somme già percepite, escludendo sanzioni collettive e preclusioni permanenti.
Restano esclusi i livelli essenziali delle prestazioni e i diritti fondamentali, così come i benefici statali o regionali salvo espressa competenza comunale. Il provvedimento, visionato da Adnkronos, è ora in attesa di assegnazione alle commissioni.
La proposta arriva dopo il caso di Legnago, dove il sindaco Paolo Longhi (FdI) aveva annunciato la revoca di contributi comunali alle famiglie di due giovani accusati di aver aggredito un tabaccaio e scippato un’anziana.
Sulla stessa linea si muove anche la Camera, con il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami che ha annunciato una proposta parallela per rendere la revoca automatica.
Cortei e sicurezza al Nord
Il Patto per il Nord, che oggi conta circa 300 amministratori locali in 56 province del Nord, ha messo la sicurezza tra i temi centrali dei suoi ultimi appuntamenti pubblici, tra Milano, Monza e Bergamo.
La richiesta di stop ai sussidi si lega quindi a una più ampia richiesta di ordine, controllo del territorio e tutela delle imprese e delle famiglie residenti, in contrapposizione a quello che il movimento definisce un eccesso di assistenzialismo senza responsabilizzazione.
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