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Varese, vigilanza privata a bordo dei bus: calano le aggressioni dopo un mese di test

A un mese dall’introduzione delle guardie giurate a bordo dei bus di Autolinee Varesine, la misura straordinaria introdotta per arginare l’escalation di aggressioni ai danni del personale viaggiante comincia a dare i primi frutti.
Il bilancio del primo periodo di sperimentazione registra un sensibile calo degli episodi critici, confermando l’efficacia del fattore deterrente rappresentato dalla vigilanza privata.

Il contesto dell’intervento

Il servizio era scattato lo scorso 31 agosto, come risposta d’emergenza alle ripetute minacce, aggressioni verbali e fisiche subite da autisti e controllori, spesso costretti a operare in condizioni di forte stress e rischio.
Il piano, strutturato per una durata complessiva di sei mesi, prevede la presenza di agenti di vigilanza privata sulle tratte e nelle fasce orarie considerate più a rischio dall’azienda e dalle forze dell’ordine.

I primi risultati: un forte deterrente

L’obiettivo primario era la prevenzione, e i dati di questo primo mese sembrano muoversi in quella direzione.
La sola presenza fisica delle guardie in divisa ha disinnescato sul nascere potenziali situazioni di tensione, garantendo una maggiore serenità non solo ai conducenti, ma anche ai passeggeri regolari.
Oltre a fare da scudo al personale, i vigilanti supportano le verifiche dei titoli di viaggio, riducendo le frizioni storicamente legate al momento del controllo dei biglietti.

Le prospettive per i prossimi mesi

Nonostante il primo riscontro positivo, l’attenzione resta alta.
La sperimentazione proseguirà per i prossimi cinque mesi, durante i quali il monitoraggio delle tratte rimarrà dinamico, adattandosi alle segnalazioni dei lavoratori.

Sindacati e vertici aziendali guardano a questo primo traguardo come a un passo fondamentale, ma ribadiscono la necessità di mantenere il focus sulla sicurezza a lungo termine nei trasporti pubblici locali.