Scuola Europea di VareseScuola Europea di Varese

Scuola europea Varese EPAS: ambasciatori si cresce, la scuola nominata ambasciatrice del Parlamento europeo

La Scuola europea Varese EPAS ha ottenuto un riconoscimento che emoziona tutta la città. Per l’anno scolastico 2025/2026 l’istituto è stato nominato Scuola ambasciatrice del Parlamento europeo grazie al progetto EPAS. Un titolo prestigioso che premia impegno, formazione e cittadinanza attiva. Un risultato che parte da Varese e arriva fino a Bruxelles.

Il programma Scuola ambasciatrice del Parlamento europeo dà agli studenti la possibilità di comprendere i propri diritti di cittadini dell’Unione. Spiega il ruolo del Parlamento europeo. Avvicina i ragazzi alle istituzioni con attività concrete. Non solo teoria, ma pratica quotidiana.

Le studentesse e gli studenti che partecipano alla formazione, che si tiene a Milano presso la sede del Parlamento europeo in Via Magenta, hanno un compito chiaro. Devono disseminare nella propria scuola quanto appreso. Devono mettere in pratica i valori democratici legati all’Unione attraverso progetti e iniziative.

Così è stato per le classi S3itaB e per un gruppo di studenti di S6. Sono stati guidati dalle docenti Kurkovski E., Portatadino V. e Poverino S.. Hanno seguito con interesse le attività in presenza e online. Hanno lavorato con motivazione e partecipazione attiva. Hanno incontrato altre scuole e altre realtà.

Cosa significa essere Scuola ambasciatrice del Parlamento europeo

Il titolo di Scuola ambasciatrice non è un attestato formale. È un impegno. Significa entrare in una rete europea di scuole che promuovono democrazia parlamentare e valori comuni. Significa lavorare su cittadinanza, diritti, rispetto, partecipazione.

Il programma EPAS è promosso dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia. È rivolto alle scuole secondarie di secondo grado. Punta a rafforzare la consapevolezza dei diritti di cittadinanza europea. Favorisce una conoscenza diretta delle istituzioni comunitarie.

Per la Scuola europea di Varese questo riconoscimento ha un valore in più. L’istituto ha una vocazione europea per storia e missione. Ospita alunni di molte nazionalità. Vive ogni giorno il multilinguismo. EPAS diventa cifra di identità culturale, non solo progetto esterno.

La nomina per il 2025/2026 arriva dopo un percorso di formazione, attività e disseminazione. Non basta iscriversi. Serve dimostrare continuità. Serve mostrare impatto nella comunità scolastica. La Scuola europea di Varese lo ha fatto.

La formazione a Milano in Via Magenta e online

La formazione EPAS si è svolta a Milano, nella sede del Parlamento europeo in Via Magenta. Un luogo simbolico. Lì i ragazzi hanno incontrato funzionari, formatori e altre scuole ambasciatrici. Hanno approfondito come funziona il Parlamento.

Le attività online hanno integrato il percorso. Hanno permesso di lavorare anche da Varese, senza perdere contatto. Hanno offerto materiali, giochi didattici e strumenti per la disseminazione. La combinazione presenza e online ha reso il progetto accessibile e concreto.

Il team ha lavorato con il sostegno della collega Grolla, responsabile dell’area Promozione dello spirito europeo. Il suo ruolo è stato centrale. Ha aiutato a immaginare attività, giochi e iniziative. Ha coordinato idee e tempi. Ha tenuto insieme dimensione europea e vita scolastica quotidiana.

Gli studenti hanno appreso cosa significa essere cittadini europei oggi. Hanno parlato di democrazia, di voto, di diritti. Hanno discusso di disinformazione e partecipazione. Hanno portato queste domande in classe. Le hanno trasformate in azioni.

S3itaB e S6 protagonisti con le docenti Kurkovski, Portatadino e Poverino

Le classi S3itaB e un gruppo di studenti di S6 sono stati il cuore del progetto. Guidati dalle docenti Kurkovski E., Portatadino V. e Poverino S., hanno seguito il percorso con serietà e curiosità. Hanno mostrato interesse reale. Hanno partecipato in modo attivo.

Il lavoro non è stato solo ascoltare. È stato progettare. I ragazzi hanno dovuto pensare a come spiegare l’Europa ai compagni più piccoli. Hanno dovuto tradurre concetti complessi in giochi semplici. Hanno dovuto mettersi nei panni di ambasciatori.

Essere ambasciatori significa anche assumersi responsabilità. Significa parlare in pubblico. Significa organizzare. Significa collaborare con docenti e dirigenza. S3itaB e S6 hanno fatto tutto questo. Hanno rappresentato la scuola fuori dalla scuola.

Il risultato è un gruppo di studenti che ora conosce meglio le istituzioni. Che sa dove si decide. Che sa perché votare conta. Che ha strumenti per riconoscere notizie false sull’Europa. Un patrimonio che resta anche dopo il titolo.

Giornata dell’Europa del 9 maggio: giochi per la primaria e presidio informativo

Il momento più visibile è stato la Giornata dell’Europa del 9 maggio. Gli ambasciatori hanno proposto giochi a tema per i piccoli della primaria. Giochi semplici, colorati, interattivi. Per spiegare l’Unione senza annoiare.

Durante la festa, gli alunni di S6 hanno allestito un presidio informativo sull’Unione europea. Un banchetto con materiali, mappe, domande e risposte. Un punto di incontro per genitori, docenti e studenti. Un modo per portare l’Europa in cortile.

Questa scelta è stata intelligente. Ha unito due livelli. I piccoli hanno giocato e imparato. I grandi hanno informato e approfondito. La scuola ha vissuto una giornata di cittadinanza attiva, non solo una celebrazione formale.

La Giornata del 9 maggio ricorda la dichiarazione Schuman. È il compleanno simbolico dell’Europa. Festeggiarla così, con giochi e informazione, significa renderla viva. Non solo data sul calendario.

La cerimonia del 1 ottobre in biblioteca con Scomazzon, Grdan Zdravka e MacDonald Elisabeth

Il 1 ottobre si è tenuta negli spazi della Biblioteca scolastica, diretta dal Dott. Francesco Scomazzon, la cerimonia ufficiale di conferimento del titolo di ambasciatori agli studenti del progetto. Un momento solenne e gioioso insieme.

La cerimonia è stata presidiata dalla nuova Direttrice della Scuola europea, Mrs Grdan Zdravka, e dalla Direttrice aggiunta della secondaria, Mrs MacDonald Elisabeth. La loro presenza ha dato valore istituzionale all’evento. Ha mostrato che la dirigenza crede nel progetto.

La biblioteca come luogo non è casuale. È il cuore culturale della scuola. È dove si studia, si cerca, si discute. Consegnare lì il titolo di ambasciatori significa legare conoscenza e responsabilità.

Gli studenti hanno ricevuto pergamene e attestati. Hanno visto riconosciuto il loro lavoro. Hanno capito che l’impegno per l’Europa non finisce con una festa. Continua con l’esempio quotidiano.

Perché EPAS conta per Varese e per l’Europa

Varese è città di confine. Guarda a Milano, ma anche alla Svizzera e all’Europa. Avere una Scuola europea ambasciatrice del Parlamento europeo rafforza questo legame. Porta Bruxelles e Strasburgo più vicine ai cittadini.

Il progetto EPAS non insegna solo cos’è il Parlamento. Insegna come si partecipa. Insegna a distinguere fatti e propaganda. Insegna a rispettare opinioni diverse. Valori fondamentali oggi, quando la disinformazione corre veloce.

Per gli studenti di Varese è anche opportunità di rete. Entrano in contatto con altre scuole ambasciatrici in Italia e in Europa. Scambiano idee. Viaggiano, anche virtualmente. Vedono che l’Europa non è astratta.

La scuola diventa così laboratorio di democrazia. Non solo luogo dove si imparano materie. Ma luogo dove si esercita un diritto. Il diritto di essere cittadini attivi. Un diritto che va allenato presto.

Verso la nuova edizione 2026/2027: tante idee e voglia di continuare

La notizia più bella è che la Scuola europea di Varese non si ferma. È importante continuare un simile progetto. Permettere ad altri colleghi e ad altri gruppi classe di prendervi parte. Allargare la base di ambasciatori.

I valori democratici vanno consolidati attraverso attività di cittadinanza attiva. La scuola è il migliore luogo dove esercitare questo fondamentale diritto. L’adozione del progetto EPAS diventa ulteriore opportunità di costruzione di valori comuni.

La scuola ha già raccolto energie per partecipare alla nuova edizione 2026/2027. Le candidature EPAS per il 2026/2027 sono aperte dal 7 settembre. L’iniziativa è promossa dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia. Punta a rafforzare nei giovani la consapevolezza dei diritti.

Le idee per la nuova edizione sono molte. Nuovi giochi per la primaria. Nuovi presidi informativi. Incontri con europarlamentari. Visite a Milano e, se possibile, a Strasburgo. Podcast e video realizzati dagli studenti. Tutto con un filo: far capire che l’Europa siamo noi.

Una identità europea che si costruisce a scuola

Ne siamo tutti convinti. Lo dice la comunità scolastica. Lo dicono le docenti. Lo dicono gli studenti ambasciatori. EPAS non è un bollino da appendere. È un modo di stare a scuola. È cura per il bene comune.

La Scuola europea di Varese mostra che si può crescere come ambasciatori. Si cresce studiando. Si cresce giocando con i più piccoli. Si cresce allestendo un banchetto informativo. Si cresce ricevendo un titolo in biblioteca.

Il progetto lascia un’eredità semplice. I diritti di cittadini dell’Unione non sono slogan. Sono pratiche. Si imparano facendo. Si consolidano condividendo. Si difendono partecipando.

Per Varese è un motivo di orgoglio. Per l’Europa è un investimento. Ogni studente ambasciatore è un ponte. Tra scuola e istituzioni. Tra Roma e Bruxelles. Tra oggi e domani.

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