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Case comunali Varese : ascensori guasti da mesi, il caso di via Magenta 88

Non si contano più, ormai, i malfunzionamenti agli ascensori delle case comunali a Varese. L’ultimo caso, segnalato in via Magenta al civico 88, vede un impianto fermo da ben quattro mesi. Una situazione che sta diventando insostenibile per decine di famiglie e che mercoledì mattina ha avuto conseguenze gravi.

Un ragazzo disabile ha dovuto rinunciare a una visita medica importante perché era impossibile per lui uscire di casa e affrontare le scale a piedi. Si chiama Hamed, ha 21 anni e vive al terzo piano con sua madre, che se ne fa completamente carico e che a volte è costretta a portarlo al piano terra praticamente in braccio. Una storia che racconta da sola il livello di disagio.

Hamed frequenta anche l’università, ma non può partecipare sempre ai corsi perché, come in questo periodo, è rimasto di fatto bloccato in casa. È uno dei tanti casi che si stanno moltiplicando negli stabili di edilizia residenziale pubblica gestiti dal Comune e da Aler, dove gli ascensori vecchi si fermano per settimane e i pezzi di ricambio non arrivano.

Quello di via Magenta 88 non è un episodio isolato. Nelle ultime settimane sono arrivate segnalazioni simili da via Orrigoni, via Como, viale Aguggiari e dal quartiere di San Fermo. Impianti fermi per guasti alla scheda elettronica, funi usurate, porte che non si chiudono. Anziani costretti a non uscire, mamme con passeggini bloccate, spesa portata su a mano per tre piani.

il caso di Hamed, 21 anni, bloccato al terzo piano da quattro mesi

La storia di Hamed è emblematica. Vive al terzo piano di una palazzina di case comunali in via Magenta 88 con la madre, unica caregiver. È affetto da una disabilità motoria e si muove in carrozzina. Da quando l’ascensore è fuori servizio, la sua quotidianità è stata stravolta.

Mercoledì mattina aveva una visita di controllo prenotata da mesi in ospedale. Non ha potuto presentarsi. Scendere tre rampe di scale in carrozzina è impossibile, e anche con l’aiuto della madre il rischio di cadere è troppo alto. A volte la madre lo prende in braccio, raccontano i vicini, ma è una soluzione al limite e non sempre praticabile.

Stessa difficoltà per l’università. Hamed è iscritto a un corso di laurea e segue quando può, ma in queste settimane di fermo dell’ascensore ha perso lezioni, esami e attività in presenza. Rimanere bloccato in casa significa rimanere escluso dalla vita sociale, dallo studio, dalle cure.

I condomini confermano: il guasto è stato segnalato subito, è intervenuto un tecnico che ha dichiarato il quadro di manovra da sostituire, poi più nulla. Quattro mesi di attesa, senza una data certa per il ripristino.

Quanti sono i casi e perché gli ascensori delle case comunali si guastano sempre

Il problema è strutturale. Molti degli impianti nelle case comunali hanno oltre 30 anni. Sono ascensori che hanno superato il ciclo di vita utile, con manutenzioni ordinarie fatte ma senza un piano serio di sostituzione straordinaria. Quando si rompe una scheda madre o un argano, il pezzo non si trova più e bisogna ordinarlo, con tempi lunghi.

A questo si aggiunge il tema dei contratti di manutenzione. Spesso il servizio è appaltato al ribasso, con interventi a chiamata lenti e senza reperibilità h24. Se il guasto avviene di venerdì, si slitta a lunedì. Se serve un pezzo, si slitta di un mese. Nel frattempo, chi vive ai piani alti resta prigioniero.

Per le persone con disabilità o non autosufficienti, la legge parla chiaro. L’ascensore non è un comfort, è uno strumento per l’abbattimento delle barriere architettoniche e rientra nei requisiti di accessibilità dell’edificio. Un fermo prolungato oltre le 48-72 ore, senza soluzioni alternative, configura un grave disservizio.

Ascensori, a  chi rivolgersi per le segnalazioni

Chi si trova in una situazione simile deve attivare subito una segnalazione formale, non solo verbale al portinaio o all’amministratore di scala.

1. Ufficio casa del Comune di Varese: è il primo riferimento per gli alloggi di proprietà comunale. Segnalazione scritta via pec o protocollo, con foto, civico, scala e numero di giorni di fermo. Chiedere sempre numero di protocollo.
Aler Varese – Como – Monza Brianza – Busto Arsizio: se lo stabile è gestito da Aler, la segnalazione va fatta al call center guasti e all’ufficio manutenzione, sempre per iscritto. Utile inviare anche via mail certificata.
Ufficio di piano e servizi sociali: quando nel palazzo vive una persona disabile, anziana non autosufficiente o con fragilità, va coinvolto il servizio sociale. Può attivare un intervento urgente e attestare il danno.
Garante per i diritti delle persone con disabilità: per casi come quello di Hamed, è possibile segnalare la violazione del diritto alla mobilità e all’accesso alle cure e allo studio.
Associazioni inquilini Sunia, Sicet, Uniat: offrono assistenza legale gratuita per mettere in mora l’ente gestore.

Consiglio pratico: raccogliere firme di tutti i condomini, allegare certificato medico se c’è un disabile o un anziano sopra i 75 anni, e inviare tutto con raccomandata o pec. Solo la forma scritta fa partire i termini di responsabilità.

Chi deve intervenire e chi paga gli interventi per gli ascensori.

La ripartizione è chiara e spesso viene confusa per allungare i tempi.

Manutenzione ordinaria e piccola riparazione: spetta all’ente gestore, Comune o Aler, che ha in appalto la ditta ascensorista. Costo compreso nel canone di gestione e nelle spese condominiali. L’intervento deve avvenire entro 24-48 ore dalla segnalazione.

Guasto straordinario e sostituzione di pezzi importanti come quadro di manovra, argano, funi, cabina: paga sempre la proprietà, quindi il Comune per gli alloggi comunali e Aler per quelli di sua proprietà. Non può essere addebitato agli inquilini. Se l’impianto è vetusto e non più a norma, l’ente deve predisporre la sostituzione completa con fondi propri, regionali o con il piano nazionale per l’edilizia residenziale pubblica.

Responsabilità per danni: se il fermo prolungato causa un danno dimostrabile, come la perdita di una visita medica, di giornate di lavoro o di esami universitari, l’inquilino può chiedere il risarcimento. In caso di persona disabile bloccata in casa, si configura anche l’interruzione di pubblico servizio e la violazione della legge 13/89 sulle barriere architettoniche.

Nel caso di via Magenta 88, l’ente proprietario deve intervenire immediatamente con una soluzione tampone, come un montascale cingolato o il temporaneo trasferimento di Hamed e di sua madre in un alloggio al piano terra, come previsto dai regolamenti per le emergenze abitative. Poi deve procedere alla riparazione definitiva dell’impianto, senza scaricare tempi e costi sugli inquilini.

Cosa chiedono ora i residenti di via Magenta 88

I residenti non chiedono un privilegio, chiedono il ripristino di un diritto. Che l’ascensore torni a funzionare, che venga programmata la sostituzione degli impianti più vecchi e che venga istituito un numero unico per le emergenze ascensori nelle case comunali di Varese, con intervento garantito entro 24 ore quando è coinvolta una persona con disabilità.

La vicenda di Hamed, 21 anni, universitario, bloccato al terzo piano e costretto a rinunciare alle cure, non può restare una nota a margine. È il simbolo di un sistema che quando si rompe un ascensore rompe anche la vita delle persone più fragili.


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