Operazione antidroga a Vergiate: blitz dei Carabinieri nei boschi dello spaccio
Il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree boschive della provincia di Varese continua a essere al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine. Nella mattinata del 17 giugno 2026, una massiccia operazione condotta nel territorio di Vergiate ha portato a importanti risultati nel contrasto alla criminalità organizzata che sfrutta la fitta vegetazione locale come base logistica. I Carabinieri della Compagnia di Gallarate, supportati dai militari specializzati dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Sardegna, hanno smantellato una pericolosa piazza di spaccio situata in una zona boschiva adiacente alla Via Cascina Nuova di Vergiate.
L’intervento si è concluso con l’arresto in flagranza di un cittadino di nazionalità marocchina di 27 anni e con la denuncia a piede libero di un suo connazionale di 22 anni. L’intera operazione a Vergiate dimostra l’efficacia del monitoraggio costante del territorio e la capacità di risposta rapida delle istituzioni di fronte al tentativo delle organizzazioni criminali di riprendere il controllo di aree precedentemente bonificate.
Il monitoraggio della stazione di Vergiate e le indagini sul campo
Le indagini che hanno preceduto il blitz sono state avviate grazie al sinergico e puntuale monitoraggio condotto quotidianamente dalle pattuglie della Stazione dei Carabinieri di Vergiate. I militari dell’Arma locale erano riusciti ad acquisire utili elementi informativi riguardo alle attività illecite di una nuova “batteria” di spacciatori. Questo gruppo criminale si era insediato da pochissimo tempo nella stessa località boschiva di Vergiate che era stata completamente ripulita e sgomberata solo nel marzo scorso. In quell’occasione, sempre grazie al contributo fondamentale dei Cacciatori di Sardegna, noti come i “Baschi Rossi”, erano stati tratti in arresto altri due cittadini magrebini.
Il ritorno dei trafficanti nella medesima area ha spinto i Carabinieri di Vergiate ad accelerare i tempi d’azione per evitare il consolidamento della nuova base logistica. Le informazioni raccolte sul campo hanno permesso di mappare con precisione i movimenti dei sospettati, i punti di accesso preferiti e i sentieri utilizzati per la fuga, gettando le basi per un intervento mirato e ad alto impatto.
La pianificazione tattica e l’intervento dei Carabinieri di Somma Lombardo
La complessità dell’ambiente boschivo ha richiesto una pianificazione tattica estremamente accurata. Per evitare che i sospettati potessero dileguarsi nella fitta macchia mediterranea, l’intera area circostante Via Cascina Nuova è stata preventivamente cinturata. Il dispositivo di blocco ha visto l’impiego coordinato dei militari delle Stazioni di Vergiate e di Somma Lombardo, insieme agli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile. Questa chiusura ermetica dei punti di uscita ha garantito che nessuno potesse abbandonare il perimetro dell’operazione senza essere intercettato.
Una volta messe in sicurezza le vie di fuga esterne, i Carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, professionisti addestrati specificamente per operare in ambienti impervi e montuosi, si sono infiltrati silenziosamente all’interno del bosco. Dopo un paziente e prolungato appostamento tra la vegetazione, i militari hanno atteso il momento più opportuno per intervenire in modo tempestivo e chirurgico.
Il blitz nel bosco e la cattura del ventiduenne in avanscoperta
Il primo a essere bloccato è stato il cittadino marocchino di 22 anni. Il giovane era arrivato sul posto in avanscoperta con il compito specifico di perlustrare l’area e verificare l’eventuale presenza di forze dell’ordine o di elementi di disturbo per l’attività di spaccio. La rapidità d’azione dei Carabinieri Cacciatori non ha lasciato al ragazzo il tempo di reagire o di dare l’allarme al suo complice.
Il ventiduenne è stato immobilizzato senza che potesse opporre una significativa resistenza. La sua cattura silenziosa ha permesso ai militari di mantenere intatto l’effetto sorpresa per l’obiettivo principale dell’operazione, che si stava avvicinando alla postazione pochi minuti dopo.
L’arresto del ventisettenne armato di fucile a pompa
Poco dopo la cattura del palo, si è presentato sul posto il secondo soggetto, un cittadino marocchino di 27 anni. L’uomo è arrivato camminando tra la vegetazione imbracciando un fucile a pompa calibro 12 e portando uno zaino in spalla. La situazione è diventata immediatamente ad altissimo rischio, poiché l’arma da fuoco era pronta all’uso, con un colpo già camerato in canna e un altro alloggiato nel serbatoio.
Vistosi braccato e circondato dai Carabinieri, il ventisettenne ha tentato una disperata fuga tra gli alberi, opponendo una violenta resistenza fisica nei confronti dei militari. Il tentativo di sottrarsi all’arresto è stato tuttavia vanificato dalla prontezza dei Carabinieri Cacciatori, che lo hanno affrontato direttamente e neutralizzato in pochi istanti, disarmandolo prima che potesse fare fuoco o causare danni irreparabili.
Il sequestro di droga, munizioni e contanti nello zaino
Una volta messo in sicurezza l’arrestato, i Carabinieri hanno proceduto alla perquisizione personale e all’ispezione dello zaino che l’uomo portava con sé. All’interno del borsone è stato rinvenuto un vero e proprio campionario della droga e degli strumenti necessari per il confezionamento e lo smercio al dettaglio. Nello specifico, i militari hanno sequestrato 97 grammi di eroina, 16 grammi di cocaina e un panetto di hashish del peso di 41 grammi.
Oltre alle sostanze stupefacenti, lo zaino conteneva altre 12 munizioni calibro 12 destinate al fucile a pompa, la somma in contanti di 1843 euro in banconote di vario taglio, ritenuta provento dell’attività di spaccio, due bilancini elettronici di precisione e tutto il materiale plastico necessario per la termosaldatura e il confezionamento delle dosi da consegnare ai clienti. Sono stati inoltre sequestrati 7 telefoni cellulari, utilizzati presumibilmente per tenere i contatti con i consumatori e con i fornitori della droga.
I provvedimenti giudiziari e le procedure di espulsione
Al termine delle attività di rito e della catalogazione del materiale sequestrato, l’uomo di 27 anni è stato condotto presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio. Il soggetto rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa della convalida del provvedimento restrittivo e dovrà rispondere dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, porto abusivo di arma da guerra clandestina e resistenza a pubblico ufficiale.
Per quanto riguarda il complice di 22 anni, la sua posizione è stata vagliata dai magistrati ed è scattata la denuncia a piede libero per il reato di concorso in spaccio. Contestualmente, i Carabinieri hanno attivato le procedure amministrative necessarie per l’allontanamento dal territorio nazionale. L’Ufficio Immigrazione della Questura di Varese ha avviato le pratiche formali finalizzate all’espulsione immediata del giovane dal Paese.
La strategia del Comando Provinciale dei Carabinieri di Varese
Il brillante risultato operativo conseguito in Via Cascina Nuova non costituisce un episodio isolato, ma si inserisce in una più ampia e strutturata strategia di contrasto allo spaccio nelle aree boschive. Questa linea d’azione è stata fortemente disposta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Varese per restituire la sicurezza e la piena fruibilità dei parchi naturali e delle zone verdi ai cittadini.
L’attività di vigilanza, prevenzione e repressione dell’Arma si estende in modo capillare non soltanto nel territorio del Comune di Vergiate, ma coinvolge sistematicamente tutte le amministrazioni locali dell’alto gallaratese che risultano colpite dal medesimo fenomeno criminale. Tra i comuni costantemente monitorati figurano Mornago, Solbiate Arno, Ternate, Somma Lombardo e Sumirago, dove le pattuglie territoriali operano in stretta sinergia con i reparti speciali per eradicare i mercati della droga all’aperto e garantire l’ordine pubblico.
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