Portovaltravaglia: un progetto per il futuro dei giovani
Portovaltravaglia si erge come un faro di speranza per i giovani in cerca di opportunità, grazie all’iniziativa “Coltivare inclusione” promossa dalla Fondazione Asilo Mariuccia. In Lombardia, circa 157.000 giovani non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione. Questa realtà allarmante ha spinto la fondazione a intervenire, coinvolgendo 55 adolescenti italiani e stranieri che affrontano difficoltà di inserimento lavorativo e abbandono scolastico.
Il progetto ha già prodotto risultati tangibili: 21 percorsi formativi completati, 3 tirocini avviati e 1 assunzione ottenuta. L’evento conclusivo, tenutosi recentemente presso il polo educativo di Portovaltravaglia, ha visto la partecipazione di partner e istituzioni locali, evidenziando l’importanza della collaborazione nella lotta contro il fenomeno dei NEET (Not in Education, Employment or Training).
La Fondazione Asilo Mariuccia, attraverso laboratori di florovivaistica in collaborazione con il Consorzio Castanicoltori di Brinzio, ha creato un ambiente educativo che promuove non solo competenze pratiche, ma anche una maggiore consapevolezza delle opportunità lavorative disponibili. Emanuela Baio, Presidente della Fondazione, sottolinea come l’apprendimento esperienziale sia fondamentale per aiutare questi giovani a ritrovare un senso di autoefficacia e a costruire prospettive future.
Il progetto si inserisce in un contesto più ampio, in cui la Lombardia affronta il problema dell’abbandono scolastico, soprattutto tra i giovani vulnerabili e gli studenti con background migratorio. Con oltre 220.000 alunni stranieri, la regione registra tassi di abbandono significativamente più alti rispetto ai coetanei italiani. “Coltivare inclusione” mira a offrire un’alternativa concreta e accessibile, creando opportunità per il reinserimento formativo e lavorativo.
Un’iniziativa innovativa per i giovani
“Coltivare inclusione” non è solo un progetto formativo, ma rappresenta un vero e proprio percorso di crescita personale e professionale per i giovani coinvolti. Il focus è sull’apprendimento pratico, dove i ragazzi possono acquisire competenze direttamente applicabili nel mondo del lavoro. I 500 ore di formazione rappresentano un investimento significativo nel futuro di questi giovani, che spesso si trovano a fronteggiare ostacoli insormontabili.
La scelta di utilizzare laboratori di florovivaistica non è casuale; essa riflette l’importanza della tradizione agricola e florovivaistica dell’Alto Varesotto. Attraverso il lavoro pratico, i ragazzi non solo apprendono abilità tecniche, ma sviluppano anche un legame con il territorio e una maggiore consapevolezza delle opportunità che esso offre. La collaborazione con il Consorzio Castanicoltori di Brinzio ha permesso di arricchire l’esperienza formativa, offrendo workshop e attività pratiche che coinvolgono i partecipanti in modo diretto e significativo.
Cambiare la vita dei giovani vulnerabili
Il progetto si concentra su giovani italiani e stranieri in situazioni di vulnerabilità, cercando di contrastare l’abbandono scolastico e il ritiro sociale. Il lavoro della Fondazione Asilo Mariuccia è cruciale in questo contesto, poiché offre un supporto concreto a chi si trova ai margini della società. Attraverso percorsi personalizzati, l’obiettivo è riattivare la motivazione e la fiducia in sé stessi, essenziali per affrontare le sfide della vita quotidiana.
Federico Visconti, Presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto, sottolinea l’importanza di una mobilitazione generale della società civile per affrontare il fenomeno dei NEET. I cambiamenti rapidi e profondi nel campo dell’educazione richiedono un approccio integrato, che deve partire dalle reali necessità dei giovani. È fondamentale progettare interventi che siano in grado di produrre risultati tangibili e misurabili, correggendo il tiro quando necessario.
Un modello educativo efficace
La Fondazione Asilo Mariuccia ha dimostrato di avere un approccio educativo innovativo e centrato sul territorio. Ogni ragazzo coinvolto nel progetto ha l’opportunità di apprendere in un contesto sicuro e stimolante, dove la teoria si unisce alla pratica. Questo metodo non solo favorisce l’apprendimento, ma contribuisce anche a costruire un senso di comunità e appartenenza, elementi essenziali per il successo di qualsiasi iniziativa educativa.
Emidio Musacchio, psicologo e responsabile del polo educativo di Porto Valtravaglia, ha evidenziato come il lavoro con questi ragazzi abbia trasformato anche gli educatori. La necessità di adattare i linguaggi e le metodologie per coinvolgere chi è in difficoltà ha portato a un arricchimento reciproco. Il progetto ha dimostrato che è possibile curare ferite sociali attraverso la collaborazione tra diverse realtà: istituzioni, famiglie, educatori e ragazzi stessi.
Desio: l’operazione contro i furti seriali e la lotta alla criminalità Il recente intervento dei…
Fagnano Olona, IDF Studio, saggio, sold out, da applausi
Milano Canta, Milano Vive: una serata Imperdibile al Borgo 109 tra Musica e Poesia Sottotitolo:…
ATM: dignità e rispetto come valori irrinunciabili Le Segreterie Regionali di ATM, rappresentate da Filt…







