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    Malpensa, cervo in pista

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    By Giuseppe Criseo on 18 Febbraio 2026 Trasporti, Malpensa
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     Cervo in pista a Malpensa: decollo Easyjet bloccato

    Incredibile a Milano Malpensa: un cervo attraversa la pista durante il decollo del volo Easyjet per Londra. Piloti costretti a una frenata d’emergenza a 90 nodi.

    Cervo in pista a Malpensa: l’incredibile fuori programma che ha fermato un volo Easyjet
    Un evento che ha dell’incredibile ha segnato la giornata operativa del 17 febbraio 2026 presso lo scalo di Milano Malpensa, il principale aeroporto del Nord Italia. Un cervo in pista ha infatti costretto l’equipaggio di un volo Easyjet, diretto a Londra Gatwick, a interrompere bruscamente la procedura di decollo mentre l’aeromobile si trovava già in fase di accelerazione. La presenza di fauna selvatica all’interno dei sedimi aeroportuali non è un fenomeno nuovo, ma la dinamica di questo episodio ha colpito per la tempistica e la precisione della manovra di sicurezza eseguita dai piloti.
    Il velivolo coinvolto nell’episodio del cervo in pista è un Airbus A321-200N della compagnia britannica Easyjet, identificato con la registrazione G-UZMD. Il volo, catalogato come U2-8304, era pronto a lasciare l’Italia per raggiungere la capitale inglese quando l’imprevisto ha obbligato l’equipaggio a una frenata d’emergenza per evitare l’impatto con l’animale che stava attraversando la traiettoria di decollo.
    La dinamica del decollo interrotto a 90 nodi
    Secondo le ricostruzioni tecniche, l’aereo stava accelerando lungo la pista 35R di Malpensa. Quando il tachimetro segnava circa 90 nodi (una velocità considerevole, pari a circa 167 km/h), i piloti hanno avvistato l’animale e hanno preso la decisione immediata di interrompere la corsa. La manovra di “rejected takeoff” è stata eseguita con estrema perizia: l’Airbus ha rallentato in sicurezza senza causare scossoni eccessivi o pericoli per le persone a bordo.
    Dopo aver arrestato l’aeromobile e lasciato la pista per liberare il transito agli altri voli, l’equipaggio ha atteso circa 15 minuti per verificare che i sistemi frenanti non fossero surriscaldati e che la pista fosse nuovamente agibile. Una volta accertata l’assenza di ulteriori pericoli, l’aereo è tornato in posizione di attesa sulla pista 35R, decollando definitivamente circa 25 minuti dopo l’interruzione forzata. Il volo ha raggiunto Londra Gatwick con un ritardo complessivo di soli 20 minuti rispetto all’orario previsto.
    Il racconto dei passeggeri e la conferma dello Sportello dei Diritti
    I passeggeri a bordo del volo U2-8304 hanno vissuto momenti di comprensibile stupore. Subito dopo la frenata, il capitano ha preso la parola per spiegare quanto accaduto, annunciando inizialmente che un animale stava attraversando la pista. Solo in un secondo momento, i membri dell’equipaggio hanno confermato che si trattava proprio di un esemplare di cervo.
    Sulla vicenda è intervenuto anche Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il quale ha sottolineato l’eccezionalità dell’evento rilevando come le testimonianze dei membri dell’equipaggio ai passeggeri abbiano chiarito la natura del pericolo evitato. Nonostante la paura iniziale, la professionalità dei piloti ha garantito che un potenziale incidente si trasformasse in un semplice aneddoto da raccontare una volta atterrati a Londra.
    La sicurezza aeroportuale e il problema del wildlife strike
    L’episodio del cervo in pista a Malpensa riaccende il dibattito sulla gestione della fauna selvatica negli aeroporti, tecnicamente definita wildlife strike management. Malpensa, essendo circondata dalle aree boschive del Parco del Ticino, non è nuova ad avvistamenti di animali, ma raramente un esemplare di grandi dimensioni come un cervo riesce a spingersi così vicino alle zone di rullaggio e decollo durante le ore di piena attività.
    I sistemi di recinzione e i controlli dei “bird control units” (le unità preposte all’allontanamento di uccelli e mammiferi) sono costantemente attivi, ma la vastità del perimetro aeroportuale rende talvolta possibile incursioni isolate. In questo caso, la prontezza dell’equipaggio Easyjet ha evitato danni meccanici al motore o alla carlinga, che avrebbero potuto essere gravissimi data la stazza dell’animale.
    Conclusioni: un lieto fine tra efficienza e natura
    Fortunatamente, la vicenda si è conclusa senza feriti e con disagi minimi per i viaggiatori. L’aereo è atterrato regolarmente a Gatwick, dimostrando come le procedure di sicurezza standard dell’aviazione civile siano in grado di gestire anche gli imprevisti più bizzarri. Resta la curiosità per un incontro ravvicinato tra l’alta tecnologia aeronautica e la fauna locale, un promemoria di come la natura possa talvolta reclamare i propri spazi, anche in uno degli aeroporti più trafficati d’Europa.

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    Aeroporto di Malpensa Cervo
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    Giuseppe Criseo

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