Proposta politica del Partito Popolare del Nord
Polizia Regionale: la proposta di Roberto Castelli per la sicurezza del Nord
Il dibattito sulla sicurezza in Italia si arricchisce di una nuova, netta presa di posizione da parte del Partito Popolare del Nord – Autonomia e Libertà. Roberto Castelli, segretario politico del movimento, è intervenuto recentemente in merito alle proposte di potenziamento delle forze dell’ordine nazionale, spostando l’attenzione su un modello radicalmente diverso: l’istituzione di una Polizia Regionale con reclutamento e addestramento riservato esclusivamente ai residenti sul territorio.
L’occasione è stata fornita dalle dichiarazioni di Carlo Calenda, che ha proposto l’assunzione di dodicimila nuovi carabinieri. Sebbene l’incremento degli organici sia visto positivamente, Castelli sottolinea come la vera svolta non risieda solo nel numero dei nuovi assunti, ma nel legame identitario e geografico tra chi deve garantire la sicurezza e il territorio che è chiamato a proteggere.
Il concetto di Polizia Regionale e il legame con il territorio
Secondo il Partito Popolare del Nord, la sicurezza non può essere gestita esclusivamente attraverso un modello centralizzato che sposta agenti da una parte all’altra della penisola. La proposta della Polizia Regionale si fonda sull’idea che una conoscenza approfondita del contesto sociale, delle consuetudini locali e della morfologia del territorio sia un requisito essenziale per un’efficace prevenzione del crimine.
Roberto Castelli ha chiarito questo punto con determinazione, spiegando che per difendere i cittadini con efficacia serve una sensibilità che solo chi vive e abita stabilmente in una regione può possedere. Una polizia che parla la lingua della gente, che ne conosce le criticità specifiche e che si sente parte integrante della comunità è, secondo il segretario, una forza più identitaria e motivata.
Reclutamento locale: opportunità per i giovani del Nord
Un altro pilastro fondamentale della proposta riguarda l’aspetto occupazionale e formativo. Francesca Losi, vice segretario del partito, ha evidenziato come la creazione di nuovi posti di lavoro nelle forze dell’ordine debba tradursi in un’opportunità concreta per i giovani residenti nelle regioni interessate.
L’idea è quella di istituire graduatorie di reclutamento su base regionale. In questo modo, le famiglie che contribuiscono al sistema fiscale della propria regione vedrebbero i propri figli avere una priorità nell’accesso a carriere nella sicurezza locale. Questo sistema non solo garantirebbe una maggiore stabilità lavorativa, evitando i continui trasferimenti che spesso affliggono gli agenti delle forze nazionali, ma permetterebbe anche una diffusione capillare delle competenze operative in materia di difesa e sicurezza tra la popolazione locale.
Legge di iniziativa popolare: difesa legittima e domicilio
La visione del Partito Popolare del Nord non si ferma alla riforma della polizia, ma tocca anche i diritti fondamentali dei cittadini in tema di autoprotezione. Dal 25 gennaio 2026, infatti, è possibile sottoscrivere le proposte di legge di iniziativa popolare depositate dal partito.
Queste proposte mirano a rafforzare il concetto di difesa sempre legittima e l’inviolabilità del domicilio. Per il movimento, il cittadino deve sentirsi protetto e tutelato dallo Stato non solo attraverso una presenza costante delle forze dell’ordine, ma anche tramite un quadro normativo che non trasformi la vittima di un’aggressione in un colpevole. La riforma della legittima difesa è considerata un passaggio necessario per restituire serenità alle famiglie e garantire che la propria abitazione rimanga un luogo sacro e inviolabile.
Verso un nuovo modello di sicurezza federale
La proposta di una Polizia Regionale si inserisce in una visione più ampia di autonomia e federalismo. Il Partito Popolare del Nord ritiene che la gestione della pubblica sicurezza debba essere più vicina ai cittadini, meno burocratizzata e più reattiva alle esigenze locali.
Mentre il governo centrale continua a ragionare in termini di grandi numeri e strutture nazionali, la proposta di Castelli e Losi invita a una riflessione sulla qualità del controllo del territorio. Investire nei residenti, addestrarli localmente e impiegarli nelle proprie comunità di origine rappresenta, secondo il Partito Popolare del Nord, la chiave per una convivenza civile più sicura e per una gestione dell’ordine pubblico che sia davvero al servizio del popolo.
In conclusione, la battaglia per la sicurezza del Nord passa attraverso il riconoscimento delle specificità territoriali e la valorizzazione delle risorse umane locali, elementi che la proposta di legge del Partito Popolare del Nord intende mettere al centro dell’agenda politica nazionale.
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