Malpensa, intasata, le recenti dichiarazioni dell’eurodeputata Isabella Tovaglieri.
Caos Aeroporti e Area Schengen: l’interrogazione di Isabella Tovaglieri contro i disagi del sistema EES
Il sistema di ingressi per l’area Schengen sta trasformando i principali scali europei in un terreno di disagi e lunghe attese. La denuncia arriva direttamente da Strasburgo, dove l’eurodeputata Isabella Tovaglieri (Lega) ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea per accendere i riflettori sulle criticità legate al nuovo sistema Entry/Exit System (EES).
Secondo l’esponente della Lega, le nuove procedure di controllo, entrate in vigore lo scorso ottobre per chi proviene da Paesi terzi, stanno mettendo a dura prova la capacità operativa degli aeroporti. La preoccupazione principale riguarda l’impatto imminente della stagione estiva, che rischia di mandare definitivamente in tilt la gestione dei flussi migratori e turistici se non verranno adottate soluzioni rapide ed efficienti.
Le criticità del sistema EES: code fino a quattro ore
L’implementazione delle nuove prescrizioni europee ha già mostrato i primi segni di cedimento. L’onorevole Tovaglieri ha evidenziato come, allo stato attuale, i tempi di attesa ai controlli abbiano già superato le due ore in diverse occasioni. Tuttavia, le proiezioni per i mesi più caldi sono ancora più allarmanti: con l’aumento dei voli e del traffico passeggeri tipico del periodo estivo, i tempi medi per completare le procedure burocratiche d’ingresso potrebbero raddoppiare, raggiungendo picchi di quattro ore.
Questo scenario non colpisce soltanto i cittadini provenienti da Paesi extra-UE, ma genera un effetto domino su tutta l’operatività degli scali. I ritardi ai varchi di frontiera si ripercuotono sulle coincidenze, sulla gestione dei bagagli e sul lavoro del personale aeroportuale, creando un clima di incertezza che danneggia l’immagine dell’area Schengen come destinazione turistica e d’affari.
Contatti avviati con il Commissario Brunner
Per far fronte a questa emergenza, Isabella Tovaglieri ha confermato di aver già avviato contatti diretti con il gabinetto di Magnus Brunner, Commissario europeo per gli Affari Interni e la Migrazione. L’obiettivo di questi colloqui è valutare congiuntamente possibili soluzioni tecniche e politiche che permettano di snellire i controlli senza compromettere la sicurezza dei confini europei.
“Bruxelles deve intervenire prima che il picco estivo mandi in tilt l’intero sistema aeroportuale”, ha dichiarato con fermezza l’eurodeputata. La richiesta è chiara: una revisione del sistema d’ingresso che lo renda più efficiente e adatto alle reali capacità logistiche delle società di gestione aeroportuale, le quali si trovano spesso in difficoltà nell’ottemperare a prescrizioni tecnico-gestionali particolarmente rigide.
La richiesta di sospensione: dare tempo alle società di gestione
Un punto cruciale dell’interrogazione presentata riguarda la flessibilità nell’applicazione delle norme. Tovaglieri ha chiesto formalmente alla Commissione UE se gli Stati membri abbiano ancora la possibilità di sospendere, in modo totale o parziale, l’attuazione delle nuove disposizioni fino al prossimo ottobre.
Questa finestra temporale sarebbe fondamentale per consentire agli aeroporti di adeguare le proprie infrastrutture e tecnologie alle misure richieste dall’Europa. Senza tempi “idonei e ragionevoli”, il rischio è quello di forzare un’implementazione che, invece di garantire sicurezza, produce solo inefficienza.
Le sfide per la competitività degli scali europei
La questione sollevata dalla Lega a Strasburgo tocca un tema sensibile per l’economia continentale: la competitività dei trasporti. Se gli aeroporti europei venissero percepiti come luoghi di “caos e disagi”, il traffico internazionale potrebbe spostarsi verso hub extra-comunitari più efficienti.
L’interrogazione mira dunque a proteggere non solo il diritto dei viaggiatori a un’esperienza di volo dignitosa, ma anche il valore economico generato dalle società di gestione aeroportuale. Rendere il sistema EES meno invasivo e più digitale potrebbe essere la chiave per bilanciare la necessità di monitoraggio dei flussi con l’esigenza di fluidità tipica del mercato unico e dell’area di libera circolazione.
Conclusioni: la palla passa alla Commissione
L’iniziativa di Isabella Tovaglieri rappresenta un monito importante per le istituzioni europee. La gestione dei confini esterni è un pilastro della stabilità dell’Unione, ma la sua implementazione pratica non può ignorare la realtà dei fatti: scali congestionati e passeggeri esasperati.
Resta ora da vedere quale sarà la risposta della Commissione e se il Commissario Brunner accoglierà le proposte di flessibilità avanzate per evitare che l’estate 2026 venga ricordata come quella delle code record negli aeroporti dell’area Schengen.
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