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    Neonato oltre la ringhiera per un selfie

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    By Giuseppe Criseo on 22 Febbraio 2026 Società, Salute e benessere
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    Shock alle Cascate di Iguazu: un turista solleva un neonato oltre la ringhiera per una foto. Guarda i dettagli dell’incredibile episodio avvenuto nella Gola del Diavolo.

    Follia alle Cascate di Iguazu: turista solleva un neonato oltre la ringhiera per un selfie nella Gola del Diavolo

    Il confine tra la ricerca dello scatto perfetto e l’incoscienza pura sembra essersi definitivamente dissolto. L’ultimo episodio di quella che potremmo definire “selfie mania” estrema si è consumato martedì 17 febbraio 2026, lasciando il mondo intero senza parole. Un uomo è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza mentre compiva un gesto da brivido: sollevare un neonato oltre la ringhiera di protezione proprio sopra l’abisso delle Cascate di Iguazu, sul versante argentino.

    L’incidente, avvenuto nel punto panoramico della celebre Gola del Diavolo (Garganta del Diablo), ha mostrato quanto la smania di visibilità sui social possa oscurare il più elementare istinto di protezione. Tenere un neonato oltre la ringhiera a un’altezza di circa 80 metri — l’equivalente di un palazzo di 27 piani — non è solo una violazione del regolamento del parco, ma un rischio mortale calcolato per una manciata di like.

    Garganta del Diablo: la potenza della natura sfida l’incoscienza umana

    La Gola del Diavolo è il salto più imponente e spettacolare dell’intero Parco Nazionale dell’Iguazú. Si tratta di una maestosa voragine a forma di U, larga 150 metri, dove tonnellate d’acqua precipitano con una forza tale da creare una nube di vapore perenne. Per raggiungere questo punto, i turisti percorrono una passerella di oltre un chilometro che offre una vista ravvicinata sul “muro d’acqua”.

    Le immagini, diventate immediatamente virali, mostrano l’adulto che solleva il piccolo nel vuoto, aggirando deliberatamente le barriere di sicurezza progettate per resistere alla forza degli elementi e proteggere i visitatori. A pochi metri di distanza, una donna è stata immortalata mentre scattava la fotografia, rendendosi complice di un momento che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia in una frazione di secondo, magari a causa di un improvviso colpo di vento o di un semplice scivolamento.

    L’intervento dello “Sportello dei Diritti” e le reazioni ufficiali

    L’identità dei protagonisti non è stata ancora resa pubblica, ma le autorità del parco e le organizzazioni di tutela dei cittadini sono già sul piede di guerra. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha ripreso la ferma posizione della società concessionaria Iguazú Argentina SA. L’azienda ha ribadito con forza che le strutture di sicurezza non sono semplici suggerimenti estetici, ma barriere vitali poste proprio per prevenire situazioni di rischio estremo.

    Nonostante la segnaletica sia onnipresente e multilingue, e nonostante i cartelli sconsiglino esplicitamente di sporgersi o oltrepassare i limiti stabiliti, episodi come quello del neonato oltre la ringhiera continuano a verificarsi. “Casi isolati, ma gravissimi”, sottolineano gli esperti, che evidenziano una preoccupante deriva psicologica legata all’uso dei dispositivi mobili nei luoghi pubblici.

    Quali sono le sanzioni previste dal regolamento?

    * Ammonimenti e multe: Per violazioni lievi o distrazioni.

    * Espulsione immediata: Allontanamento forzato dal perimetro del Parco Nazionale.

    * Daspo dai Parchi Nazionali: Se identificato, all’uomo potrebbe essere vietato l’accesso a qualsiasi altro parco nazionale in territorio argentino per un lungo periodo.

    Episodi curiosi e il lato oscuro della “Selfie Mania”

    Non è la prima volta che le cronache internazionali riportano episodi di questo tipo, ma l’impiego di un neonato come “oggetto di scena” alza l’asticella dell’orrore etico. Qualche anno fa, un turista in India perse la vita tentando un selfie con un elefante selvatico; in un altro caso celebre, un uomo distrusse una statua del XVIII secolo cercando di sedercisi sopra per un autoritratto.

    La differenza, in questo caso, è la totale mancanza di tutela verso un minore incapace di intendere e volere. La psicologia moderna sta studiando questo fenomeno chiamandolo “Selfie Dysmorphia” o, nei casi più gravi, narcisismo digitale patologico, dove la percezione del pericolo fisico viene annullata dalla gratificazione istantanea che deriva dalla condivisione di un’immagine estrema.

    Il futuro del turismo: sicurezza o limitazione della libertà?

    Questo triste episodio alle Cascate di Iguazu riapre il dibattito sulla gestione dei flussi turistici nei siti naturali più sensibili. Molti si chiedono se, in futuro, sarà necessario installare barriere ancora più alte e invasive, che però finirebbero per rovinare l’esperienza visiva e l’armonia del paesaggio naturale.

    La soluzione non può essere solo strutturale, ma deve essere culturale. Educare al rispetto dei limiti non significa limitare la libertà, ma garantire che luoghi magici come la Gola del Diavolo rimangano accessibili a tutti senza trasformarsi in scenari di morte. Le autorità argentine stanno ora incrociando i dati delle telecamere con i registri degli ingressi per risalire ai responsabili: un segnale necessario per far capire che l’incoscienza non può e non deve restare impunita.

    La speranza è che questo video virale serva da monito: nessuna fotografia, per quanto spettacolare, vale il rischio di una vita umana, specialmente quella di un bambino che si affida totalmente alle mani di chi dovrebbe proteggerlo.

    Shock alle Cascate di Iguazu: un turista solleva un neonato oltre la ringhiera per una foto. Guarda i dettagli dell’incredibile episodio avvenuto nella Gola del Diavolo.

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