Coisp.Identificativi, respinti ben due tentativi di introdurli

COMUNICATO STAMPA DEL 16 MARZO 2017 Oggetto: Identificativi, respinti ben due tentativi di introdurli, il Coisp: “Mentre noi continuiamo a pagare il nostro tributo di sangue ad ogni manifestazione pubblica il partito dell’antipolizia insiste, ma non vince….” “Due distinti tentativi di attentare alla sicurezza ed all’incolumità degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine sono stati neutralizzati a distanza di poche ore l’uno dall’altro, e proprio mentre noi stavamo facendo la conta dei feriti do...

COMUNICATO STAMPA DEL 16 MARZO 2017 Oggetto: Identificativi, respinti ben due tentativi di introdurli, il Coisp: “Mentre noi continuiamo a pagare il nostro tributo di sangue ad ogni manifestazione pubblica il partito dell’antipolizia insiste, ma non vince….” “Due distinti tentativi di attentare alla sicurezza ed all’incolumità degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine sono stati neutralizzati a distanza di poche ore l’uno dall’altro, e proprio mentre noi stavamo facendo la conta dei feriti dopo l’ultima vergognosa manifestazione pubblica tramutatasi nella solita mattanza dei Tutori dell’ordine. Ora sarebbe bene passare a discutere di ciò che davvero serve per riportare le cose il più possibile nell’alveo del rispetto della legalità anzitutto, e del rispetto della civiltà e della dignità e salute dei Servitori dello Stato che portano una divisa: arresti in flagranza differita per chi aggredisce le Forze dell’Ordine; mezzi per giungere all’identificazione di chi puntualmente calpesta leggi e regole dietro al paravento della libera affermazione del pensiero con sassi, bastoni, bombe, spranghe, bulloni; caparre a carico degli organizzatori di manifestazioni e cortei che devono assumersi la responsabilità di vedere ogni buona occasione tramutarsi nella solita guerriglia urbana con tanto di devastazioni di città oltre che con il consueto accanimento contro gli Operatori in divisa; ed altro ancora”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, all’esito dell’ultimo appuntamento in Parlamento in merito al decreto legge sulla sicurezza urbana. “Dopo che è stato spazzato via - spiega Maccari - il subdolo tentativo del Movimento 5 Stelle di farci marchiare attraverso un emendamento al testo del decreto del Ministro, con cui si chiedeva di identificare i singoli Poliziotti in servizio di ordine pubblico, la Camera ha anche “fatto sparire” un secondo emendamento, voluto dallo stesso Minniti, che prevedeva l’introduzione dell’identificativo del Reparto di appartenenza. Comprendiamo bene il tentativo del Ministro di trovare soluzioni di mediazione che allentino la pressione esercitata in ogni sede ed in ogni modo dal partito dell’antipolizia, pur agendo senza superare i limiti impostigli dalla propria profonda conoscenza e consapevolezza delle caratteristiche e dei rischi connessi al nostro lavoro. Minniti, suo malgrado, fa i conti anche con quella fetta della sua parte politica che storicamente ed in maniera provata e confermata identifica gli Operatori di Polizia come nemici giurati da combattere, e che assieme a tanti altri fomentatori dell’insofferenza e della repulsione nei nostri confronti insiste a premere perché si finisca per agire contro di noi invece che a sostegno del nostro operato mirato a garantire la sicurezza. Un miscuglio di gente senza vergogna e senza alcun senso di responsabilità che quotidianamente getta benzina sul fuoco della protesta ad ogni costo e con ogni mezzo, sapendo perfettamente come questo porti sistematicamente a gravissime manifestazioni di violenza che mettono in pericolo tutti, noi per primi. Gentaglia che si sente autorizzata a proferire affermazioni gravissime, e che dovranno essere fermamente perseguite, come un certo signore che da Napoli osa dire che gli scontri di sabato scorso, in cui ben 16 Poliziotti sono finiti in ospedale, sono stati frutto di una ‘trappola organizzata dalla Questura’. Si tratta di deliri veri e propri che, volente o nolente, finiscono per stratificarsi nelle fondamenta di quella mentalità che porta a sentirsi legittimati a spaccare, devastare, picchiare, distruggere, aggredire”. “Ma il partito dell’antipolizia che abbiamo smascherato da tempo – conclude Maccari – e di cui continuiamo a denunciare la pericolosità, insiste ma non la spunta. Ancora una volta al Parlamento si è scelto responsabilmente di tutelare l’incolumità degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine già fin troppo esposti a ritorsioni, attacchi e vendette e senza alcuna seria tutela dalla propria parte, ma chiediamo di più. Servono misure concrete per arginare la violenza dei professionisti del disordine, per consentire anche a noi di riuscire adeguatamente a fare sicurezza nelle strade, nelle piazze, nelle città”.
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