Corte Costituzionale. Schiaffone al bilancio 

LA CORTE COSTITUZIONALE TIRA UNO SCHIAFFONE AL PAREGGIO DI BILANCIO Il collega e amico Avv. Marco Mori, sempre molto vigile sull'operato della Consulta (è stato il primo ad avvertire il pericolo per l'elezione in Corte di uno come Barbera), mi ha prontamente avvisato del deposito, nella giornata di ieri, della Sentenza della Corte Costituzionale n. 275/2016.  Oggetto della pronuncia è il rapporto tra equilibrio di bilancio (art. 81 Cost.) e le garanzie minime per rendere effettivo il dir...

LA CORTE COSTITUZIONALE TIRA UNO SCHIAFFONE AL PAREGGIO DI BILANCIO Il collega e amico Avv. Marco Mori, sempre molto vigile sull'operato della Consulta (è stato il primo ad avvertire il pericolo per l'elezione in Corte di uno come Barbera), mi ha prontamente avvisato del deposito, nella giornata di ieri, della Sentenza della Corte Costituzionale n. 275/2016.  Oggetto della pronuncia è il rapporto tra equilibrio di bilancio (art. 81 Cost.) e le garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all'educazione degli alunni disabili.  Questo è quanto sancisce la Corte nella Sentenza: "Non può nemmeno essere condiviso l'argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l'art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria.  A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all'educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell'art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio di bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia confinatrice.  È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione".   In pratica, per dirla con parole semplici, la Corte sancisce che non sono i diritti (in questo caso definiti "incomprimibili") a doversi adeguare alla regola dell'equilibrio di bilancio, bensì è quest'ultimo che deve conformarsi alla doverosa erogazione di tali diritti.  In parole povere, sono anzitutto i diritti a dover essere garantiti (soprattutto se "incomprimibili"), a prescindere dall'equilibrio di bilancio, che alla doverosa erogazione di tali diritti deve conformarsi.  Un primo bello schiaffone alla folle costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio! Non è sufficiente per debellare il crimine di aver inserito il pareggio di bilancio in Costituzione, ma è un primo passo molto importante!  Mi auguro che la Consulta giunga, il prima possibile, a dichiarare anche l'incostituzionalità della legge costituzionale n. 1/2012 (che introdusse in Costituzione il vincolo del pareggio di bilancio) per palese violazione dei principi inderogabili della Costituzione primigenia.  Ma dovrebbe essere la politica, quindi il Parlamento (senza aspettare la Corte), a dover provvedere al più presto ad una revisione costituzionale che abroghi il vincolo del pareggio di bilancio inserito in Costituzione nel 2012.  Per questo sto scrivendo, come "suggeritore" della politica, un mio progetto di revisione costituzionale che prevede l'abrogazione del pareggio di bilancio e la costituzionalizzazione dei contro-limiti, oltre ad altre interessanti disposizioni che tutelano concretamente l'interesse nazionale contro il mostro anti-democratico della produzione normativa europea.  Appena sarà pronto ne darò notizia su "Economia Democratica".  Giuseppe Palma