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    KANDINSKY E L’ITALIA

    Alle origini dell’astrazione: al Ma*Ga l’eredità di Kandinsky

    0
    By Paolo Franzato on 28 Marzo 2026 Cultura, Eventi, Gallarate, In evidenza, Lombardia, Malpensa, Primo piano, Redazione
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    Fino al 12 aprile 2026 al Ma*Ga di Gallarate è visitabile al mostra KANDINSKY E L’ITALIA. 

    Un viaggio alle radici dell’arte astratta, tra capolavori e riflessioni teoriche che hanno segnato la modernità artistica. È questo il cuore della mostra nata dalla collaborazione tra la Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro di Venezia e il Museo MA*GA, con l’obiettivo di valorizzare le rispettive collezioni e mettere in luce il ruolo centrale di Wassily Kandinsky nel panorama europeo del Novecento.

    L’esposizione, che riunisce circa 130 opere provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private, propone un percorso che attraversa le avanguardie storiche fino alla piena affermazione del linguaggio non figurativo. Un racconto articolato che non si limita a ricostruire la nascita dell’astrattismo, ma ne evidenzia anche l’eredità e l’attualità, a partire da quella dimensione spirituale che Kandinsky considerava fondamento dell’arte.

    Wassily Kandinsky

    KANDINSKY E GLI SVILUPPI DELL’ARTE ASTRATTA EUROPEA

    La prima sezione presenta opere di protagonisti internazionali come Paul Klee, Joan Miró, Jean Arp, Antoni Tàpies, Yves Tanguy e Alexander Calder. Un insieme di opere che restituisce la vitalità della scena europea tra gli anni Venti e Trenta, periodo in cui l’insegnamento di Kandinsky al Bauhaus si rivelò decisivo per lo sviluppo della pittura astratta.

    Già nel 1911, con la fondazione a Monaco del gruppo Der Blaue Reiter insieme a Franz Marc, Kandinsky aveva promosso una nuova idea di arte: non più semplice rappresentazione del reale, ma sintesi tra mondo visibile e dimensione interiore. Questa visione trovò piena espressione nell’“Almanacco del Cavaliere Azzurro”, una pubblicazione che riuniva artisti e musicisti attorno al principio dell’unità delle arti.

    Fondamentale, in questo percorso, fu anche il dialogo con la musica contemporanea, in particolare con quella di Arnold Schönberg. Nei suoi scritti teorici, Kandinsky sviluppò infatti l’idea di una pittura capace di funzionare come una “sinfonia visiva”, in cui colori, linee e forme si organizzano secondo principi espressivi autonomi.

    A partire dal 1922, durante l’esperienza al Bauhaus di Weimar, l’artista approfondì ulteriormente le sue ricerche, studiando la relazione tra colore e forma e confrontandosi con discipline come la psicologia e la teoria cromatica di Johann Wolfgang von Goethe. Ne nacque un linguaggio rigoroso e al tempo stesso profondamente espressivo, fondato sull’equilibrio dinamico tra punti, linee e superfici.

    Il percorso espositivo mostra come queste idee abbiano influenzato un’intera generazione di artisti, tra cui Alexej von Jawlensky, oltre agli stessi Arp, Miró e Calder. Le loro opere testimoniano una stagione di straordinaria sperimentazione, in cui l’astrazione assume forme diverse: liriche, oniriche, talvolta vicine al surrealismo.

    Kandinsky

    IL MILIONE E IL GRUPPO COMO: LABORATORIO DELL’ASTRAZIONE ITALIANA

    La seconda sezione della mostra si concentra invece sul rapporto, profondo ma non privo di tensioni, tra Kandinsky e la scena artistica italiana. Un momento cruciale fu la personale del 1934 alla Galleria del Milione, che rappresentò un importante terreno di confronto per quegli artisti intenzionati a superare la figurazione dominante.

    In questo contesto, la diffusione dell’astrattismo in Italia – dalle Avanguardie storiche fino agli anni Cinquanta – si riflette nelle ricerche di protagonisti come Lucio Fontana, Osvaldo Licini, Fausto Melotti, Manlio Rho, Enrico Prampolini, Atanasio Soldati e Luigi Veronesi. Le loro opere testimoniano un confronto vivo con le teorie kandinskiane, rielaborate in chiave autonoma e spesso originale.

    Paul Klee

    KANDINSKY E L’ITALIA: EVOLUZIONE DELL’ARTE ASTRATTA NEL SECONDO DOPOGUERRA

    L’ultima sezione evidenzia come, nel secondo dopoguerra, il pensiero del maestro russo continui a esercitare una forte influenza sull’arte italiana. Ne sono esempio i lavori di Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Roberto Matta, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo ed Emilio Vedova, protagonisti di una nuova stagione di sperimentazione.

    In quegli anni, mostre fondamentali come “Arte astratta e concreta” del 1947 a Milano e “Arte Astratta in Italia” del 1948 a Roma, insieme alla nascita di gruppi e movimenti come Forma 1, Movimento Arte Concreta e Origine, contribuirono a mantenere viva e attuale la lezione di Kandinsky. Queste esperienze avvicinarono le nuove generazioni ai maestri storici, offrendo loro strumenti e riferimenti per esplorare in autonomia un linguaggio visivo radicalmente nuovo.

    La mostra si configura così come un ampio affresco sull’evoluzione dell’astrazione, capace di collegare contesti geografici e stagioni artistiche diverse. Al centro, ancora una volta, resta l’intuizione di Kandinsky: un’arte libera, autonoma, guidata da una necessità interiore che continua a parlare al presente.

    Joan Miró
    INFORMAZIONI MOSTRA

    Museo MA*GA via E. De Magri 1 21013 Gallarate VA

    Telefono +39 0331706011 – mail: info@museomaga.it – sito web: https://www.museomaga.it/

    Martedì–Mercoledì-Giovedì-Venerdì: 10.00–19.00
    Sabato–Domenica: 11.00–19.00
    Lunedì chiuso. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura del museo.

    Apertura straordinaria Pasqua 2026 Domenica 5 e lunedì 6 aprile: 11.00-19.00

    Paolo Franzato

    https://varesepress.info/animali/lesotika-pet-show-a-malpensa-fiere/

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    astrattismo Gallarate Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro Joan Miró Museo MA*GA Paul Klee Wassily Kandinsky
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    Paolo Franzato
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    Regista, psicopedagogista e formatore, direttore artistico e culturale di eventi, rassegne, festival e Stagioni teatrali. Docente di discipline artistiche e teatrali. Dedica l'attività giornalistica ad argomenti e manifestazioni di Arte, Cultura e Spettacolo. www.franzato.it/info

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