Indignazione della Lista Popolari insieme per Saronno

La lettura del quartino diffuso ieri da Saronno al Centro dall’emblematico titolo “Per la rinascita di Saronno” suscita in noi Popolari un moto di indignazione e ci obbliga ad immediate quanto perentorie precisazioni. Passi per i sondaggi fantasma, le analisi pseudoscientifiche sui flussi elettorali, le finte interviste (anonime) alla gente, le auto incensazioni ecc. Quello che noi Popolari smentiamo con forza è la ricostruzione piena di omissioni e di vere e proprie balle dei passaggi che ha...

La lettura del quartino diffuso ieri da Saronno al Centro dall’emblematico titolo “Per la rinascita di Saronno” suscita in noi Popolari un moto di indignazione e ci obbliga ad immediate quanto perentorie precisazioni. Passi per i sondaggi fantasma, le analisi pseudoscientifiche sui flussi elettorali, le finte interviste (anonime) alla gente, le auto incensazioni ecc. Quello che noi Popolari smentiamo con forza è la ricostruzione piena di omissioni e di vere e proprie balle dei passaggi che hanno portato alla definizione delle candidature nel centrodestra. In essa si sostiene l’incredibile tesi che sarebbero stati i vertici regionali dell’UDC a imporre la candidatura Gilli ai riottosi popolari saronnesi. Innanzitutto il pezzo poggia su di un presupposto errato ovvero che la lista dei Popolari sia tout court la lista dell’UDC. Essa è invece una lista civica nata dall’alleanza di tre diversi partiti con l’apporto di numerosi esponenti indipendenti della società civile che hanno come riferimento comune il Partito Popolare Europeo e che si muovono sulla base di pari dignità e pari poteri decisionali. Infatti la decisione di sostenere Gilli è stata presa all’unanimità dal comitato promotore della lista e dai vertici cittadini dei tre partiti ovvero Massimo Beneggi per l’UDC, Lucio Bergamaschi per i Popolari per l’Italia e Gian Maria Favaloro per l’NCD. Quindi anche volendo il segretario regionale dell’UDC non avrebbe potuto imporre un bel nulla. Peraltro la citata nomina di Christian Campiotti nella Fondazione Molina è precedente ai fatti citati, quindi questi signori non sanno neppure compulsare il calendario. E’ certamente vero che nei mesi precedenti la chiusura delle liste elettorali noi Popolari avevamo intensamente lavorato a una candidatura in grado di unire tutti i moderati arrivando a individuare una figura gradita anche a SAC nella speranza che si ricomponesse un quadro unitario ma questa soluzione venne rifiutata proprio da SAC provocando l’allontanamento del personaggio in questione che fino ad allora era stato uno degli esponenti più in vista di quel raggruppamento. Se dunque c’è un’entità responsabile della mancata unità dei moderati a Saronno questa è proprio SAC. Si arriva a sostenere nel pezzo di apertura a pagina 1 che “molti sostenitori dei Popolari sarebbe intenzionati ad effettuare il voto disgiunto in favore di Lonardoni”. Non sappiamo da quali fonti l’estensore abbia appreso tale notizia che è del tutto priva di fondamento e che contrasta con la deontologia e la prassi di tutti i nostri militanti. Sfidiamo Sac a trovare un solo candidato o esponente dei Popolari che abbia sostenuto pubblicamente o privatamente tale eventualità e chiediamo la rettifica immediata di tale diffamatoria affermazione. Gli esponenti di SAC pontificano da mesi sulla loro “diversitò” di stile e di metodo nei confronti del sistema dei “vecchi” partiti. Ebbene con queste affermazioni diffuse a 24 ore dalla fine della campagna elettorale fanno un grande autogol che tradisce tutto il loro nervosismo: sotto la patina del nuovo e ben al riparo di facce giovani e pulite gratta gratta ci sono i vecchi marpioni della politica saronnese fatta di tatticismi, veleni e sgambetti pronti ovviamente il primo di giugno ad allearsi con il vincitore di turno. Se questa è la rinascita di Saronno ve la lasciamo tutta volentieri! Noi sosteniamo con totale convinzione Gilli e ci auguriamo per il bene della città che tra pochi giorni torni a governare Saronno. Lista Popolari insieme per Saronno