Gigi Farioli instrumentum laboris

Nel pieno delle pause agostane e alla vigilia dell'ultimo miglio di chi vuole assolvere fino alla fine il proprio dovere in un momento caratterizzato da difficoltà crescenti e sempre più carente di riferimenti istituzionali chiari, qual è l'imperativo categorico? Per un onesto timoniere c'è, tra gli altri, sicuramente quello di non venir meno alla abitudine, ormai consolidata,  di sottoporre alle forze consiliari, e non solo, alcune tracce di lavoro. Le tentazioni che rischiano, infatti,...

Nel pieno delle pause agostane e alla vigilia dell'ultimo miglio di chi vuole assolvere fino alla fine il proprio dovere in un momento caratterizzato da difficoltà crescenti e sempre più carente di riferimenti istituzionali chiari, qual è l'imperativo categorico? Per un onesto timoniere c'è, tra gli altri, sicuramente quello di non venir meno alla abitudine, ormai consolidata,  di sottoporre alle forze consiliari, e non solo, alcune tracce di lavoro. Le tentazioni che rischiano, infatti,  di condizionare l'ultimo tratto di un decennio e che necessitano di una convinta e morale resistenza, sono essenzialmente due. Da un lato, tirare i remi in barca nell'avvicinarsi al porto abbandonando ambiziosi e nuovi orizzonti. Dall'altro, farsi cogliere da un frenetico e scomposto attivismo che, nell'approssimarsi a un confronto elettorale destinato a ridisegnare e riassegnare incarichi e responsabilità, faccia perdere uno strategico progetto d'insieme. I due estremi del pendolo tentatore sono da sempre, ancor di più dopo l'introduzione dell'elezione diretta del sindaco, i rischi maggiori a cui soggiace una amministrazione e, inevitabilmente, a cui rischia di soggiacere l'intera comunità  di riferimento. Alcune significative idee, già oggetto delle relazioni ai bilanci, non possono essere dimenticate; così come gli effetti di delibere divenute operative a livello sovra comunale nei mesi scorsi non possono che fungere da stella polare per la scelta della rotta. E' infatti dovere di ogni politico  valutare le priorità, analizzando costi,  benefici e ricadute in termini economici e finanziari ma, non di meno, in merito alla  tutela delle persone, la loro professionalità, l'ambiente, la salute e la qualità dei servizi. Se questo è un impegno, credo, unanimemente condiviso, non possono che avere assoluta priorità scelte, atti e determinazioni inequivoche anche in merito al presente, ma ancor più al futuro, delle società di cui il comune è  direttamente e indirettamente socio. Non sarà certamente sfuggito a nessuno che il tema delle partecipazioni, l'obbligo di una loro ridefinizione, insieme con le pur discutibili e cogenti "leggi di stabilità" e "documenti economico-finanziari" non ci colgono per fortuna né impreparati, né nel novero degli inadempienti (oltre 50% delle realtà locali secondo stime del Sole 24 ore). Ma se, per lungimiranza dell'Amministrazione comunale e anche del suo consiglio comunale, Busto ha fatto di questi temi costante segno di confronto che, spesso, superando schematismi fra maggioranza e opposizione, ha permesso scelte coraggiose di indirizzo, nei prossimi  mesi  siamo obbligati a scelte operative ancor più decisive e non certamente scontate.     Su Accam pesa la necessità di dare concreta fattibilità all'ambizioso obiettivo della società unica dalla raccolta allo smaltimento, il cui destino, a tutt'oggi, appare tutt'altro che scontato. Sul suo difficile iter non si pongono come ostacoli i problemi tecnici di classificazione, quanto l'assoluta incertezza e nebulosità, allo stato dell'arte,  dei piani di sostenibilità e l'identificazione di alternative concrete, definite e praticabili al sito di via Arconate che, lo ripeto, dovrà essere restituito e bonificato entro il 2025. Sempre sul fronte ambientale, non senza una importante ricaduta sulle tasche dell'Amministrazione e dei cittadini,  si configura l'affidamento alla società Alfa del servizio idrico integrato dell'ATO. Il ruolo determinante, ma sinora non ancora riconosciuto da atti impegnativi, di Busto Arsizio e dell'Agesp, deve tradursi entro l'anno in corso, in garanzie contrattuali. In tale  prospettiva,  vanno riconosciuti a Busto, all'Agesp e, quindi, di fatto, a tutti i cittadini soci, gli investimenti a suo tempo autonomamente effettuati e i sacrifici economici sopportati nella prospettiva di trasformare Prealpi Servizi in gestore unico. Aldilà della ovvia tutela della società (Prealpi Servizi), delle quote societarie (Agesp etc), va, a mio parere, prevista in tempi stretti la netta separazione tra proprietà immobiliari e il loro destino (vedi ex cartiera Vita Mayer Cairate) e il core business connesso al servizio idrico, così come vanno definiti contenuto e durata del contratto di servizio tra Alfa e Prealpi, in coerenza  con gli impegni finora assunti. Ancor più urgente è la definizione del contratto di Alfa con Agesp spa come atto propedeutico alla incorporazione del settore idrico di Agesp in Alfa, fasi nelle quali tradurre concretamente i crediti maturati e garantire e/o promuovere le professionalità oggi in carico ad Agesp spa. Sempre sul versante dell'ambiente e delle ricadute economiche e finanziarie sia sulle amministrazioni che sulle imprese e sui cittadini vanno inquadrate le importanti azioni propedeutiche alla gara del gas. Entro la fine del corrente anno saranno completate le procedure, firmate le convenzioni, composti i comitati tecnici d'area, ripartiti gli oneri di spesa fra gli Enti, essendo già stata scelta Busto come stazione appaltante. In tale prospettiva, essenziali sono le linee di indirizzo in merito a Prealpi gas e sul suo posizionamento strategico. Infine, sulla scorta delle osservazioni che l'ufficio di monitoraggio e di controllo comunale ha perfezionato nel primo semestre, andrà ridefinito entro la fine dell'anno il piano   organizzativo societario e delle risorse economiche, finanziarie e professionali anche per le restanti partecipazioni, in uno con le ottimizzazioni dei servizi connessi. E', quello sulle partecipazioni, ovviamente un tema complesso, delicato e poco adatto a valutazioni superficiali e dibattiti di facile visibilità. Ma con ricadute in termini di risorse e sulla quotidianità dei nostri concittadini, oltre che sul futuro della Città e dell'Amministrazione, ben superiori alla stragrande maggioranza dei temi che solitamente si discutono nei consigli comunali e sulle pagine dei quotidiani. In prospettiva, inoltre, delle nuove modalità, in parte dettate dalle regole di contabilità pubblica, in parte anticipate per volontà autonoma di trasparenza nella scelta di utilizzo delle risorse, queste determinazioni appaiono indispensabili anche in previsione dei  dibattiti e delle successive approvazioni dei bilanci, per le evidenti e certe ricadute sulle scelte fiscali e sulle operazioni di investimento. Non meno importanti sono stati altri provvedimenti assunti nelle scorse settimane (soprattutto sul versante dell'urbanistica). Sarà indispensabile perfezionarli con atti conseguenti, che consentano un concreto e sostanziale contributo all'annunciata ripresa economica che, ahimè, nonostante le positive condizioni di contesto (crollo del costo del petrolio, rafforzamento del dollaro sull'Euro, quantitative easing draghiano), appare particolarmente frenata e perlopiù priva dell'auspicato aumento di opportunità lavorative. E' per questo che, oltre al consolidamento del fondo famiglia-lavoro, grazie alle proficue triangolazioni con il Distretto Urbano del Commercio, occorre osare di più sul fronte dello sviluppo e della competitività collegate all'inclusione sociale. Il perfezionamento dei progetti strategici su Europa 2020, il Piano di Adesione per l'Energia Sostenibile (PAES), i progetti in continuità con Polotexsport, Dress Care, fuori Expo, i protocolli memorandum con Camera di commercio, Regione, investitori stranieri, devono essere accompagnati da adeguati, concreti incentivi alla ripresa dell'attività edilizia e al suo indotto. E ciò, dando seguito e forma alle principali linee guida del Piano di Governo del Territorio (PGT), per dare sostegno, incentivo e risposta a chi, pur in crisi di liquidità e di difficoltà di credito, ha ancora il coraggio, il bisogno e il desiderio di investire. L'emanazione di titoli edificatori a compimento di piani attuativi caratterizzati da un sano mix tra terziario, residenziale e commercio di media dimensione, dovranno accompagnarsi, entro il prossimo mese di settembre, all'interno di una programmazione pluriennale e in coerenza con il regolamento dei diritti volumetrici, ai bandi pubblici di incentivo per le riqualificazioni urbane e il miglioramento energetico dell'abitato. Tutto ciò   favorendo un patto di sviluppo tra famiglie, imprese, mondi dell'artigianato e dell'impiantistica e sistema del credito locale. Sempre entro il mese di ottobre verrà perfezionato in consiglio comunale il nuovo dettato convenzionale del centro storico a cavallo di san Giovanni e san Michele, con la riqualificazione dei poli culturali e l'ottimizzazione della zona a traffico limitato nell'intorno della piazza civica Vittorio Emanuele II, i relativi parcheggi e la viabilità pertinenziale. Sempre entro l'ottobre prossimo, verrà assunto il Piano di inquadramento urbanistico dell'ambito di trasformazione meglio noto come ambito ex Calzaturificio Borri. Tale piano ha tre step. Esso ha, peraltro, come perno essenziale e condiviso nel processo di concertazione avviato nei mesi scorsi, la realizzazione per la parte pubblica di una valorizzazione patrimoniale connessa ad un ambizioso investimento sulla competitività internazionale del sistema dell'educazione, della formazione e della buona scuola superiore. Valorizzazione che, inquadrata all'interno del protocollo MIUR Bei e/o su una innovativa città del bambino, sia inserita nella riqualificazione e risanamento della parte a parco e servizi, in un'equa prospettiva di sostenibilità dell'intervento privato. In uno con il rilancio e l'ottimizzazione delle eccellenze scolastiche formative della città e delle politiche di sostegno all'orientamento, anche facendo leva sulla sala Monaco e i Molini Marzoli, verranno proposti, a partire dal prossimo anno scolastico, percorsi innovativi con sinergia pubblico-privato nell'ambito del sempre più strategico rapporto tra mondo della scuola e mondo del lavoro. Centrale in questo itinerario, la giornata di riflessione, orientamento, indirizzo e proposta del 10 ottobre. Tale itinerario, inserito nel più ampio obiettivo della difesa e garanzia del futuro, ha come noto a supporto specifici capitoli di bilancio che fungono da volano ed attrazione di ulteriori risorse all'interno delle Politiche Strategiche. Politiche Strategiche che, ovviamente, inseriscono in una trasversale cabina di regia anche tutte le altre iniziative di attrazione risorse, sia per i contenuti già ricordati che per funzionali ed efficienti contenitori. Tali progetti che, come non sarà certamente sfuggito ai più attenti interlocutori, si incrociano sia con i piani di inquadramento urbano (il già citato Borri ma anche il settore Nord), sia con il più organico PAES, ai margini del quale non va sottovalutato l'ormai avanzato piano di teleriscaldamento, che, pur dovendo fare a meno del generatore termovalorizzatore, dovrà comunque essere perseguito in una nuova connotazione societaria (non più in Agesp Energia ma in Agesp spa).   Ultimo, ma non certamente per ordine di importanza e strategicità, è il tema della ridefinizione delle politiche di welfare che, pur risentendo della penuria di risorse a disposizione, anzi proprio per valorizzarle al massimo potenziale, hanno necessità di sempre meglio riposizionarsi su criteri di superamento dell'assistenzialismo cronico e sulla necessità di efficaci risposte ai bisogni recentemente emersi ed emergenti, con particolare attenzione alle nuove realtà socio-demografiche. In questo contesto, vanno predisposte, favorite, incentivate e promosse nuove iniziative di silver housing e silver welfare di cui la riqualificazione e gestione di via Tasso, con l'offerta della nuova destinazione di Beata Giuliana, costituisce solo una anticipazione e uno spaccato. Cosi come anticipazione e spaccato del consapevole lascito ricevuto dagli antenati in termini patrimoniali esige il dare seguito alle sperimentazioni ed agli atti di indirizzo approvati negli scorsi mesi in relazione, in particolare, alle residenze di Alassio ed Aprica. La consapevolezza dello straordinario, e per certi versi incommensurabile patrimonio, di cui la Città dispone, obbliga ancor di più alla loro valorizzazione in termini remunerativi e per il loro utilizzo ad ampio raggio e amplissimo spettro per tutta la collettività, non solo cittadina, con particolare attenzione a minori, anziani e famiglie. Tale ambizioso obiettivo strategico va accompagnato a intelligenti e guidate politiche di alienazione in una ridefinizione complessiva del patrimonio immobiliare, accatastato dentro e fuori i confini comunali, che consenta di indirizzare le risorse su precisi e strategici obiettivi. Il costante monitoraggio delle opportunità consentirà di destinarne i frutti positivi alla ridefinizione del Piano delle Opere anche grazie al conseguente ampliamento dei confini del Patto di Stabilità.                                                                IL SINDACO                                                             Gigi Farioli   P.S. Questo sintetico Instrumentum Laboris  non può avere la pretesa di essere esaustivo, ma ovviamente vuol essere un contributo che possa eventualmente stimolarne altri in un costante, dialettico e non sterile confronto. Per il momento è con piacere che, al di fuori di ogni concessione ipocrita o rituale, desidero ringraziare ogni singolo consigliere e tutte le   forze politiche per l'azione di sostegno, critica, stimolo e pungolo, con l'invito a non venirne mai meno. Mi è inoltre gradito aggiungere uno specifico ma particolarmente sentito ringraziamento per l'importante supporto, spesso scevro da improprio senso di appartenenza, che ha consentito di raccogliere un importante risultato, anche se più istituzionale che politico, condizionando positivamente l'evolversi della riforma sanitaria regionale. L'importante, non scontato, sobrio, ma deciso atteggiamento unitario che ha consentito di unire su contenuti, strategie e obiettivi medicina territoriale, operatori sanitari, forze politiche e operatori del terzo settore e del welfare, costituisce sin d'ora motivo di orgoglio e premessa per una proficua opera di costante protagonismo nella programmazione sociale e sanitaria dei prossimi decenni. Chiedo sin d'ora, inoltre, ai rappresentanti della Fondazione Carnaghi e Brusatori e soprattutto al presidente di farsi propositore di una giornata di ampia riflessione e proposta, con particolare attenzione alla programmazione sociale e sanitaria del basso varesotto e alto milanese. In coerenza con alcune importanti finalità inserite nella riforma regionale, l'inaugurazione presso la Casa della Salute di via s. Pietro con l'apertura alla cittadinanza della Odontoiatria sociale rappresentano importanti risultati, la cui soddisfazione desidero condividere con tutti, trasformandola in una ulteriore occasione di progettualità per la nostra Città. Gigi Farioli Sindaco di Busto Arsizio a